Il cuore, Bonaventura e il viaggio di Marco ”Polo” Fassone

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Cuore Umiltà e sacrificio. Non è l’inizio del solito pezzo che auspica un’inversione di tendenza di scialbe prestazioni, insomma di uno dei miei soliti stopposi editoriali degli ultimi anni.

Sono i social, Instagram per la precisione, che riporta le parole di Locatelli e Niang alla fine della partita col Pescara, vinta grazie al gol di Bonaventura, con un sofferto 1-0. Il fischio finale ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutto lo stadio visto che la squadra si era pian piano ritirata davanti a Donnarumma, decisivo in un paio di occasioni, lasciando l’iniziativa ad un ordinato, ma non trascendentale, Pescara. L’esatto contrario di quello accaduto martedì col Genoa, più attento che brillante, che ne aveva però rifilate 3 a un Milan coraggioso ma scolastico. Non è che la partita di domenica sia stata un totale disastro, anzi, ci sono due pali e diverse occasioni che testimoniano di una buona prova che, un po’ per stanchezza, un po’ per disattenzione, si è appannata nel finale. Non che la squadra di  Oddo sia da scudetto, ben inteso, ma per ritornare sulla via delle convinzioni acquisite, bisogna passare anche per vittorie come questa, mettendoci cuore, pregni d’umiltà, dediti al sacrificio. E, infatti, i tifosi, anche nelle giornate non brillanti, si stanno stringendo intorno alla squadra, supportandola e aiutandola nei momenti di difficoltà.

Supporta sempre diversi reparti, ne lega i movimenti, aiuta in copertura, e fa anche gol: Giacomo Bonaventura, Jack  per tutti i milanisti che l’adorano, e anche per gli avversari che ormai sanno quanto sia una carta importante, giocabile in diverse parti del campo. Proprio la sua versatilità, unita alla disponibilità,  e all’impegno ne fanno un capitano silenzioso, seguito dal gruppo e indicato ad esempio dal tecnico. Se non è nelle sue corde la giocata di prima, il suo dribbling però, obbliga spesso gli avversari a fermarlo con le cattive, guadagnando importanti punizioni dal limite,  viste dagli arbitri, più che gl’interventi che subisce in area.  Trasformarle, sta diventando una prerogativa importante per il giocatore marchigiano, come ad esempio, l’intelligente tocco sotto la barriera saltante, di domenica. Ha fatto anche lui qualche partita meno brillante,  spesso emerge e si nota di più proprio quando la squadra è in difficoltà ma, se si è accompagnati da un po’ di fortuna come quest’anno, poi si possono esaltare le qualità di Jack  parlando di attitudine alle vittorie. Qualità ed attitudine anche alla sensibilità che l’ha portato a festeggiare il gol con un pensiero rivolto ai conterranei del centro Italia, continuamente scossi  dalla terra e dagli eventi. Una vicinanza a cui vogliamo unirci.

L’ambiente Milan, dunque,  dopo anni di depressioni e timori, sembra vivere grazie ai risultati positivi, ma anche propiziandoli, un clima di serenità. Per questo stona il battibecco avuto da Bacca alla sostituzione, avvenuta, ricordiamolo, a quattro minuti dal novantesimo. Personalmente non ho mai amato chi protesta quando viene richiamato, anche quando possa sembrare un cambio non azzeccato. Trovo sia mancanza di rispetto verso il compagno che sta entrando, verso i tifosi che magari si aspettano un apporto maggiore dal giocatore più fresco, e naturalmente verso il tecnico, che ovviamente spera di aiutare la squadra. Trovo che vada ad incidere soprattutto, sugli equilibri dello spogliatoio e certamente non lo fa apparire compatto. Le lamentele  si comprendono ancor di meno a pochi minuti dal termine, con la squadra in qualche difficoltà, che provava a portare a casa una preziosa vittoria. Immotivate poi, da un giocatore, letale quando viene servito, ma poco propenso e non adatto a fraseggiare coi compagni o  a tener palla. Spero si chiarisca, si punisca e non si ripeta questo caso o altri simili, che guasterebbero il buon clima attuale.

Marco “Polo” Fassone è finalmente partito alla scoperta della Cina! Viaggio programmato e spesso rimandato, ma necessario per conoscere la reale situazione economica della Sino-Europe Sports, fondo in procinto di coprire e chiudere l’offerta per il Milan, conoscerne la composizione e possibilmente, anche gli investitori e gl’imprenditori che ne faranno parte. È andato insomma a vedere se il regno del Gran Khan sia così ricco come dicono. La prima foto che è arrivata lo ritrae mentre gli descrivono un plastico di uno stadio. Ora, che in tutti gl’investitori che arrivano nel calcio europeo, italiano in particolare, vedano la realizzazione immobiliare di uno stadio di proprietà come la via più semplice per arrivare a far crescere i profitti di una società, lo sappiamo tutti. S’è capito anche qua. Ma spero, non siano partiti da questi discorsi tutti i progetti futuri. Sanno, in Cina, che abbiamo maestranze che costruiscono fantastiche opere di alta ingegneria in tutto il mondo? Ah sì, lo sanno: infatti sono i nostri competitor in  molte nazioni in via di sviluppo. Ma lì ce la caviamo egregiamente, forse più di loro. Quello che però, forse non sanno, quali siano le difficoltà burocratiche, politiche e realizzative se si vuol fare qualcosa di nuovo in Italia. Altrimenti uno o due stadi li avrebbe costruiti anche uno Zamparini qualsiasi, già venti anni fa. Avanti quindi con progetti d’investimento calcistici, che poi allo stadio ci pensiamo, se ci si riuscirà, dopo. Prima, che si presentino svelandosi, e facciano sapere a Fassone se  “vedono il Cip”.

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