Un mercato focalizzato sul centrocampo

Badelj

E’ arrivato l’anno nuovo e con sé porta il suo carico di speranze e propositi: c’è chi promette di fare la dieta, chi di spendere meno, chi di fare il bravo… e poi ci sono le squadre di calcio, che promettono sempre di fare meglio dell’anno precedente.

L’occasione per tutti arriva oggi ed è quella del mercato di gennaio, quello che una volta veniva definito “di riparazione” : termine che sembra fatto apposta se si parla di Milan, le cui roboanti spese estive a colpi di “cose formali” non hanno trovato risposta sul campo e dopo meno di sei mesi sono già quasi tutte pronte ad essere messe in discussione.

L’impressione è che, più che a formare un gruppo, nella sessione estiva si era pensato a rastrellare singoli teoricamente polivalenti nella speranza che si potessero adattare ad un’idea di gioco che non è mai uscita dalla testa di Montella e che fino a questo momento non si sono rivelati all’altezza delle aspettative, se non a sprazzi. Il fatto di non avere avuto l’appeal della Champions League per attirare i campioni e non avere ricevuto in eredità dalla gestione precedente una rete di osservatori adeguata valgono come attenuati generiche, ma errori come la cessione di Kucka per pochi milioni di euro senza nemmeno rimpiazzarlo sono imperdonabili.

Come se non bastasse, anche dal punto di vista economico la situazione in casa Milan è tutt’altro che rosea: la bocciatura del plano per il voluntary agreement da parte dell’Uefa e la quasi certa esclusione anche dalla prossima edizione della massima competizione europea impongono alla società di pensare prima a fare cassa che a spendere, pertanto non ci si potrà certo aspettare che Mirabelli arrivi con la bacchetta magica a rimediare ai danni fatti in precedenza lanciando dalla finestra milioni di euro.

L’emblema del fallimentare mercato estivo è indubbiamente Andrè Silva, a segno a ripetizione in Europa League, ma finora incapace di guadagnare la fiducia prima di Montella e poi di Gattuso per ottenere un posto da titolare in campionato. Il portoghese, che secondo le malelingue sarebbe arrivato per ingraziarsi il suo procuratore Jorge Mendes nel periodo di massimo scontro con Raiola, ha comunque molti estimatori in grandi club europei e potrebbe partire già in questo mese se qualcuno dovesse mettere sul piatto i quaranta milioni di euro necessari per non trasformare il suo acquisto in una minusvalenza per il Milan.

D’altro canto, proprio la presenza di squadre importanti come Barcellona e Real Madrid nella lista dei potenziali acquirenti, suggerirebbe cautela sul disfarsene così facilmente, per poi magari pentirsene il giorno in cui dovesse dimostrare di valere quanto e più della cifra spesa per acquisirlo a luglio.

Gli altri nomi finiti più volte nella lista dei potenziali partenti sono quelli di Kalinic e Calhanoglu, ma lo scenario più plausibile per entrambi è quello di rimanere. Il croato è considerato un titolare nonostante lo scarso rendimento e ha mercato praticamente solo in Cina, dove ha già rifiutato più di un’offerta. Discorso diverso per il turco, che avrebbe molte pretendenti in patria, ma negli scampoli di partita giocati nel derby e contro la Fiorentina  è parso rigenerato dalla cura-Gattuso e pare diventato uno degli uomini su cui l’allenatore rossonero farà affidamento per provare la difficile risalita in campionato e ad arrivare più avanti possibile nelle due coppe in cui la squadra è ancora in lizza.

Restano da definire le posizioni dei giocatori finiti ai margini della rosa, come Josè Mauri e soprattutto i due difensori centrali protagonisti della stagione scorsa: Paletta e Gustavo Gomez. Per l’italo-argentino c’è il Sassuolo, che lentamente si sta riprendendo dopo il pessimo avvio in campionato ed è alla ricerca di un’alternativa ad Acerbi, finora impegnato come un vero e proprio highlander. E’ invece pervenuta una richiesta ufficiale da parte del Boca Juniors per il paraguaiano: se la trattativa dovesse andare in porto, nelle casse del Milan dovrebbero finire circa dieci milioni di euro e sarebbero una vera manna dal cielo, in quanto provenienti dalla cessione di un giocatore che in stagione ha messo insieme pochissimi minuti.

Sul fronte acquisti, come accennato in precedenza, regna invece l’incertezza. Sia Fassone che Gattuso hanno dichiarato a più riprese che l’attuale rosa è ritenuta all’altezza e dev’essere valorizzata, ma il segreto di Pulcinella è che ci si sta muovendo sotto traccia per arrivare almeno ad un centrocampista e magari ad un esterno sinistro che possa dare quell’imprevedibilità offensiva che fino a questo momento non sono stati in grado di offrire né Borini, né lo stesso Bonaventura.

Se il nome di Arda Turan è già stato praticamente smentito dalla società, per ovvi motivi economici, sembrano essere più concrete le piste che portano ai nomi di Badelj, Dembelè e Jankto.

Il croato della Fiorentina, nel mirino dei rossoneri già da qualche sessione di mercato, è la pista più concreta: il suo contratto scade a giugno e l’idea è provare a portarlo a Milanello con sei mesi di anticipo in cambio di un prezzo poco più che simbolico o del prestito di Locatelli (a cui sarebbe interessato anche il Torino), soluzione che permetterebbe al Milan di mandare il giovane a crescere, ma che non piace molto ai viola che chiederebbero almeno il diritto di riscatto.

Meno chiare sono le possibilità di portare alla corte di Gattuso l’esperto centrocampista belga, fuori dalle gerarchie del Tottenham, che verrebbe per colmare l’evidente buco nel ruolo di vice-Kessié, ma tatticamente abbastanza duttile per giocare anche nelle altre posizioni in mezzo al campo. L’affare più difficile sarebbe invece provare a portare a casa il giocatore dell’Udinese, sbocciato lo scorso anno e cresciuto alla corte di Oddo, con quest’ultimo che però difficilmente vorrà privarsene a metà stagione e quindi verrebbe tutto rimandato alla prossima estate.

L’ultimo potenziale acquisto accostato ai rossoneri è forse quello più sorprendente, ma allo stesso tempo non appare il più difficile e risponde al nome di Gerard Deulofeu. L’esterno di proprietà del Barcellona non sta trovando spazio alla corte dei catalani e gradirebbe una sistemazione che gli permetta di giocare titolare per non perdere il posto in nazionale nell’anno dei mondiali. Se è vero che su di lui ci sono anche Inter e Napoli, con la squadra di De Laurentiis avvantaggiata dal punto di vista delle disponibilità economiche, il Milan farebbe leva sulla riconoscenza del giocatore per riportarlo a vestire la maglia rossonera dopo il più che positivo girone di ritorno dello scorso anno, nel quale contribuì a riportare in Europa la squadra guidata da Vincenzo Montella.

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