Giampaolo tra integralismo e duttilità

Db Milano 31/08/2019 - campionato di calcio serie A / Milan-Brescia / foto Daniele Buffa/Image Sport
nella foto: Marco Giampaolo

Sono reduce dalla trasferta finlandese della Nazionale, nella graziosa Tampere, dove la squadra guidata dal ct Mancini ha ipotecato la qualificazione agli Europei e, con tutta probabilità, al primo posto del girone.

Girone non irresistibile, per la verità, ma comunque da affrontare con la giusta determinazione visto anche che queste ultime due sfide contro Armenia e Finlandia appunto, trovavano squadre più avanti nella preparazione e che avrebbero puntato sul ritmo e sulla corsa. I finlandesi tra l’altro venivano da un’importante e decisiva vittoria sulla Grecia, non irresistibile per la verità, che li ha portati a sognare, vincendo e sfatando un tabù che dura da più di cento anni, l’aggancio all’Italia. L’entusiasmo degli scandinavi è stato domato con una prestazione attenta e volitiva che ha dimostrato come tutti i giocatori selezionati da Mancini siano coesi e intercambiabili.  Giusto un anno fa l’Italia veniva sconfitta in Portogallo nella Nation League giocando una partita confusionaria e incolore. In un solo anno Mancini è riuscito a portare la quadra a giocare un buon calcio, facendo risultato. In maniera sorprendente rispetto ai balbettanti esordi del suo incarico, quando aveva dovuto anche cancellare il trauma per la mancata partecipazione ai Mondiali di Russia, ha trovato gli schemi da adattare ai giocatori che ha scelto, come lui stesso ha dichiarato.

Anche il Milan sta vivendo una mancata partecipazione a un torneo e sta ricominciando, con un nuovo tecnico, una strada che lo deve riportare là dove il suo blasone pretenderebbe che fosse. Il nuovo allenatore Gianpaolo, inseguendo la strada della ricerca del gioco prima di tutto, è sicuro che porterà i rossoneri a salire la classifica, ma ci lavora già da due mesi e per ora l’impressione è che sia ancora importante il gap che divide il Milan dai migliori e che ci sia da giocarsela anche con squadre più toniche e con un impianto collaudato per il fatidico quarto posto. Ora che il campionato entra nel vivo si dovranno trovare le soluzioni per inserire i giocatori che il mercato interlocutorio permesso dalle disponibilità del Fondo Elliott e frenato dal famigerato FFP, ha concesso. Se finora il tecnico si è basato sugli stessi uomini dell’anno scorso, evidentemente è perché gli devono aver dato maggiori garanzie rispetto ai nuovi, ma riuscire a trovare gli schemi adatti ai giocatori acquistati darebbe anche una minore prevedibilità per gli avversari. Aggiungiamo anche l’impazienza dei tifosi, e credo pure dei dirigenti, di conoscere il valore dei nuovi arrivati.  Giampaolo ha fama, che alimenta lui stesso, di essere un’integralista. Credo che lo sia nell’applicazione sul lavoro ma speriamo non lo sia su schemi e movimenti. A mio parere il calcio di oggi, soprattutto se non si hanno in squadra campioni assoluti che possono raddrizzare partite rendendo vincente qualsiasi schema, necessita elasticità, duttilità e intuito. E naturalmente come diceva Sacchi, grande sponsor di Giampaolo e primo tra gli allenatori “talebani”, ci vuole sempre anche un po’ di culo, che si sa, non è allenabile.

RIPRODUZIONE RISERVATA

10,989 Visite totali, 1 visite odierne

Commenti

commenti