Mihajlovic un signore, Brocchi una scommessa

Fabio Conte

Poteva fare meglio Sinisa Mihajlovic sulla panchina del Milan. Al netto delle difficoltà oggettive da cui è partito, dal ground zero morale e tattico con cui era finita la scorsa stagione. È stato scelto, o meglio, era stato scelto per dare la carica, uno scossone al gruppo rimasto avvilito e demotivato.

Gli è stata regalata una buona campagna acquisti, la migliore degli ultimi anni. Se si pensava però che i nuovi arrivati, giovani di ottima prospettiva, potessero colmare il gap con le prime della classe, è stato chiaro fin da subito che questo non sarebbe bastato. Mancava un centrocampista, o forse mancava e manca un leader, un trascinatore, o più di uno. Dando comunque una buona base fisica, che solo ultimamente mostra qualche lacuna, e cercando e trovando alla fine un modulo consono ai giocatori disponibili, piano piano, sicuramente più lentamente di quanto lui si aspettasse, è riuscito a trovare la sua formazione, a trovare il suo gruppo. La scelta, prepotente e vincente di Donnarumma, la compattezza difensiva raggiunta ad un certo punto, e i risultati con le squadre di alta classifica che hanno ridato fiducia e orgoglio, sono sicuramente i momenti che han segnato la stagione. Poi però non ha capito da dove venisse il male oscuro di questo Milan, non sapeva prevedere i black-out di impegno, le partite mosce e demotivate, dove si son presi schiaffoni di gioco dalle piccole, quando si rincorreva stupiti avversari imprendibili.

Però lui c’era, col suo modo rude e scanzonato, con qualche battuta e qualche impennata d’orgoglio e di autonomia, ci metteva la faccia e cercava la strada, il modo d’impostare e programmare il futuro. Un anno (molto meno in realtà) che sembravano cinque ha recentemente dichiarato. Non per le polemiche, non per le critiche ma per trovare la soluzione al rebus tecnico-tattico di questa rosa. Le ha provate tutte, ma fin da quest’estate i rincalzi non l’han convinto, ha dovuto gestire complicate situazioni caratteriali e mediatiche come con Balotelli e Boateng, o disciplinari come con Menez. Malgrado ciò lo spogliatoio, o molti di loro, si son esposti  in suo favore. Come si comporteranno ora?

Oggi siamo con allenatore esonerato dopo una prestazione orgogliosa e sfortunata contro la Juve, e non dopo qualche scialba prestazione inattesa. il giovane Brocchi chiamato a sostituirlo,  rischia molto come i suoi predecessori  Seedorf e Inzaghi, avendo molte meno possibilità di dimostrare le sue qualità essendo il suo, una sorta di contratto a termine, breve per di più. La domanda che più mi assilla è se la scelta di Brocchi sia stata fatta con criterio tecnico, conoscendo le sue qualità, o se sia stato preso perché c’è nel mirino un altro tecnico  a cui non si sia sicuri di poter arrivare. O se si sia mediato tra Berlusconi, che spingeva per il tecnico della primavera più propenso a seguire le sue ricette calcistiche, e Galliani che, prima di trovarsi con un’altra stagione bruciata, abbia spinto per una sorta di prova del “cuoco”. Insomma sarà un “tentiamo anche questa” e poi vediamo, o esiste un progetto? Si vuole puntare sui giovani –perché non tenere Sinisa allora, come ha dimostrato già nella nazionale serba fino alle ultime scelte di Romagnoli e Donnarumma – per costruire una base solida italiana su cui inserire poi qualche campione straniero o, come temono in molti, non è che un modo edulcorato di dichiarare un ridimensionamento di obiettivi e di spese della società? A me sembra che il presidente stia scommettendo come un giocatore incallito, che si ricorda quella volta che sbancò, vedi Sacchi e Capello, quando azzeccò la giocata come con Ancelotti, e oggi continui a rilanciare travolto dall’ansia del cambiamento, temendo anche la fine delle fiche a disposizione. Ci si augura naturalmente che la scelta di Brocchi sia il fortunato colpo di coda del grande scommettitore e non, come temo, un cocciuto ed ostinato azzardo. Comunque grazie Mihajlovic, ti sei comportato con signorilità; forza Cristian, se si vince qualcosa rimarrà scritto il tuo nome.

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