Cesare Maldini una bandiera d’altri tempi

Paolo Vinci

Cari Tifosi Rossoneri,

questo Editoriale viene scritto in un momento di profonda tristezza esistenziale per la scomparsa del Grande Cesarone Maldini, Vera Bandiera di Un Grande Milan di un calcio di altri tempi, quelli “Veri”, come hanno inciso i tifosi orobici su di uno striscione che anticipava Atalanta – Milan, 31^ giornata di questo incolore campionato rossonero, sulla scia (quasi) degli ultimi due campionati fallimentari.

Se ne va, con questo “Vessillifero Rossonero”, un altro tassello (e che tassello!) di un meraviglioso mosaico di ricordi. Struggenti.

Per tale ragione, scriviamo con il groppo in gola, rattrappiti dalla commozione, questo triste Editoriale e siamo certi di essere compresi dai bravi e sensibili Lettori.

Cesare Maldini incarna i ricorsi più belli di un altro calcio, appunto quello Vero, così diverso da questo calcio, mediocre e mediatico, privo di quei valori profondi che avvolgono il cuore ed esaltano lo spirito.

Quel calcio era volto alla Persona, all’Uomo in quanto tale, questo solo al “dio denaro”.

Riposa in pace, Grande Cesarone, Allenatore del cappotto tennistico ai cugini in una dolce serata di maggio del 2001, della prima Coppa dei Campioni elevata da una squadra Italiana sul cielo grigio di Wembley, in un’altra epica serata di maggio di 38 anni prima, padre di quel campione, altrettanto grande, che è stato Paolo.

Con questa ridda di sentimenti, il Milan è sceso in campo a Bergamo, andando in vantaggio quasi subito con un rigore di Luiz Adriano. Si prospettava, finalmente, una vittoria rinfrancante, invece ecco l’ennesima delusione con l’Atalanta che lo mette alle corde, lo ribalta, poi lo surclassa, senza alcuna reazione concreta, senza un gioco, soprattutto senza una vis pugnandi, a voce alta richiesta dai Fedelissimi Rossoneri sugli spalti.

Ciò che sconcerta è una certa apatia psicologica dei giocatori, una inerzia tecnica e soprattutto atletica, la mancanza di un gioco di squadra, l’assenza di grinta ai livelli più primordiali.

Come è possibile che non ci sia mai una reazione?

Il Mister sembra allo sbando, la squadra assolutamente priva di obiettivi.

La Società deve intervenire. Deve leggere la realtà senza iperbole e misurarsi con gli eventi, cercando di derubricarli.

Intanto svaniscono gli obiettivi, ad uno ad uno e lo stesso Sassuolo, che incalza il Milan…a mezzo punto (se arrivano alla pari vanno gli emiliani in Europa, in virtù della miglior differenza reti negli scontri diretti!) soffia sul collo Rossonero, pronto al sorpasso, annunciato nel 32^ turno con il difficile – se non impossibile –  incontro casalingo del Milan contro la Juventus nell’anticipo di sabato 9.

Che cosa fare?

La Società ha sposato la linea dura del Mister avallando il ritiro fino a sabato, contro la volontà della Squadra:

Servirà?

Non sappiamo.

Certo, questo Milan, obiettivamente, è poca cosa.

Non tanto tecnicamente quanto soprattutto  psicologicamente.

Non si può vivacchiare pensando alla Finale Romana di Coppa Italia contro la Juventus, peraltro in calendario tra circa due mesi, subendo ancora una volta una stagione, almeno in campionato, di seconda fascia.

Soprattutto,  rischiando di perdere, dopo aver perso l’Europa che conta, anche la piccola Europa della League. E la reputazione!

Buona settimana a Tutti i Tifosi, Rossoneri e Non.

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