ELLIOTT, IL LILLE E IL MILAN

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Troppo spesso, ho sentito parlare della presenza di Elliott nel mondo del calcio in modo surreale. Tanti, forse troppi, purtroppo, utilizzando il sistema mediatico, che tutt’ora ha maggiore impatto sugli utenti in Italia, cioè la TV. Naturalmente fiumi di parole insensate si sono riversate anche su carta stampata, web e radio. Troppo spesso ho sentito utilizzare le frasi “proprietà inesperta” o “gioco del calcio sconosciuto alla proprietà” per giustificare i pessimi risultati del Milan e scelte discutibili di mercato e dirigenziali, nel tentativo di nascondere sotto il tappeto, come polvere, quel “bipolarismo” e quella faida interna fra correnti contrapposte che dal luglio 2018 condizionano negativamente l’ambiente. Eppure, proprio nel 2018, Elliott aveva iniziato a dettare la linea del Lille per la rinegoziazione del debito fino a salvarlo dal fallimento, prendendone il controllo e imponendo Luis Campos a capo del mercato e delle scelte dell’area tecnica, puntando sulle indubbie qualità manageriali del portoghese. Luis Campos che fu protagonista della rinascita del Monaco, che arrivò al titolo di Francia soffiato agli sceicchi del PSG e che arrivò fino alle semifinali della Champions League 2017. Proprio indicando il Lille come esempio da seguire a modello gestionale, mi chiedevo come mai sparisse dai radar dell’informazione italiana, senza venir mai accostato a Elliott, attribuendo da parte mia, il tutto ad un preciso disegno. Le parole di quest’oggi di Gerard Lopez, intervistato dal Financial Times, andrebbero lette e analizzate, soggette ad un dibattito approfondito. Non tanto sulla volontà da parte della Elliott Management Corporation di vendere il Milan, cosa che fu detta a chiare lettere all’assemblea soci 12 mesi fa, stimando entro un quinquennio il tempo utile a risanamento e cessione, semmai sulle dinamiche delle nomine fatte in chiave dirigenziale e su alcuni proclami fatti da Paolo Scaroni dopo la nomina alla presidenza del club rossonero, subentrando dal Cda della gestione di Yongong e Han Li, prima dell’insediamento dell’amministratore delegato Ivan Gazidis, datato 5 dicembre 2018. Proclami che hanno portato eccessivo entusiasmo e confusione nella tifoseria, soprattutto in assenza di una comunicazione efficace. Proclami alimentati anche da certa stampa, probabilmente doppiogiochista, nonchè dalla consueta “propaganda”.
Di seguito le parole di Gerard Lopez al Financial Times :
“Elliott ha finanziato il Milan per venderlo successivamente a una terza parte. Invece ha finanziato il Lille per iniziare un programma di investimento nei giocatori, creando valore, vendendone alcuni, ma tenendone altri, per far crescere il Lille, credendo nella bontà del modello di business francese. Il Lille ha realizzato un guadagno netto dai trasferimenti di 200 milioni negli ultimi due anni. Se non siamo i più bravi al mondo, siamo nei primi 4-5 club”.
Fu proprio la bontà del progetto francese e la sorprendente qualificazione alla Champions League 2019-20 a dissuadere la proprietà, dopo circa un mese di trattative serrate, a cavallo fra aprile  e maggio 2019, dal nominare Luis Campos a capo dell’area tecnica del Milan.
Lille, che tra l’altro, è in corsa per ripetere quest’anno l’exploit della stagione 18-19. Questo, nonostante lo smantellamento del reparto d’attacco e la cessione di Pepè e di Rafael Leao e proprio l’ipervalutazione di Leao, venduto guarda caso al Milan, per 30 milioni+Djalo e di una cospicua percentuale sulla futura rivendita, ha permesso al Lille di acquistare a metà del prezzo di cessione del portoghese, il nigeriano Victor Osimhen(14 gol in 26 partite ufficiali quest’anno) dal Wolfsburg, giocatore segnalato nel gennaio 2019 da Moncada(ex collaboratore di Campos al Monaco) ai responsabili di mercato del club di via Aldo Rossi. Coincidenze?

 

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FOTO : TRIBUNA.COM

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