E che sia una notte da Grande Milan

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Ci sono momenti nella vita in cui devi dimostrare chi sei.

Ci sono attimi in cui devi affrontare la realtà che ti appare davanti senza indietreggiare, afferrando il coraggio a due mani, ponendo il petto in fuori e mostrando gli occhi della tigre.

Ci sono eventi dinanzi ai quali non puoi tirarti indietro, perchè il tuo blasone non lo consente, perchè la tua storia è fatta di trionfi, perchè la tua maglia è la maglia di chi ha vinto di più al mondo…

E’ la notte di MilanAtletico Madrid, la notte del ritorno della Champions a San Siro, la notte del debutto di Seedorf da allenatore, di Balotelli e Kaka, di Poli e Taarabt, di Essien e Rami, delle note dell’inno che tanto fanno sognare Galliani. Ma soprattutto, è la notte delle verità, del “fuori i secondi” perchè il ring ha solo due contendenti, delle risposte ai mille dubbi ed alle mille domande che si insinuano nelle menti e nei cuori dei tifosi rossoneri e non solo. Perchè la storia dice 7 Champions League e 18 trofei internazionali, ma la realtà è amara come il fiele.

L’esame è duro, alto e difficile da scalare. L’Atletico di Simeone è primo nella Liga, ha meccanismi oleati, gioca insieme da tempo, è un gruppo di buon livello e con ottime individualità: Diego Costa, Raul Garcia, Gabi, Suarez, Diego, David Villa. E, se sei in testa in Spagna con solo due sconfitte in campionato, il tuo valore non può essere inficiato dall’eliminazione in Coppa del Re, seppur bruciante, dai cugini del Real.

Seedorf ha sciolto i dubbi della vigilia, optando, giustamente, per un modulo più coperto, con Poli a rafforzare il centrocampo contro le folate offensive degli spagnoli e Taarabt a supporto di Kaka e Balotelli ma pronto a ripiegare in fase di non possesso. Emanuelson a sinistra e De Sciglio a destra garantiscono spinta uno e tenuta l’altro. A Rami e Bonera, supportati da Essien e De Jong, il compito di bloccare Diego Costa (il vero valore aggiunto di Simeone) e Raul Garcia (Villa partirà dalla panchina) e spezzare le linee di passaggio disegnate da Gabi e Suarez. Kaka, recuperato ma non al meglio, dovrà infine ispirare Balotelli, chiamato al suo primo gol contro le spagnole e ad una prestazione finalmente convincente e senza ombra in Europa.

Se Mario vuol davvero entrare nell’elite del calcio mondiale, e seguire Messi ed Ibra, ieri trascinatori di Barca e PSG, deve farlo in questi palcoscenici ed in queste partite. L’Europa lo guarda, a lui il compito di dimostrare davvero il proprio valore. La strada per diventare fuoriclasse passa da qui.

Novanta minuti di corsa, cuore e sacrificio. Imporre il gioco a questo Atletico, per questo Milan, è cosa improba. Non ne ha nè i mezzi, nè le possibilità. Ma può giocare d’astuzia, con umiltà e spirito collettivo. Giocare da squadra insomma. Chiudere i varchi e ripartire veloce, sfruttando vena e doti balistiche dei suoi frombolieri.

Perchè in Europa, al di là di tutto, conta vincere. E per battere questo Atletico ci vuole una grande notte, dai sapori antichi e dai fasti di un tempo.

Una notte, è la speranza di tutti, da Grande Milan…

 

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