Milan: alla ricerca di personalità

ACM_Bennacer

Tanti nodi stanno venendo al pettine in Casa Milan dopo la secca sconfitta nel Derby. La rosa mostra i limiti già palesati nella gestione di Rino Gattuso che era comunque riuscito a compattare la squadra sfiorando, fino a un quarto d’ora dal termine del campionato, un’insperata qualificazione in Champions.

I nuovi acquisti sono tuttora un mistero per lo scarso utilizzo da parte del tecnico ma non sembrano, per i pochi scampoli visti, in grado di rivoluzionare il tasso tecnico della squadra.  Marco Giampaolo sta deludendo le aspettative di tifosi e della società che si aspettavano dopo due mesi e mezzo di lavoro almeno un’ipotesi di gioco, quel gioco che dichiara essere il suo mantra ma che, evidentemente, appare così difficile da far recepire. I giocatori sembrano confusi e insicuri in campo, e siccome non tutti (eufemismo) sono dei fulmini di guerra, la manovra appare particolarmente lenta e farraginosa.

Il tecnico abruzzese è stato presentato come “maestro di calcio”, sponsorizzato in particolare da Sacchi e Sarri ma apprezzato a parole da tutto l’ambiente calcistico. Se si vanno a vedere però le sue statistiche, spiccano la lunga serie di esoneri e come massimo un decimo posto con l’Empoli e un nono, l’anno scorso, con la Sampdoria del capocannoniere Quagliarella.  Questo score può segnalare, di là dalle sue capacità oggettive e di particolari problemi che possono esserci stati nelle annate negative, che forse Giampaolo può avere difficoltà di divulgazione della sua visione di calcio. A mia memoria poi, scarsa e faziosa, non ricordo partite memorabili delle sue squadre. Buone partite, qualche risultato sorprendente, ma come capita tutti gli anni a tanti bravi tecnici che allenano in serie A. Quando però servono i punti decisivi, quando arrivano le partite che non si possono sbagliare, non basta solo la teoria ma servono determinazione e rabbia agonistica. Ecco, oltre alla pochezza tattica, il Milan è apparso inerte e svuotato in particolare quando ha dovuto reagire allo svantaggio. Ci vuole personalità per allenare il Milan perché le pressioni sono forti così come le aspettative. E questa squadra appare senza personalità.

Urge, dunque,un cambiamento di rotta, di atteggiamento, di approccio.  Non solo il tecnico deve far sì che le sue trame siano capite e, soprattutto, espresse in campo ma dovrà stimolare quella reazione nervosa e rabbiosa che i tifosi esigono dopo un derby perso in questa maniera. Potrebbero aiutare in questa svolta l’innesto massiccio e convinto dei nuovi arrivati che hanno poco da perdere e tanto da dimostrare ma soprattutto, non hanno il bagaglio di negatività che certi giocatori fin qui protagonisti sembrano portarsi addosso, forse anche per la frustrazione di non riuscire a integrarsi nel sistema cercato da Giampaolo.

Se la difesa tiene botta, grazie soprattutto a un Donnarumma a livello mondiale, e l’attacco vive le contraddizioni fra trequartista e punta di manovra, il centrocampo, da sempre fulcro del gioco, ha basato le ultime fulgide prestazioni sulle sicure spalle di Lucas Biglia. Io, che ovviamente non ho conoscenze ma guardo con l’occhio dell’appassionato, non capisco perché tutti gli allenatori insistano a dargli le chiavi del gioco e, purtroppo, i risultati degli ultimi anni mi danno ragione. Siccome però non mi arrendo alla mia ignoranza, passo molti momenti durante le gare più noiose o già segnate come il derby di sabato, a seguire i movimenti dell’argentino, ma niente, non vedo un solo motivo per cui con la sua lentezza, le sue amnesie, la sua assenza nei momenti cruciali, debba farne un titolare. Spesso si nasconde, si fa pressare, non chiude, detta ritmi blandi e soprattutto non verticalizza mai, nemmeno per tre metri. Avranno ragione Montella, Gattuso e adesso Giampaolo, come anche diversi selezionatori dell’albiceleste ma, guarda caso, anche nell’Argentina che qualche campione ce l’ha El Principito non è mai riuscito a incidere e non ha mai vinto niente. Non sarà solo lui il problema ma spero, fortemente spero, che Bennacer sia pronto e capace di fare un tantino meglio il centrale del Milan.

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