La partita di Mihajlovic

Milan - Udinese

Marco Giampaolo riscuote grande credito tra gli altri tecnici e da molti addetti ai lavori. Questa fiducia, che traspare in ogni dichiarazione, sta convincendo anche i tifosi più settici che magari si aspettavano l’arrivo di un allenatore più affermato.

Nella presentazione avvenuta a Casa Milan, Gianpaolo ha descritto abbastanza chiaramente le sue linee guida a livello tecnico e tattico, nette ma non dogmatiche, e fatto trasparire anche la sua vena scherzosa che sembra in contrasto col suo modo sofferto di spiegare il suo attaccamento al lavoro. Cercherà nella rosa attuale quei giocatori che vorranno sposare il suo progetto credendoci, ma non vuole prescindere dalle qualità tecniche individuali, sia per chi c’è e per chi arriverà, com’è sempre stato e com’è giusto che sia nel calcio, in particolare nella storia rossonera.

A garanzia della scelta fatta e dei progetti futuri, alla conferenza hanno partecipato anche Paolo Maldini e Zvonimir Boban. Il croato in particolare è sembrato entusiasta del ruolo che la dirigenza rossonera gli ha offerto e delle convincenti ambizioni della proprietà che progetta di costruire, all’interno delle direttive sul FFP, una squadra che torni nell’elite europea. Per riuscirci però, seguendo i paletti posti dall’Uefa, bisogna cercare giocatori di prospettiva, frase abusata, ma dal chiaro significato di non pensare a calciatori già affermati ma a chi abbia voglia e ambizione per diventare un prossimo top player, possibilmente nel Milan. Per questo la ricerca deve essere ad ampio raggio, in tutti i mercati, scovando i profili adatti al disegno dell’allenatore, senza cedere a ricatti dei procuratori o ad aste con altre società. Sotto questo punto di vista credo che il supporto che Maldini col suo carisma e la sua reputazione potrà dare al lavoro del nuovo e giovane d.s. Massara sia fondamentale. Paolo e Zorro assieme ed affiatati quindi per riportare Milan ai vertici.

Per far ritornare grande una società oggi non si può prescindere dallo stadio di proprietà che, con gli annessi e connessi leggi investimenti immobiliari di contorno, garantirebbe introiti capaci di mantenere elevati le entrate a prescindere dalle partite. In questa prospettiva credo che i tifosi si debbano abituare a connessioni e concessioni a quanto c’è di contorno alla sola partita della propria squadra. Quindi, il fatto che il comune abbia agevolato il permesso all’Atalanta di giocare a San Siro la Champions, rientra nell’ottica di business che sarà sempre più presente nel calcio che verrà. Immaginate il nuovo impianto che vogliono realizzare Milan e Inter se malauguratamente dovessero vivere delle stagioni fuori dalle coppe, quindi senza sfruttarlo appieno. Sarebbero le stesse società ad andare a cercare squadre disposte a giocarci per ammortizzarne i costi del nuovo stadio. Naturalmente con buona pace per i tifosi più viscerali e il loro attaccamento ai simboli di appartenenza.

Su tutto ciò, nuovo allenatore, mercato e stadio, cioè sulle banali preoccupazioni estive degli appassionati di calcio si è abbattuto il ciclone emozionale della malattia di Sinisa Mihajlovic. Il tecnico serbo, attualmente al Bologna, che ha lasciato un buon ricordo nell’ambiente rossonero per la sua schiettezza e anche per la sua simpatia, ha deciso di prendere di petto la diagnosi di leucemia, concedendo visibilità a questo suo momento drammatico, scuotendo l’ambiente calcistico italiano ed europeo. Si è concesso ai microfoni in maniera chiara, con paragoni calcistici votati all’attacco del problema, mostrando decisione ma anche emotività com’è naturale che sia. Qualche giorno prima le cronache avevano rivelato anche il dramma della moglie di Nainggolan, Claudia Lai, anche lei pronta ad affrontare le difficili cure per un tumore, che riportavano recenti atteggiamenti e silenzi del campione belga a una differente lettura. La battaglia che Mihajlovic dovrà affrontare pare sia d’impatto e non lunghissima, così almeno traspare dalle ottimistiche parole del dottor Nanni medico del bologna ma fatto sta che dovrà fronteggiare una prova segnante e decisiva. Tutto questo riporta nella giusta ottica i “drammi” sportivi, cioè un passatempo appassionante per dimenticare i piccoli o grandi reali drammi che la vita ci riserva. In bocca al lupo Sinisa!

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