Milan: ci vuole un fisico bestiale

Fabio Conte 2

Risolta la pratica Napoli, come purtroppo ci si aspettava, si volta pagina e si passa alle… partite normali. Aspettativa rischiosa perché non è ammesso sbagliare, non ci sono più scusanti. Per fortuna, dalla scorsa settimana c’è un nuovo preparatore atletico.

Mario Innaurato, belga nonostante il nome che ne tradisce le origini, di esperienza internazionale. Si confida molto in lui sia perché va a sostituire, neanche tanto prontamente, il silurato Marra che male non aveva fatto l’anno scorso ma che quest’anno pare fosse in difficoltà con qualche nuovo arrivato, sia perché la preparazione atletica ricopre un ruolo fondamentale nel cammino e nei successi di una squadra di calcio. Di solito il lavoro del preparatore è in simbiosi con il tecnico, impropriamente chiamato ancora allenatore. In realtà dai tempi di Sacchi e del mitico Pincolini la cura dell’allenamento dei giocatori è sempre stata una priorità dalle parti di Milanello. Curioso che l’unica volta che non si sia cambiato guida tecnica nelle ultime cinque stagioni ecco che salta il preparatore, forse sacrificato per la causa. Ad ogni modo il Milan fin ora non ha spiccato per una particolare vigoria fisica, ma nemmeno per cali significativi. Anzi è parso che quando c’è stato un calo nel finale fosse dovuto più alla mancanza di convinzione che a mancanza di fiato. Così come, le difficoltà tattiche della squadra di Montella, sembrano incidere più della tonicità muscolare sulla fluidità del gioco. Se il nuovo preparatore però, riuscisse ad elevare significativamente la forma fisica probabilmente salirebbe anche la possibilità di migliorare le prestazioni. L’altro ieri in conferenza, analizzando la partita di sabato Sarri ha voluto elencare i dati statistici della sfida contro il Milan che raccontavano dello strapotere sulle ripartenze, accelerazioni, allunghi e chilometri percorsi del suo Napoli, facendo implicitamente i complimenti anche ai rossoneri che non hanno sfigurato sul piano atletico, mentre hanno sofferto su quello tattico e tecnico. La preparazione adeguata permette di arrivare prima sul pallone, supportare il pressing per recuperarlo e aver maggiore lucidità nelle giocate. Speriamo quindi che Innaurato, grazie alle referenze -niente po’ po’ di meno- dell’Anderlecht e della Costa d’Avorio, riesca a dare corsa, fiato e gambe per risalire in classifica.

Purtroppo, in questi anni, i tifosi milanisti si sono allenati a digerire sconfitte, accettare una classifica senza ambizioni, rassegnarsi ad un gioco il più delle volte mediocre. Qualche piccolo lampo, qualche breve periodo felice per poi ripiombare nel limbo delle posizioni di rincalzo. Sta affiorando un brutto tipo di abitudine alla rassegnazione, per la consuetudine alla mediocrità di giocatori e di schemi. Bisognerà invece allenare l’abitudine al bel gioco, rinforzare la voglia di vittoria, rinvigorire l’entusiasmo di tutti i supporter rossoneri.

Difficile reggere il carico di stress del tifoso milanista quando vede la classifica con Sampdoria Lazio così distanziati in classifica, ma soprattutto, solo la sopportazione del dolore fisico può compararsi al secondo posto attuale dei nerazzurri. Confidare nel recupero è una sfida, uno sforzo mentale da maratoneta.

Pare sia necessario fare un lavoro aerobico di respirazione e di ossigenazione per evitare le scosse che le notizie cadenzate sulla solvibilità della proprietà cinese danno alle coronarie degli appassionati più ansiosi. Chiarezza obbiettivamente non ce n’è, ma anche le notizie catastrofiche assomigliano e si ripetono senza sostanziali novità a quelle che un lettore attento avrebbe potuto trovare pubblicate quest’estate nel momento di euforia per i cinesi.

Pur se abituati, ben rodati direi, dall’ambiente politico e di caste che gestisce il sistema Italia, una bella seduta d’allenamento deve richiamare l’abitudine di tutti i tifosi italiani alla sopportazione di mancate dimissioni, accuse, ritorsioni, rese di conti e intrighi che il “sistema calcio” ha offerto, sta regalando e continuerà a deliziarci dopo l’eliminazione dai mondiali, che fa capire tanto su quale palude, ricca ma putrida, il calcio ancora pulito provi a galleggiare.

Come si vede dunque, preparasi, allenarsi, esercitarsi permette di essere pronti alle difficoltà tecniche, fisiche e morali che il calcio in generale, e il Milan in particolare, ci sta offrendo. Sotto col lavoro dunque, quello dei giocatori intendo, ‘che i tifosi mi pare abbiano già un fisico bestiale per resistere agli urti della vita.

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