Milan: con la Juve la solita storia

Fabio Conte

Come sempre, negli ultimi 8 anni, il Milan esce sconfitto dalla trasferta contro la Juventus. Ancora una volta lo Juventus Stadium, o Allianz se vogliamo far felici gli sponsor degli altri, non ha regalato nemmeno un punticino alla classifica rossonera.

Come spesso accade ci sono state polemiche e inevitabilmente riaffiorano vecchi torti, solite gestioni arbitrali, consuete sudditanze e aiutini.

La Juve vince e stravince facilmente in Italia. Il gap con le altre squadre italiane è lontano da essersi ridotto, anzi quest’anno s’è allargato e non si vede fine a questa egemonia. Pensare che questa dominio non valga una considerazione diversa degli addetti ai lavori, arbitri compresi, è come illudersi che l’estate non arrivi, visto anche che nella storia la società bianconera ne ha sempre goduto. Questa recente superiorità è iniziata nell’ultimo anno in cui i rossoneri si giocava ancora il primato, il 2012, perso per molte situazioni interne al Milan e un grande torto. Ovviamente stiamo parlando del gol di Muntari e paragonare questo episodio col rigore non dato sabato, mi sembra eccessivo e fuori tema. Allora ci si giocava lo scudetto, oggi il Milan sta arrancando per un posto Champions mentre la Juve è società più forte in Italia che tenta da sola, per capacità finanziarie e tecniche, di contrastare l’egemonia inglese e delle altre solite note per tentare di vincerla la Coppa, e vedremo poi se ce la farà.

Si discuteva già negli anni settanta tra Milan e Juve, tanto che alcuni episodi hanno cambiato il mondo del calcio, come quando iniziò la mitica Moviola, proprio per dar ragione a delle rimostranze rossonere. E oggi, che la moviola è addirittura in campo e c’è la possibilità di rimediare a una svista si reiteri per arroganza o per supponenza una decisione che tutti, a casa o sui cellulari, hanno la possibilità di giudicare immediatamente lo trovo a dir poco curioso e incomprensibile. Forse se ne stupirebbe lo stesso Concetto Lo Bello che chiese scusa davanti alle immagini presentate alla Domenica Sportiva. E infatti Rizzoli, capo designatore, è dovuto intervenire per scusarsi in qualche maniera. Ma i tifosi, non solo quelli rossoneri, sono inviperiti ben oltre la reale rilevanza dell’episodio, forse anche perché stufi della lunga e tediosa egemonia bianconera.

Fa bene Gattuso, però, a non soffermarsi più di tanto sull’arbitraggio. È giusto che si faccia sentire la società, come ha fatto Leonardo, ma i giocatori devono stare concentrati su quello che possono ancora fare e non su cosa possa esser stato tolto. La sciagurata gestione della partita dell’arbitro Fabbri ha sicuramente innervosito l’ambiente rossonero e regalato poco, se non nulla, alla stagione dei bianconeri. Ma giocare con le ipotesi può solo far danno a una squadra che si deve buttare alle spalle questo ennesimo periodo di blackout e concentrarsi per difendere e conquistare il vitale quarto posto. Quello che si è visto allo Stadium, al netto dell’arbitraggio, è stato un Milan che con la sua formazione base è ritornato a far calcio restando compatto e rimanendo in partita fino all’ultimo contro una squadra oggettivamente più forte anche se distratta dall’impegno Champions.

Bisogna ripartire dalla prestazione, bisogna ricominciare a giocare, si deve conquistare il posto Champions per poter crescere in Italia e anche per poter interloquire dalla giusta prospettiva con l’Uefa che puntualmente sta riprendendo il Milan a ogni primavera, su una gestione recente ma ormai lontana per stile e prospettive. Il Fondo Elliott sta cercando di dialogare e di offrire alternative e metodi di rientro, e si dovrà trovare una via per poter far crescere il Milan e le altre società europee seriamente gestite, per non trovarsi bloccati sull’attuale oligarchia europea. Niente fa più male che un sistema bloccato, lo si vede in Italia. Speriamo che l’Uefa accetti nuove strade per concedere alternative di crescita, come speriamo che presto ci sia un ricambio nei noiosi festeggiamenti di fine stagione in Italia. Nel nostro piccolo sarebbe bello che finalmente l’anno prossimo i rossoneri riescano a sfatare il tabù del sopravalutato Stadium, senza pensare all’arbitro: prima o poi dovrà pur succedere.

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