Il giusto mix per il Milan

ACM_Milan_Parma

Il Milan vince e convince. Il Milan di Pioli convince sempre di più perché si vede la mano e il lavoro del tecnico. Il Milan gioca, riparte, fa densità, ha una trama fitta e avvolgente ma permette di andare spesso a concludere.

Il Milan è in forma, corre, recupera e finisce in crescendo ogni gara in una stagione che dovrebbe essere adatta, al massimo, per amichevoli ed esibizioni. Merito dell’allenatore e del suo staff aver convinto, evidentemente, i giocatori a tenere la forma nel periodo di sosta forzata, merito dei preparatori aver trovato le giuste formule per recuperare velocemente la miglior condizione. Il Milan è compatto e coeso: i giocatori si aiutano, si spronano, non si abbattono nelle difficoltà e recuperano come un gruppo unito, tutti insieme. Merito di Pioli che ha creato un ambiente tranquillo ma ambizioso che sembrerebbe proteso a ben altri traguardi che all’ultimo posto possibile per l’Europa. Il Milan ha una rosa valida, sicuramente da completare, ma più che discreta. Si sta capendo che non tutti i giocatori acquistati nelle scorse stagioni sono dei bidoni, e molti di quelli presi quest’anno sono buoni acquisti. Merito dell’allenatore che fa giocare tutti nel modo più adatto ma merito anche della società, o meglio, dei dirigenti che hanno fatto il mercato, Maldini, Boban e Massara, che hanno individuato, senza spendere un patrimonio, ottimi profili ad un prezzo contenuto, compreso Ibrahimovic che è costato poco più di un mese di stipendio di Cristiano Ronaldo regalando molto di più alla squadra in termini di mentalità e di convinzione. Il Milan fa impazzire i tifosi, da casa, davanti alle tv, perché purtroppo non possono vederlo dal vivo: sia quelli che hanno sempre speso fiato e passione per incitare la squadra, sia quelli che mugugnano e magari organizzano sui social polemiche preconcette come #PioliOut, Kessie non ha voglia di tornare,  Kjaer e uno scarto dell’Atalanta, Ibra è finito. Il Milan si gioca tanto nelle prossime partite, ma che vada bene o che vada male, il Milan cambierà.

È giusto? È logico in vista di una stagione che riprenderà praticamente dopo 15 giorni di pausa? Salvo sconvolgimenti pandemici, che però bisogna mettere in conto, sarà una super stagione con l’appendice immediata dell’Europeo, che potrebbe riservare sorprese nell’applicazione e nell’intensità -leggi tirare indietro la gambetta- che qualche giocatore delle nazionali potrebbe offrire. Non regalare una chance, non solo al tecnico ma anche allo staff dei preparatori che stanno facendo così bene, e che andranno ad affrontare un’inedita e imprevedibile annata long version per preparazione e tenuta fisica mi sembra in questo caso un controsenso.

Tutto questo mettendo in mano la squadra, a un tecnico che non conosce le dinamiche interne al calcio italiano e che ha espresso il meglio nella tranquilla provincia tedesca, ben sostenuta dalla ricchezza e dalla stabilità del sistema della Bundesliga. Ralf Rangnick avrà anche un ruolo inedito di direttore sportivo, che lo metterà quindi in contatto con rutilante circolo dei procuratori e agenti italiani, un mondo nuovo per lui, in cui rischia di perdersi senza un appoggio concreto della società.  Un grosso rischio quindi, che potrebbe essere mediato appoggiandosi a una continuità tecnica e affiancandosi a un supporto dirigenziale di livello. Forse non è troppo tardi per meditare sulle decisioni future: non si tratta di gratificare Pioli, al quale andrà comunque un grazie per la serietà e professionalità, né di esaltare l’ego di Rangnick, che se verrà si spera faccia mirabilie, ma l’unico scopo da perseguire è di far tornare a vincere il Milan per la gioia dei suoi tifosi.

Fino a oggi, in questo strano campionato, il Milan piace e sta facendo bene. Stasera giocherà col Bologna e sarà una partita difficile e complicata Il Bologna guidato da un leonino Mihajlovic, che ha passato momenti extracalcistici durissimi. Sinisa è rimasto nei cuori dei milanisti: anche lui dopo un inizio difficile stava facendo bene, anche lui è stato sostituito. Così come Gattuso l’anno scorso. Bisogna imparare dal passato recente. Ben vengano idee nuove e freschi collegamenti di mercato e darà energia un diverso approccio ma, per il bene del Milan, si dovrebbe trovare il modo di non gettare via tutto il buono fin qui costruito, o meglio, ricostruito da Stefano Pioli e da Maldini. Così come la squadra ha trovato giovamento dal giusto mix di giocatori giovani e di esperienza, anche il prossimo Milan potrebbe trovare la via per unire il futuro col passato, il nuovo con il conosciuto. Un giusto mix per un Milan di nuovo protagonista.

RIPRODUZIONE RISEVATA

FOTO ACMILAN.COM

17,038 Visite totali, 3 visite odierne

Commenti

commenti