Mercato scoppiettante: chi prende il Milan oggi?

Fabio Conte 3

Marco Fassone alla conferenza d’insediamento di Mr. Li, che di fatto era anche la presentazione di se stesso ai tifosi del Milan, aveva dichiarato che doveva scoccare la scintilla per far rinascere l’entusiasmo dell’ambiente.

Si può dire che in queste prime settimane  l’a.d. assieme a Massimiliano Mirabelli hanno letteralmente incendiato di ottimismo e di positività tutti i tifosi, stupendo gli addetti ai lavori. Non mi riferisco tanto ai giornalisti che comunque, anche tra i più filo-cinesi, non si aspettavano un inizio simile, ma proprio agli addetti al mercato, i procuratori, i presidenti, abituati negli ultimi anni ad un inizio di trattative pacato da parte delle squadre italiane, e dal Milan in particolare. Ribadisco agli smemorati che anche negli scorsi anni, anche in tempo di vacche magre, la società rossonera si era mossa per qualche acquisto a mercato avviato, ma certamente, neppure negli anni di vacche grasse, s’era mai visto uno scoppiettio di fuochi con botti così ravvicinati. Non so quanto i vari Musacchio, Riccardo Rodriguez, Kessiè e  André Silva   illumineranno il cammino rossonero futuro, come sempre i valori effettivi si vedranno in campo, ma tutti assieme più i contatti fin qui sentiti se andranno a  buon fine, esprimono un disegno organico per rivoluzionare la squadra. Negli ultimi anni è stato proprio il progetto a mancare, situazione che nasceva da diverse motivazioni: la mancanza di liquidità, l’abitudine ad affidarsi a contatti che forse mostravano l’usura della consuetudine, e magari intrecci non proprio trasparenti. Di certo, per stile ed irruenza, la svolta è netta e piace al popolo milanista al di là delle analisi tecniche. Non si fanno le pulci a pagamenti dilazionati, cambi di obbiettivi, qualità oggettive dei giocatori, né ci si preoccupa dei tanti soldi investiti e da dove provengano: dimenticate le difficoltà del closing, i fondi finanziari. Tutto è volto al cavalcare la tigre del mercato, senza rimpianti e con trattative energiche, per riuscire a consegnare una squadra ben impostata già al raduno. Questo aveva promesso Mirabelli e questo sta facendo. Presto, molto presto proprio per rispondere all’iperattività del Milan, scenderanno in campo le altre squadre. La Roma col nuovo d.s. Monchi, che vorrà farsi conoscere. Il Napoli dell’esuberante e poco malleabile ADL. La Juve per cercare i ritocchi per riprovare soprattutto ad arrivare in finale di Champions. Poi la Lazio cinica e scaltra. L’Atalanta orgogliosa e giovane. E l’Inter, i cui tifosi fremono, sbuffano, scalpitano ad ogni nuovo acquisto che approda al di qua del naviglio. Anche i nerazzurri dovranno cambiare molto, e lo faranno sotto la guida di un tecnico che conosce il calcio e che si vuole mettere in gioco in un ambiente difficile, come a Roma ma forse con più aspettative. C’è tutto il tempo, e c’è grande disponibilità da parte della proprietà. Certo sarebbe clamoroso sbagliare un’altra stagione, sarebbe difficile far capire le difficoltà ad una presidenza così lontana. Ma l’imprevedibilità è il bello del calcio ed ecco perché bisogna godersi il momento. Può darsi che gli acquisti rossoneri si rivelino meno decisivi di quanto si speri. Può darsi che si rimpianga qualcuno della rosa attuale. Potrebbe succedere, speriamo di no, che la stagione non vada come ci si augura e che il fatidico quarto posto diventi una chimera. Ma la nuova dirigenza sta dicendo al mondo del calcio che ci vogliono provare, che si sforzano per riuscirci, senza proclami, ma ribadendo a tutti che il Milan vuole tornare a vincere.  Non so se ci riuscirà ma è un bel modo per far risollevare la testa, inorgoglire i tifosi che tutte le mattine si svegliano chiedendosi: chi ha comprato il Milan oggi?

Bisognerà anche vendere prima o poi, ma con questo ritmo lo si farà quando gli altri compreranno. Non è detto, tra l’altro, che i ricavi non possano dare altre chance per un colpo dell’ultima ora; si vedrà. Ma non credo, né mi auguro siano così alti da comprarsi un top player, perché questo potrebbe voler dire che Donnarumma non avrà rinnovato e che sarà stato ceduto. Io credo alla buona fede del ragazzo, diciottenne ricordiamolo, che è gestito da un lupo, con pelo spessissimo, come Raiola. Forse si deve esporre la famiglia che per la prima volta però sente parlare di cifre esorbitanti; forse bisogna chiedere che ci metta la faccia Gigio anche se capisco sia difficile.  Anche per questo la società ha voluto provare a parlare direttamente col portiere, ma Mino Raiola è fisicamente difficile da circumnavigare. Un procuratore così esperto sa che il tempo gioca a suo favore e che ha tra le mani un diamante grezzo. Dovrebbe però anche capire che i tifosi rossoneri appoggiano la strategia della società e la chiarezza con cui si è mossa, e quindi si aspettano una risposta di passione e non di mero calcolo. Aspettano Donnarumma e non Raiola, e non hanno tanta pazienza.

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