Milan: Aiutati che Ibra ti aiuta

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L’urlo per il gol vincente di Rebic al 93’ ha scosso San Siro come non succedeva da tempo. Una vittoria che può voltare una stagione, una di quei successi che per dinamica ed energia erano stati cercati, quasi auspicati, anche da Montella e Gattuso quando, durante le loro gestioni, provavano a risalire dai momenti cupi.

Una gara, quella di domenica a mezzogiorno, che ha acceso l’entusiasmo e ravvivato le speranze assopite dei tifosi, ma anche fatto trasparire l’incostanza di qualche elemento e qualche falla tattica. Di fronte un’ottima Udinese, molto ben disposta in campo a dimostrare le qualità del proprio tecnico Luca Gotti, che fresca e gagliarda si è presentata almeno quattro o cinque volte di fronte a Donnarumma permettendogli di riscattarsi dalla inopinata uscita che aveva propiziato il vantaggio friulano. Là davanti Ibrahimovic, come un totem, a gestire ispirare fulminare i compagni e intimorire gli avversari. Senza correre troppo, ma il giusto, sempre nella posizione perfetta per creare apprensione negli avversari catalizzando la rinascita dell’orgoglio rossonero. Poi Herandez, il Theo ex machina della stagione del Milan, l’unico ad aver dato costante presenza di sé. E Rebic, già Rebic.

Non amo le scommesse, non pratico l’azzardo, ma dopo secondo gol del giocatore croato mi son domandato chi, il giorno prima, si fosse presentato al botteghino delle scommesse azzeccando la vittoria del Milan per 3-2, già abbastanza complicato, e in più con 2 reti di Ante, visto che, sinceramente, era già stravagante immaginare il suo utilizzo: se qualcuno l’avesse fatto avrebbe potuto realizzare una vincita da sogno. Magari chissà, qualche pazzo ci sarà. Poche, fin ora, le apparizioni dello spalatino e mica tanto convincenti. Forse la migliore, quasi un girone fa, all’esordio a Verona nel secondo tempo al posto di Paquetà, regalando qualche strappo che faceva ben sperare. Poi l’oblio. Tanto è vero che qualche settimana fa molti siti ipotizzavano un ritorno all’Eintracht Francoforte paventando addirittura la restituzione di Andrè Silva. Il ragazzo sembrava spaesato, assente e poco inserito. Oggi Pioli ci dice che, al rientro dalle vacanze natalizie, si è ritrovato un giocatore nuovo, convinto e rigenerato che si è proposto in maniera propositiva. Rebic ha evidentemente trovato dentro di sé le convinzioni e la spinta per non gettare al vento l’occasione di poter giocare nel Milan. Complici, a quanto pare, anche le parole e i pungoli del conterraneo Zvonimir Boban ma, son sicuro, anche lo stimolo di poter giocare con Zlatan Ibrahimovic, un’icona assoluta. E proprio sfruttando i tocchi, le sponde e soprattutto gli spazzi creati da Ibra ha realizzato una doppietta che potrebbe segnare le sorti della stagione, per lui e per tutta la squadra, almeno per quanto riguarda l’approccio e l’atteggiamento.

Forse qualche allenatore riesce a risvegliare particolari istinti, magari certi dirigenti possono focalizzare qualche obiettivo ma sicuramente ogni giocatore con un minimo di ambizione può essere il miglior motivatore di se stesso. È spesso un circolo virtuoso però, che s’innesca se anche la squadra e la società riescono a dimostrare aspirazioni e voglia di vincere. Con l’arrivo di Ibra, ormai è assodato anche da chi aveva qualche dubbio, l’asticella si è alzata, la fame è tornata, qualche ambizione s’è ravvivata. Ibra è un valore aggiunto, ma ognuno deve e può metterci qualcosa in più se si vuol sperare di raggiungere qualche traguardo.

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