Milan: cambiare per continuare a puntare al terzo posto

Fabio Conte

Non so se la pausa del campionato aiuterà Rino Gattuso a smaltire le scorie mentali della sconfitta nel derby. Con pochi uomini a disposizione cercare nuove soluzioni non sarà facile e la mancanza di un impegno immediato non permette di dimenticare l’opportunità sprecata. Attirati come una falena a un lampione dalle difficoltà dell’Inter con i suoi problemi Icardiaci e illusi dalla svogliata prestazione di giovedì a defilarsi dalla seccatura europea, i rossoneri, squadra e tifosi, si sono bruciati le ali illudendosi di essere una farfalla variopinta che potesse volare leggiadra di vittoria in vittoria.

L’unico che predicava calma e attenzione era proprio il tecnico calabrese, evidentemente conscio dei limiti della squadra o consapevole delle qualità dell’Inter. Spalletti, tanto criticato in casa sua, ha invece saputo trovare la soluzione tattica più avveduta e dato una lezione di strategia calcistica, soprattutto nel primo tempo.  Nella ripresa una reazione del Milan in effetti c’è stata, frenata nel momento migliore dal discusso rigore su Politano e infastidita dall’espulsione poi rientrata di Conti. Avrà sicuramente distratto anche il parapiglia in panchina tra Kessiè e Biglia, dovuto alla tensione della gara ma segnale di qualche attrito nello spogliatoio. L’isola felice che doveva far da contraltare alle settimane di polemiche nerazzurre, si è rivelata carica di nervosismo dove affiorano le tensioni di una stagione complicata.

Le nuove soluzioni che il tecnico dovrebbe cercare riguardano giocatori e moduli. Proporsi sempre con un imprescindibile  4-3-3 lascia probabilmente una lettura tattica più prevedibile da parte degli avversari, soprattutto se di pari livello. Se l’intensità non è elevata, e non può esserlo per tutta la stagione in particolare quando si va verso la conclusione, si concede il bandolo del gioco che solo una dispendiosa attenzione difensiva permette di sostenere, e non con tutti. Ogni modulo comunque fa conto sulla capacità di applicazione dei giocatori. Il confidare sempre sugli stessi protagonisti avrà sicuramente amalgamato la squadra ma mostra i limiti quando gli stessi non sono supportati da una forma fisica decente. È evidente a tanti, se non a tutti, che oggi la forma, ma soprattutto, la voglia di Castillejo siano maggiori di quelle del suo connazionale Suso.  È abbastanza naturale che dopo due stagioni a portare da solo il peso del dinamismo di centrocampo Kessiè mostri qualche affaticamento. L’assenza di Biglia e la lunga convalescenza di Conti non avevano finora dato alternative ma oggi sembrano due possibilità che possono permettere all’ivoriano di rifiatare. Pensare a un possibile utilizzo dall’inizio, almeno in qualche occasione, di Cutrone affiancato a Piatek permetterebbe a una maggiore occupazione dello spazio d’attacco e qualche alternativa più spiccia alla manovra. La lunga e ininterrotta stagione di Paquetà può essere forse gestita per le restanti 11 (o 12) partite lasciandolo giocare con maggiore libertà tattica un po’ più vicino alle punte.

Naturalmente credo che Gattuso conosca queste e altre soluzioni  e sappia quali scelte operare per concludere al meglio la stagione, ma è arrivato sicuramente il momento per affrontare qualche cambiamento, visto anche il trend negativo con le prime in classifica. Il calendario nel prossimo mese sarà particolarmente ostico: in trasferta con Sampdoria Juventus e Torino e due partite ravvicinate contro una Lazio scoppiettante, a San Siro sia in campionato che in semifinale di Coppa Italia. Forse lo schiaffo subito domenica scorsa può tenere alta l’attenzione e far ricordare quanto sia lontano il traguardo del piazzamento Champions. Traguardo che si può raggiungere giocando con rinnovata spensieratezza ed energia facendo attenzione a chi insegue ma puntando ancora a chi, per ora, è più avanti: nonostante due derby persi, infatti, solo due punti dividono dall’Inter.

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