Il vero Derby d’Italia. Manca Mario, ma siamo in buone mani. Il mercato dei riscatti. FPF, punirne uno per educarne cento

Macagnino

Chiedevamo la continuità, e finalmente questa è arrivata.

La scorsa settimana avevo battezzato la gara contro la Sampdoria come “prova del nove”, quella che avrebbe dovuto dare certezze e, in caso contrario toglierle. Ma il Milan si è dimostrato finalmente una squadra vera, compatta e dominante. I progressi visti in Champions, nonostante il risultato, hanno trovato terreno fertile anche in Liguria, dove abbiamo visto il miglior Milan della stagione. Una squadra che non ha lasciato nulla agli avversari, se non qualche sporadica palla gol a giochi ormai chiusi. Ora come possiamo definire la supersfida contro i campioni d’Italia? Lì non serve dare appellativi, gli stimoli arriveranno da soli, o quantomeno dovrebbero, perchè se così non fosse ci sarebbe da preoccuparsi. Milan-Juventus è da sempre il vero derby d’Italia, e sono sicuro che converrebbe con me anche l’immenso Gianni Brera, il quale quando fregiò di quel nomignolo la sfida tra i bianconeri e l’Inter lo fece solo ed esclusivamente perchè quelle due erano squadre ad avere più Scudetti e a non essere mai retrocesse. Ma ora, quell’appellativo non ha più motivo di esistere, e allora largo ai freddi numeri. Il Milan è la squadra italiana più blasonata oltreconfine, la Juve lo è nel recinto di casa, stop, come sempre parola al campo. Ora godiamoci l’attesa di una partita che, nonostante la netta differenza di punti in classifica, incarna passione, ricordi e gloria. E in fondo, come recita un famoso spot televisivo, anche l’attesa è un piacere.

Contro i pluriscudettati di Antonio Conte, mancherà per l’ennesima volta Mario Balotelli. Da quando è tornato in Italia, il numero quarantacinque ha saltato tutte e tre le sfide contro i bianconeri, un vero peccato considerato anche il suo buon momento di forma, ma sono certo che Pazzini -seppur menomato dalla frattura al naso con annessa maschera protettiva- saprà fare del suo meglio, come ha sempre fatto. D’altronde quale periodo migliore per sfoggiare una maschera se non quello di Carnevale? Giampaolo è un ragazzo serio, uno dai valori morali accentuati, uno che non si tira mai indietro quando c’è da assumersi responsabilità importanti, l’uomo dei gol pesanti, in qualsiasi squadra. Dalla Fiorentina al Milan, passando per Sampdoria e Nazionale. Senza i suoi gol, il Milan non sarebbe arrivato a giocarsi il preliminare contro il PSV, e senza i suoi gol magari l’Inter di Mourinho non avrebbe fatto il triplete. Lo ricordano bene i cugini, non solo per l’agonismo vero in maglia nerazzurra, ma anche e soprattutto per quei gol alla Roma, quando vestiva di blucerchiato. Per cui, non disperiamo, siamo comunque in buone mani, o meglio, in buoni piedi. E Mario potrà recuperare in tutta calma, mettendo Madrid e la Champions nel mirino.

Capitolo mercato. Ho sempre definito questa seconda parte di stagione una palestra per l’anno prossimo. Seedorf infatti sta cercando di capire chi potrà essergli utile dal prossimo ritiro estivo. Rami e Taarabt rispondono a questi requisiti, e infatti Galliani ha già fatto partire i dialoghi con le dirigenze di Valencia e QPR per strappare un accordo vantaggioso, in barba alle clausole. Per una cifra vicina ai dodici milioni, Adel e Adil vestiranno il rossonero in maniera definitiva. Poi c’è da risolvere la situazione Poli. Per l’ex doriano, la strada sembra in discesa, essendoci la volontà di tutte le parti in causa. In più, l’interlocutore della trattativa dovrebbe essere Braida, quindi sarebbe difficile pensare a eccessivi ostruzionismi. Per Saponara, verrà molto probabilmente rinnovata la comproprietà con la Sampdoria, mentre ci sarebbero da risolvere le situazioni legate a Niang e Matri, entrambi in prestito, entrambi in uscita. Dai due attaccanti, la dirigenza rossonera vorrebbe ricavare una cifra vicina ai dodici milioni, proprio i soldi che servirebbero per riscattare i due maghrebini. Per far sì che il non ingresso in Champions porti a un’altra cessione importante inoltre, in Via Aldo Rossi si lavorerà per disfarsi di tutti gli esuberi, da Constant a Mexes fino a Muntari, passando per Birsa, Nocerino e via discorrendo, per poi avere una rosa più snella e meno gravante sul bilancio. Oltre ai riscatti, in entrata sembrano avviatissimi i contatti con il Botafogo per Dorìa. L’intesa tra i due club ci sarebbe già, a meno che nel frattempo non si inserisca qualche sceicco.

A proposito di sceicchi, PSG, City e compagnia cantante: ultimi rumors vorrebbero un Milan promosso a pieni voti dall’Uefa, in seguito agli ultimi controlli riguardanti il Fair Play Finanziario. Bene, anzi benissimo. Perchè tutta la campagna di risanamento e, ahinoi, di ridimensionamento doveva avere un senso e non poteva essere stata fatta per nulla. Altrimenti il Milan, mai si sarebbe sognato di cedere Thiago Silva e Ibrahimovic sostituendoli con Zapata e Bojan. E’ bene però, che Platini e l’Uefa mettano in pratica sul serio i dettami del FPF, perchè altrimenti la bilancia continuerà a pendere, fino a sprofondare, dalla parte dei soliti club che possono spendere e spandere. E magari qualche anno senza competizioni europee a quei club che abusano della loro posizione dominante servirebbe a fare giurisprudenza. Punirne uno per educarne cento come si suol dire. Anche se in questi casi, più che dare punizioni sarebbe un applicare le regole. Quelle che in teoria dovrebbero essere uguali per tutti.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA

 

590 Visite totali, 2 visite odierne

Commenti

commenti