Milan: comincia adesso la vera stagione

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Questa pausa per le nazionali, forse inutile, forse dannosa, chiude un periodo particolare per il Milan che si può considerare iniziato col post lockdown.

La squadra, che aveva terminato la stagione “normale” con la sconfitta in casa col Genoa in un clima irreale al quale oggi, purtroppo, siamo fin troppo abituati, era tornata con un altro piglio e aveva sorpreso avversari e tifosi. Qualche prodromo di gioco si erano pur visti anche prima ma nessuno si aspettava un ritorno in campo così convincente. In realtà, nonostante questo, le posizioni in classifica si erano già cristallizzate e quindi il traguardo dei preliminari di Europa League sono stati l’unica via abbordabile per le Coppe. Breve pausa estiva e subito si è dovuto gestire il mercato mentre, dopo una breve preparazione, iniziava subito la stagione: un paio di amichevoli, mercato, rinnovo Ibra, campionato, mercato, Ibra positivo, preliminari che non si potevano sbagliare. In un modo o nell’altro il Milan è uscito da questo tour de force centrando tutti i suoi obbiettivi. È ritornato a proporre un gioco convincente, ha fatto un mercato dinamico con al vertice l’acquisto della promessa Tonali e la vendita di Andrè Silva e Paquetà che hanno permesso plusvalenze. Si è qualificato per l’Europa League, sfiorando l’eliminazione con una serie di rigori epica, ma tornando comunque a giocare in coppa. Quindi tutto bene,  o quasi.

Più di un tifoso si è lamentato per la mancata acquisizione di quei tasselli che potrebbero mancare a completamento della rosa: di un vice Ibrahimovic di un difensore centrale e di un altro centrocampista. Personalmente credo che la dirigenza abbia fatto bene a non farsi coinvolgere in un vortice al rialzo che si era innescato nelle ultime ore del mercato, a cui giocoforza era costretto dalla conferma del passaggio dei preliminari. Bakayoko ad esempio, è stato offerto con prestito secco al Napoli, mentre dal Milan il Chelsea pretendeva un importante obbligo di riscatto già stabilito: niente ricatti, please. Probabilmente due dei tre ruoli, punta e centrocampista, saranno coperti con variazioni tattiche e mr. Pioli ha dimostrato di poter studiare soluzioni valide. In difesa si è voluto dar fiducia a Gabbia, che ha evidenziato una crescita costante in questa fase iniziale tamburellante. Se si guarda bene Gabbia è l’esatto profilo indicato dalla proprietà: giovane, promettente, in crescita. Stesso discorso vale anche per Colombo, visto che un vice Ibra non esiste sul mercato e sicuramente in quel ruolo la società non vuole un altro profilo d’esperienza che forse potrebbe servire per un vice Theo Hernandez,  magari grazie a qualche svincolato.  Comunque alla fine, è avanzato un tesoretto che potrebbe essere sostanziale per un’offerta chirurgica a gennaio quando molto della squadra, con pregi, difetti e carenze, e tanto della tenuta effettiva dei tornei, tra tamponi e decreti, si sarà chiarito.

Ma ora si gioca, quasi un nuovo inizio, e si gioca addirittura il derby. Si gioca senza qualche giocatore “positivo” (sperando non ce ne siano altri all’ultimo momento), si gioca in un orario strano, senza senso, si gioca senza pubblico ovviamente, tranne che per quei mille che saranno invitati, nessuno sa con che criterio, nessuno sa con che merito, forse nemmeno le società. Le curve naturalmente non vengono nemmeno prese in considerazione come rappresentanza o come possibilità di offrire almeno una coreografia che possa ricordare stagioni non infette. Chi incitava, scaldava e sosteneva le squadre in uno spettacolo che si esaltava proprio perché così vibrante anche sugli spalti, sarà per la prima volta assente e non coinvolto, anche se la struttura mastodontica dello stadio avrebbe permesso, pur seguendo tutti i protocolli del caso, un coinvolgimento maggiore. Pazienza, dopo un incredibile Milan Juve a Luglio vinto dai rossoneri nel silenzio delle urla dei giocatori, toccherà vedere un’altra sfida iconica senza cori e senza tifo, ma che non fermerà la storia dei derby: sarà solo quello strano, quello senza tifosi. Sperando che anche questa volta, siano quelli milanisti a rammaricarsi di non essere stati presenti.

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