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EDITORIALE DEL GIORNO
Lo scacchista Seedorf e le prime pedine in movimento…
Se il ricordo è il bell’inganno dei vecchi, e spesso li si trova sulle panchine a rimembrare i tempi passati che furono, certamente, se vi capiterà di passare da Milanello in questi giorni, fate attenzione.
Scorgerete, seduto su una panchina di legno, in tuta, assorto tra i suoi pensieri, un signore di pelle scura, rasato, concentrato, dal portamento fiero, dall’indole seria, dall’aplomb difficilmente confondibile.
Naturalizzato olandese, ha vinto 4 Coppe dei Campioni con 3 squadre diverse: Ajax, Real Madrid, Milan. Mica roba da quattro soldi.
La storia racconta abbia indossato il numero 10, quello dei grandi, delle stelle, di Platini, Maradona, Rivera, Schiaffino, dei colpi di genio, di classe, che da soli valevano il prezzo del biglietto per gli spettatori.Lo chiamavano “il Professore”, per il suo modo di essere colto, raffinato, elegante, da amante della qualità, della filosofia, della fine dialettica. In campo e fuori.
Oggi il Professore è lì, seduto su quella fredda panchina dopo avere da poco appeso le canoniche scarpette al chiodo, chiamato a risollevare le sorti, e la storia, di quel Milan in cui, per 10 anni, ha militato da leader indiscusso, e che oggi lo rimpiange come il padre che lascia prematuramente andar via di casa il proprio figlio…
“Ai tifosi chiedo pazienza, abbiamo bisogno di sostegno. Ci impegniamo al massimo per migliorare. Dobbiamo lavorare tanto!”
Lavoro, impegno, sostegno, pazienza. Le quattro parole che, più di altre, echeggiano dalla sua voce da quando, 7 giorni fa, ha preso posto sulla panchina che fu di grandi maestri come Capello ed Ancelotti.
La strada è lunga ed impervia, le difficoltà rilevanti, lo scetticismo presente. Non è facile il compito del Seedorf allenatore.Il suo Milan, con il quale si era laureato campione d’Italia, d’Europa e del Mondo (era il Dicembre 2007 in quel di Yokohama) è solo un lontano ricordo….Di quella squadra restano solo le foto, gli album, i trofei, i ricordi.
Oggi il Milan è una creatura ibrida. che non ha nè capo nè coda, nè una difesa accettabile per il suo nome, nè un centrocampo che fornisca le punte e dia equilibrio alla squadra. Poca qualità nella rosa, poca condizione fisica, poco movimento, poco collegamento tra i vari reparti.
Eppure…Eppure il Professore, che certo non avrà esperienza, ma sprovveduto non è, in una settimana ha già dato un’impronta alla propria squadra. Modulo iper-offensivo con una punta e tre giocatori dietro, maggiore ordine in campo, spirito di sacrificio, voglia e motivazioni, crederci fino alla fine.
E pazienza se col Verona ed a Cagliari la vittoria è avvenuta su palla inattiva. La mole di gioco espressa ed il numero di occasioni da gol avute sono una piacevole inversione di tendenza per una squadra che mai, in questa stagione, aveva vinto consecutivamente due partite.
Come detto, la strada è ancora lunga ed impervia, ma il Professore ha già compreso come agire all’interno della caotica scacchiera Milan. E le prime pedine iniziano pian piano a muoversi. Per lo scacco matto…ripassare la prossima stagione…
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foto: it.eurosport.yahoo
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