UN FARAONE SOTTO L’ALBERO

z_Stephan El Shaarawy

Quando arriva Natale, si è sempre curiosi di andare a scartare i regali sotto l’abete.

Lo è sicuramente anche Filippo Inzaghi però con una consapevolezza in più: le novità natalizie non saranno troppe.

Allora l’allenatore rossonero proverà a costruirsele a casa sua, magari rinchiuso in una stanza di Milanello con la bacchetta magica regalatagli nell’ultima conferenza stampa.

Una delle formule magiche di Superpippo dovrà essere necessariamente in grado di rigenerare Stephan El Shaarawy, mai così in bilico da quando veste i colori del diavolo.

Magie, appunto, ormai lontane quelle del faraone, il quale nell’autunno del 2012 aveva regalato lampi di genio che avevano fatto sognare il popolo milanista, spalancando al suo talento le porte del calcio dei grandi.

Poi, tra infortuni ed incomprensioni tecnico-tattiche, El Sha ha passato nel più totale anonimato l’ultimo anno e mezzo dividendo totalmente i pareri del popolo rossonero.

C’è chi, ormai, lo considera un calciatore cedibile e sopravvalutato, mentre altri lo considerano un talento purissimo da aspettare con pazienza.

I numeri dicono che Stephan non ha mai più ritrovato la continuità: non ha segnato in Serie A per più di un anno, confezionando prestazioni altalenanti quando era in condizioni fisiche che gli permettevano di scendere in campo.

Se si analizza il suo percorso tecnico-tattico emerge un ulteriore elemento: il faraone, da quando Allegri lo ha spostato sull’esterno, ha sempre giocato in quella posizione, estraniandosi da altri sistemi di gioco.

La duttilità è sicuramente una di quelle caratteristiche che fanno un campione, dunque Inzaghi dovrà agitare la sua bacchetta e tornare indietro nel tempo.

Infatti, se si torna indietro di qualche anno, El Shaarawy inizia la sua carriera di calciatore nella posizione di trequartista: in Serie B nel Padova, nel Genoa ed anche nelle sue prime apparizioni in rossonero, nel 2011, prima che Max Allegri lo cambiasse di ruolo.

Ma torniamo al presente: il Milan di Inzaghi, in questa prima parte di stagione, sembra prediligere il 4-3-3 o il 4-2-3-1 però, nell’ultima vittoria contro il Napoli, i rossoneri hanno giocato col 4-3-2-1.

Potrebbe essere la svolta: ossia utilizzare i due trequartisti dietro Menez, per rendere meno spaccati i due reparti, centrocampo e attacco, reggere meglio l’urto di squadre che ti attaccano (come Napoli e Roma) sfruttando al meglio le ripartenze.

Il faraone, quindi, deve tornare a giocare in una posizione che fu sua, rendendosi utile anche in altri sistemi di gioco; viene da dire: Stephan, ora o mai più!

Tutto ciò potrebbe essere un bel regalo di Natale per Inzaghi, un faraone sotto l’albero, magari contro la Roma, magari a partita in corso.

El Shaarawy tornerebbe ad accentrarsi di più, sfruttando la sua abilità nell’uno contro uno, la sua rapidità negli spazi, magari creandosi occasioni per tirare in porta in maniera diversa rispetto al solito, quindi senza la nota finta a rientrare sul destro.

Infine potrebbe anche essere schierato da unico trequartista dietro le due punte, in un 4-3-1-2, magari quando il Milan affronterà squadre chiuse che ti aspettano, sfruttando così anche risorse dimenticate dell’organico come una o, addirittura, due prime punte (Torres e Pazzini, mercato permettendo), con un centrocampo più di qualità con Montolivo e Bonaventura.

Sarà questa la magia natalizia che sprigionerà la bacchetta del mister?, non possiamo che fargli i nostri migliori auguri.

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