Inter-Milan: il commento tecnico in “rosa”

Giulia

Inter 1-0 Milan. A regalare i tre punti ai nerazzurri un favoloso sinistro di Guarin, bravo ad accelerare in ripartenza e a crearsi lo spazio giusto per sferrare il colpo. E che colpo. Perfetto. Preciso. Chirurgico.

l rossoneri, nonostante un buon match, non sono riusciti ad imporsi. Le pecche di questa squadra si evidenziano, come ormai si ripete da tempo, a centrocampo. Pochissima qualità. Mancano gli uomini giusti pronti a verticalizzare. A gestire il possesso palla. Montolivo troppo solo. Bonaventura sotto la sufficienza. Kucka unica pedina rossonera a dare temperamento in mezzo al campo e a cercare la giocata in avanti. Honda? Qualche spunto. A tratti discreti movimenti in profondità. Ma nel complesso deludente. E non è un 10. Basta tornare un po’ indietro nel tempo e pensare a Rivera, Gullit, Boban, Savicevic, Rui Costa, Seedorf.
Luiz Adriano e Bacca possono fare tanto, tantissimo. Ma hanno bisogno di essere serviti. Di essere supportati.
In difesa poco da rimproverare, anche se al goal nerazzurro hanno contribuito i movimenti sbagliati di Romagnoli e Zapata, uniti al gravissimo vuoto lasciato dal centrocampo al momento dell’incursione di Guarin. Poche le occasioni concesse a Icardi e compagni, risolte in gran parte da un David Lopez attento. Sempre pronto a proteggere la porta. Con grande istinto.
Il più pericoloso dei rossoneri? Balotelli. Quanti brividi dopo il suo ingresso. Ancora una volta, come spesso ha fatto negli anni passati, il casse ’90, dimostra il suo enorme potenziale. Ancora oggi sprecato. Non soltanto da lui. Anche da chi, pensando di essere furbo, lo provoca. Lo mette continuamente alla prova. E lui non si arrende. Continua a crederci, e magari, quel talento inizierà a sfruttarlo alla grande. Anche se il tempo a sua disposizione inizia ad essere sempre meno.
Piccolo rimprovero, per concludere, a Mihajlovic. Perché sostituire il colombiano? Forse era meglio giocarsela con tre punte e far sedere Honda. O sostituire Luiz Adriano per tentare la coppia Bacca-Balotelli. Bisognava tentare il tutto per tutto. Non perdere era importante
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