Milan: AAA cercasi centrocampisti

Paolo Vinci

Cari Lettori Rossoneri,

l’anticipo serale del sabato della ventiduesima giornata di campionato presentava, allo “stadium” di Torino, la classicissima Juventus–Milan, fino a due stagioni fa, vero spareggio per lo scudetto ed oggi, purtroppo per…deficit rossonero, relegato ad un incontro, almeno sulla carta, di mera routine per la capolista. Che ha, anche, il vantaggio di affrontare un Milan privo di ben nove titolari tra i quattordici infortunati dell’intera rosa!

Quindi, un incontro dal pronostico assolutamente a senso unico. Scontato.

Pippo Inzaghi presenta una squadra ancora priva di piedi buoni a centrocampo e a causa della coeva assenza di Montolivo e De Jong, affida il ruolo-chiave di centrale dinanzi alla difesa ad Essien, ex (tanto ex!) grande calciatore che fu, oggi “fantasma” di se stesso e di un centrocampo  debolissimo e, purtroppo, spesso, fin qui impresentabile.

Milan che scende in campo con Muntari capitano.

Sinceramente, sono stupito nel constatare che si affidi la gloriosa fascia che fu di Maldini padre, Gianni Rivera, Franco Baresi, Maldini figlio, Campioni e soprattutto Uomini equilibrati e carismatici , ad un “umorale” come Muntari, coi suoi comportamenti, dentro e fuori dal rettangolo di gioco, non sempre in sintonia con i radicati valori rossoneri.

Tornando alla formazione, mi sarei aspettato un po’ di coraggio, di spregiudicata freschezza, una ventata di nuovo da parte di Pippo, specialmente in considerazione della circostanza, non di poco conto, che dovrà opporsi, nella parte nevralgica del campo, a fior di campioni come Pogba, Vidal, Marchisio e (qui, la lingua batte dove il dente duole..!!!) Pirlo!

Rimane – e, vedendo la formazione, si radica sempre più – la considerazione che, nonostante una buona campagna acquisti effettuata a gennaio, si sarebbe potuto guardare (ed investire) proprio su giocatori in quella zona nevralgica del campo, ove il Milan ha necessità di rifondare in toto se vuole ambire a ritornare agli antichi splendori.

E lo diciamo senza comunque ignorare – ci mancherebbe altro – il buon risultato raggiunto con gli eccellenti sei innesti operati.

Fatto sta che la differenza di valori tecnico-atletici, in quella zona del campo, era obiettivamente imbarazzante tra le due squadre  scese  in campo allo Juventus Stadium.

La partita iniziava con un Milan che effettuava pressing alto e questa era già una novità interessante. I due nuovi difensori, Antonelli e Paletta, più il primo del secondo, iniziavano bene e sembravano più in palla di Alex e Zaccardo, preferito a Rami.

Questo sistema inusuale di gioco  favoriva il contropiede bianconero, tanto che i padroni di casa passavano in contropiede, su azione dubbia, forse viziata da un fuorigioco millimetrico (ma alla Vecchia Signora, in Italia, ripeto, in Italia, questi fuorigioco non li fischiano mai, neanche sotto tortura!), grazie a Tevez, salvo poi meritare il vantaggio per i primi venti minuti. Però, attorno alla mezz’ora, un gigantesco stacco di testa di Antonelli (si, proprio lui, il figlio di “Dustin”, al debutto stagionale col Milan), riportava la gara in parità. Pareggio  che durava poco perché, in seguito all’ennesimo calcio da fermo, su angolo, la Juventus ritornava in vantaggio su due errori di fila della “premiata ditta Essien-Muntari”, dopo una carica al portiere effettuata da Bonucci,  anche questa volta  ignorata dal mediocre, succube, Damato. Nella ripresa, dopo che Pazzini, subentrato ad un influenzato Menez (ma Pippo, perché lo ha rischiato?!!!), si divorava letteralmente il pareggio, sfiorato successivamente dal Milan con  un palo colpito su azione d’angolo, prima che, dopo l’ennesima palla persa da Muntari ed un tunnel subito da Essien, la Juventus sferrasse il colpo fatale. Il Milan  rischiava di subire la goleada sul finire, allorquando, tra l’altro,  si assisteva alla ennesima “vigliaccata” di Chiellini (aspetto la prova TV per vederlo squalificato per almeno tre giornate!), che sferrava un pugno a Pazzini, non visto dall’arbitro.

Insomma, il Milan, nonostante una prestazione non delle peggiori, usciva dallo “stadium” a mani vuote, sprofondando in una posizione di classifica (pari a quella dei cugini che hanno stritolato un buon Palermo) assolutamente mediocre, tale da imporre, ora, almeno un filotto di vittorie se si vuole ancora mantenere un briciolo di speranza Europea.

Ma questo Milan sarà in grado?

Certamente, i nuovi giocatori arrivati, unitamente a quelli che dovranno essere recuperati, possono dare nuova positiva linfa alla squadra, che ha bisogno di energie fresche e di buoni risultati per non incorrere in pericolose “crisi depressive da mancato risultato”.

Inzaghi, comunque, non può più permettersi di schierare in campo giocatori come Essien e Muntari. C’è un limite alla decenza calcistica. Trovi altre opzioni, magari anche prelevando dalla interessante nidiata della Primavera (oggi avrei schierato Mastalli, certamente avrebbe fatto meglio di un arrancante Essien o di uno svagato, confusionario ed autolesionista Muntari!), alla  cui crescita e maturazione il suo ottimo lavoro dello scorso anno, in veste di Mister della Primavera, tanto ha contribuito.

Ti vogliamo bene,  Caro Pippo. Ma a tutto c’è un limite.

Valuta ed intervieni. Al più presto.

Il centrocampo Rossonero deve essere completamente rivisitato.

Prima che la prossima campagna acquisti lo rifondi integralmente!

Altrimenti, se così non fosse, quest’anno rischiamo di fare peggio anche dell’incolore triste stagione passata. Sommando una classifica peggiore di quella, assolutamente mediocre, raggiunta a maggio scorso.

Non si può costruire una squadra senza qualche preziosità al centro del campo.

E’ imprescindibile!

Pippo prenda atto di questo, elemento fondamentale della dea Eupalla, e si adegui, guardando una buona volta per tutte in faccia la realtà, senza lasciarsi trascinare in situazioni fuorvianti e nichilistiche. Assolutamente irreali. Senza cercare alibi che portano solo  scusanti, sintomo evidente di debolezza.

Orsù dunque, senza tentennamenti ed andiamo a vincere le prossime due partite casalinghe contro Empoli e Cesena. Poi, vediamo cosa succederà.

E lasciamoci alle spalle  l’incontro dello “stadium, ove non c’è stata sostanziale partita tra due squadre completamente lontane tra di loro come valori tecnici e situazione ambientale e psicologica. Lasciamoci anche alle spalle le stucchevoli polemiche che  hanno seguito l’incontro e che potevano evitarsi. Di cattivo gusto.

Ma sappiamo bene che quando c’è di mezzo la Juventus, in Italia (ripeto, in Italia!), è sempre così!

Buona settimana, Grandissimi Tifosi Rossoneri!

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