Lippi e Cannavaro? No grazie!

Elio Arienti 2

CARO PRESIDENTE

Siamo dunque giunti al giro di boa, al count-down definitivo dopo trent’anni (o giù di li)   di passione e di amore per il “suo” e il “nostro” Milan.

Oltre un quarto di secolo nel corso del quale tutti insieme, noi rossoneri, abbiamo vissuto momenti di totale e giustificata euforia collettiva – inutile star qui ad elencare tutti i successi conseguiti, ci vorrebbe una vita e non basterebbe ancora – ma anche qualche disillusione (la più cocente quella nel 2005 in Champions League) che, tutto sommato, fa poco testo anche se, dopo Istambul, a distanza di un decennio, la ferita, purtroppo, sanguina ancora non essendosi del tutto rimarginata. Ma tant’è…

D’accordo, se proprio ha deciso di mollare, causa stanchezza (che comprendo e non faccio fatica ad accettare), o per il trascorrere degli anni che naturalmente muta le  nostre volontà e le nostre convinzioni, lo faccia, presidente, non lasciandoci però in balia del primo che capita – italiano o straniero che sia – semplicemente perché sbuca da dietro un angolo portando con se una valigia colma di danaro. La prego, non faccia questa sciocchezza, non lasci il Milan nelle mani di chi di calcio nulla ne capisce e non sa neppure da dove cominciare a riallacciare il filo di un discorso – quello centenario e vincente –  che, per noi milanisti rappresenta il Dna, la Storia. Dunque, centellini bene i candidati – pochi o tanti che siano -, li guardi negli occhi, ne colga i contorni ma, soprattutto, non si faccia trarre in inganno e obnubilare la mente da fatue dissertazioni o inutili ciancie che poi potrebbero tradursi, ahinoi, in promesse non mantenute a detrazione del futuro del Milan e dei suoi tifosi.

Ci vuole – e lei lo sa meglio di noi – programmazione. Non basta la buona volontà ed avere le tasche piene di quattrini; se non si hanno a disposizione risorse morali e non si guarda al futuro con cognizione di causa, tutto diventa assolutamente irrilevante, perfettamente inutile. Dico questo, presidente, perché mi pare che il tanto famigerato e sbandierato mister Bee non abbia le idee molto chiare particolarmente per quanto concerne il progetto tecnico che dovrebbe comprendere gente (Cannavaro, Lippi, Gattuso) cui io stesso farei fatica ad affidare compiti non tanto imprenditorial- manageriali ma semplicemente familiari…! Ci vuole ben altro. Serve serietà e competenza, probità e rigore, non amena leggerezza. Comunque sia, non smetteremo mai, caro presidente, di renderle omaggio per quel che ci ha fatto vivere in  trent’anni di calcistica spensieratezza e per averci fatto innamorare dei tanti straordinari, impagabili giocatori che, nel tempo, hanno reso grande e immortale il nostro Milan. E se ora ha deciso di passare la mano, arrivederci e grazie!

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