La verità su Radio Milan Inter

Milaninter-RadioTV
Radio Milan Inter Tv ha trasferito la frequenza 96.100 FM a RMC Sport Network in data giovedì 12 aprile 2018, durante le trasmissioni, mandando all’aria sette mesi di lavoro di tutto il suo staff.

L’editore di Radio Milan Inter Tv -come di altri canali televisivi che gravitano sul suolo lombardo- ha deciso di implementare i propri guadagni formalizzando una joint venture con l’emittente radiofonica di Alberto Hazan, cancellando, di fatto, il lavoro svolto sino a quel momento dalla redazione e rendendo inutili tutti gli accordi commerciali sottoscritti o in divenire. La scelta dell’editore sarebbe più che legittima, se fosse avvenuta secondo la logica del rispetto e della legalità dei rapporti lavorativi.
É bene precisare che Radio Milan Inter Tv aveva ricominciato a trasmettere dopo parecchi mesi d’inattività causati dalle improvvise dimissioni del vecchio direttore, passato proprio a RMC Sport Network. A ottobre 2017, infatti, a seguito di una conferenza stampa indetta dall’editore stesso che ha presentato l’operazione di rilancio pubblicamente, il commerciale della radio -deciso a occuparsi personalmente dell’emittente, in cui vedeva ancora possibilità importanti visto anche il segnale nuovamente presente su Milano e il pubblico ancora emotivamente legato a una Radio storica seppur alla deriva- ha affidato a Beppe Vigani -riconosciuto all’unanimità come direttore (nomina mai formalizzata dall’editore)-, Jacopo Galvani e Tommaso Lavizzari il compito di provare a rilanciare l’emittente dal punto di vista editoriale, nonostante non ci fosse budget e gli ascolti fossero praticamente ridotti a zero.
I tre, insieme al meraviglioso nucleo storico della vecchia redazione e ad alcuni nuovi arrivi, hanno accettato di buon grado -un po’ per amore di Radio Milan Inter, un po’ per la sfida in sé-, cominciando immediatamente a plasmare il nuovo progetto, costruendo e ampliando un palinsesto arrivato, in pochi mesi, a 18 trasmissioni settimanali e 2 speciali mensili. In cambio, l’editore avrebbe dovuto formalizzare almeno le posizioni lavorative dei tre incaricati e avrebbe dovuto lasciare che i guadagni ottenuti dagli accordi commerciali venissero ridistribuiti tra la redazione, al netto delle spese ordinarie e straordinarie, inizialmente come forma di risarcimento per i vari investimenti personali, poi come forma di pagamento per le varie mansioni svolte dalla redazione stessa. Le richieste sono state ovviamente disattese.
L’editore, infatti, non solo non ha messo a disposizione alcun budget per il progetto, ma non ha mai neanche sottoscritto alcun contratto o accordo ufficiale, rimandando sempre i propri doveri e disinteressandosi totalmente dell’operazione, salvo poi ricredersi una volta resosi conto che, in effetti, le cose stavano funzionando, la radio stava riprendendo quota e il valore della frequenza stava nuovamente crescendo -per lui a costo zero e senza alcuna responsabilità-, diventando ancor più appetibile per eventuali acquirenti, che in effetti si sono prontamente dimostrati interessati.
Tutta la redazione ha lavorato sodo, insieme con il commerciale, nella speranza che il mondo della pubblicità si facesse sentire. Così effettivamente è stato: se i primi approcci han portato poco o nulla, in prossimità dell’accordo con RMC Sport, invece, erano stati formalizzati alcuni accordi sostanziosi e alcune importanti realtà avevano richiesto la presenza di Radio Milan Inter Tv come media partner. Il tutto è stato reso vano dal passaggio del 96.100 FM a RMC Sport Network.
Il grave lassismo dell’editore, che pretendeva e ordinava adempimenti da parte del direttore (a costo zero, ovviamente, e senza alcuna carica ufficiale), infatti, ha raggiunto il culmine quando, all’insaputa di tutti, ha mandato il progetto all’aria affittando la frequenza 96.100 FM a RMC Sport Network durante un normale giorno di diretta, senza mai riconoscere alcun compenso alla redazione -che lui stesso aveva voluto- e proponendo, in cambio, un nuovo progetto farneticante, nel quale la casella “budget” risultava essere ancora vuota. L’editore non ha neanche avuto la decenza di spiegare personalmente l’ennesima idea priva di logica e investimenti, mancando l’appuntamento da lui stesso richiesto via mail e lasciando il compito di descrivere il tutto al commerciale, a propria volta in totale disaccordo con l’editore stesso.
A questo punto tutti i collaboratori hanno deciso di non andare più in onda, respingendo al mittente qualsiasi proposta sino a quando la proprietà non deciderà di aprire un tavolo di discussione serio, in cui vengano formalizzate le posizioni e i compensi di tutti i collaboratori.
Un paio di anni fa, quando la gestione era sotto il vecchio direttore, già una denuncia era pervenuta sui tavoli dell’INPGI, caduta nel vuoto per mancanza di iscritti all’Ordine. Le cose non sono cambiate oggi, compreso il desiderio di denunciare l’abuso di questo editore che continua a trasmettere sulla pelle di giornalisti, liberi professionisti e amatori privi di regolare contratto e di una qualsiasi forma di retribuzione, che, nel momento in cui c’è stato da raccogliere i frutti economici del proprio lavoro, sono stati fatti fuori senza incorrere in alcuna sanzione. Sarebbe ora che anche l’Ordine dei Giornalisti si occupasse dell’insolvenza di Radio Milan Inter Tv, sia dal punto di vista professionale che da quello civile, a cominciare dalla tutela dei diritti d’immagine di tutti i collaboratori andati in onda in radio, televisione (778 del DTT) e via web.

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