Gattuso: auguri dalle stelle

Fabio Conte

Chissà che non avesse ragione Liedholm. L’indimenticato “Barone”, calciatore, allenatore, campione del Milan e campione di stile, si affidava spesso per la valutazione di un giocatore al suo segno zodiacale.

Diceva che certi segni favorivano l’attitudine, mostravano la predisposizione, rivelavano l’inclinazione a calcare il rettangolo verde. Sfidando qualche sorriso degli scettici, si dichiarava convinto che valutando una data, soppesando l’ascendente e consultando le effemeridi si potesse scoprire un campione, magari ancora inespresso. Così, con l’equilibrio rappresentato dal suo segno, la Bilancia, il mitico Nils riusciva a battezzare come ottimamente inseriti nel quadro zodiacale i campioni che già aveva a disposizione o auspicare rosee prospettive a giovani dalle capacità più limitate, tanto poi ci pensava lui, col suo gioco fraseggiato e le sue imbastiture tattiche a mascherare qualche lacuna tecnica.

Non conoscendo la materia, ho trovato curioso che il quarantesimo compleanno di Rino Gattuso s’inserisse in un quadro, astrologico ovviamente, assolutamente in linea con le convinzioni di Liedholm. La maggior parte dei calciatori che hanno una buona carriera calcistica sono del Capricorno: la sua non è stata male con scudetti, Champions, e Coppa del Mondo. Adesso che è diventato allenatore, o meglio un allenatore sotto i riflettori del Milan, scopriamo che è in compagnia zodiacale di altri grandi tecnici, due su tutti: Maurizio Sarri e Pep Guardiola. Vuoi vedere che il futuro dei rossoneri è scritto nelle stelle?

Se Rino Gattuso diventerà un grande tattico come i suoi colleghi lo si scoprirà quando avrà alle spalle sufficienti partite per aver elaborato le sue strategie. Per ora però, sembra avere già una qualità indispensabile per far bene nel suo mestiere: riuscire a farsi seguire dal gruppo, grazie al suo carattere, alla sua onestà e al suo carisma come ha dichiarato Bonaventura al termine della vittoria contro l’ostico Crotone di Zenga. L’onestà -e la schiettezza- che gli fa dichiarare i propri limiti o quella che gli fa ricordare ancora lo sconforto di Istanbul, quando voleva lasciare il Milan per la delusione bruciante. La stessa dei tifosi. il carisma per uno che ha vinto come lui è assodato, ma utilizzarlo per motivare giocatori giovani o meno vincenti con spontaneità e senza arroganza è una peculiarità personale. Il carattere poi, è il marchio di fabbrica, lo è sempre stato e su questo si è basata la sua carriera, addirittura traspare dalla sua faccia, dal suo ringhio, diventato il suo sopranome.

Non voglio incensare il lavoro del Mister, è ancora un po’ presto per un Milan decisamente convalescente. Rino Gattuso sta mettendo tutto se stesso in questa avventura, e si sta giocando tanto della sua reputazione come allenatore. Ma, come abbiamo visto, le stelle indicano una strada e l’inizio dell’anno sembra ben augurante: in fondo sabato, si è vinto per una carambola. E se sull’astrologia magari aveva ragione il compianto Liedholm, la massima di Sacchi e un must a cui ci si dovrebbe sempre appellare: per vincere ci vuol occhio, pazienza e bus del cul. Chissà quante volte Rino l’avrà sentita raccontata a Milanello.

L’avranno sentita anche i vecchi amici che hanno mandato, ieri per il compleanno, un video d’auguri passato anche per i social. Rivedere Maldini Cafù Kakà Shevchenko Kaladze Brocchi Ambrosini e Pirlo, fa male al cuore. Fa male vedere la loro complicità e capire che razza di squadra si avesse tra le mani e che gruppo fosse stato creato da Ancelotti. E proprio l’ex tecnico ha mandato una lettera pubblica che tra ironia e ricordi ha descritto quegli anni definendo il guerriero Gattuso l’anima del suo Milan. Uno che faceva gruppo, che subiva e restituiva scherzi, uno che lo aiutava supportando e spronando i compagni. “Sorreggendoli” è la definizione che mi ha colpito. Quindi la sua carriera di allenatore è nata già in campo, o meglio nello spogliatoio di quel Milan stellare che aveva nel suo destino uomini che sognavano la gloria e l’hanno raggiunta. Per far diventare uomini i giocatori del Milan di oggi forse è proprio la persona più adatta. Auguri Rino!

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