Astori: cresciuto nel Milan, amato nella vita

Fabio Conte 2

Una domenica che non ti aspetti, una tragedia difficile da accettare, una realtà che stride con lo spettacolo. Davide Astori era un bravo ragazzo.

Non lo conoscevo, ma appare chiaro dalle reazioni che hanno avuto alla tragica notizia tutti coloro che l’avevano conosciuto, dai suoi sorrisi nelle foto, dai ricordi di chi ha avuto la fortuna di parlargli, dai tempi delle giovanili rossonere, fino a sabato sera. Tutti hanno subito deciso che lo sconforto che attanagliava chi l’aveva frequentato dovesse avere il tempo di darsi una ragione, ammesso che una ragione si possa dare a un evento simile. La Lega calcio ha praticamente avvallato una decisione presa in tutti gli spogliatoi. Giusto così, anche se qualche tifoso non ha apprezzato, se qualche solone ha soloneggiato (perdendo l’occasione di star zitto), anche se qualcuno ha perso soldi e tempo per trasferte inutili. Un attimo di pausa, un pensiero, una preghiera: a volte ci si deve fermare.

Però, giorno dopo giorno, la vita va avanti e ci si trova già proiettati al futuro. La decisione del recupero delle partite è stata annunciata assieme al programma della prossima annata con date d’inizio, pause, sospensioni. Due novità significative sarnno il “Boxing Day” e la data di chiusura del mercato.

La tradizione anglosassone di giocare il giorno da noi dedicato a Santo Stefano risale alle origini del calcio tanto che le prime sfide anticipano storicamente l’inizio dei campionati. Non trovo che sia sbagliato sfruttare le giornate di festa che permettono a tanti tifosi di poter vedere delle partite in alternativa a noiose tombolate. Le condizioni climatiche poi, sono variate e, salvo eccezioni, sono maggiori le probabilità che intorno a Natale ci siano situazioni atmosferiche accettabili, permettendo quindi anche un buon afflusso di pubblico negli stadi, magari in compagnia di amici o familiari. Mettersi in competizione televisiva con l’offerta mondiale della Premier League appare una sfida intrigante e coraggiosa per la Serie A, ma che si deve affrontare per far crescere il movimento calcistico italiano.

Diverso a mio parere sarà l’approccio alla chiusura anticipata del mercato. Se non sarà seguita, infatti, da tutte le nazioni europee diventerà un ostacolo per gli operatori italiani che si vedranno costretti a concludere affari anzi tempo – perciò con un maggior esborso- o a rinunciare ad opportunità di mercato. E perdere per mancanza di tempo l’occasione di portare buoni giocatori in Italia, in un momento di forte concorrenza tra campionati, non so quanto possa essere appropriata.

Questa giornata dedicata ad Astori fa riflettere anche sulla densità di impegni che il campionato determina. Continuo a pensare che venti squadre siano troppe per numero di partite, qualità dello spettacolo, opportunità di pause e possibilità di recuperi, anche fisici. Trovo curioso, o significativo, che nessun recente candidato alla Lega Calcio abbia proposto una diminuzione, chiaro segnale d’interessi e pressioni economiche prive di prospettiva. Speriamo nel designato Gaetano Miccichè. Che possa venendo da fuori, valutare le problematiche, tra le quali il numero di squadre, e che riesca a risolverle. Difficile però che un uomo d’estrazione bancaria sia più sensibile alle dinamiche organizzative che a quelle prettamente economiche. Vedremo.

Il Milan affronterà dunque l’Arsenal con una pausa inattesa che darà un po’ di respiro alla formazione titolare. Ormai non è neanche più una notizia la previsione degli undici che scenderanno in campo perché Gattuso ha scelto i suoi uomini e di loro si fida. Si fidano un po’ meno i tifosi, non per i risultati né per le prestazioni che non vedevano da anni, ma per il timore che il giocattolo, o qualche componente, si possa improvvisamente inceppare. Così non pare al tecnico e al suo “occhiometro” che segnala, fin ora, buona gamba da parte di tutti. Speriamo perché i Gunners sono una squadra esperta e di qualità, che proprio perché in difficoltà può far leva su doti che i nostri giovani principianti in campo europeo possono sottovalutare. Quante volte, negli anni gloriosi, il Milan l’ha sfangata con navigata malizia, soprattutto quando era in difficoltà, in momenti topici. Concentrati e umili dunque come vuole e insegna Rino e come

impone una sfida prestigiosa di livello continentale, ma pronti a cercare una consacrazione che farebbe

crescere l’autostima e porterebbe a puntare a nuovi traguardi.

RIPRODUZIONE RISERVATA

7,055 Visite totali, 1 visite odierne

Commenti

commenti