Milan: con Lapadula Magicabula

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Ha fatto fatica Vincenzo Montella a svincolarsi dalle domande sul derby e cercare di portare l’attenzione sull’imminente trasferta siciliana, nella conferenza di sabato scorso.

Una trasferta insidiosa, come poi abbiamo visto, ma che sperava di riuscire a superare a bottino pieno com’è poi successo. Avrebbe magari preferito non ci fossero quelle pause che ci sono state dopo un buon inizio. Se le disattenzioni si possono imputare, a cali di concentrazioni e all’eccesso di sicurezza, com’è successo quando si era in vantaggio sia con il Pescara che con il Palermo, credo che la prossima partita, una dei due, tre veri “match”della stagione  non dovrà, né potrà, avere disattenzioni. Quello che doveva essere il primo derby cinese, probabilmente lo sarà solo da parte nerazzurra, visto che il closing, previsto per la settimana prossima, pare sia stato posticipato, anche se di poco. Magari ci ragguaglierà Marco “Polo” Fassone appena tornato dal suo viaggio conoscitivo, credo senza scrivere il Milione, ma ragguagliandoci, si spera, sui tempi e sui milioni visti a copertura dell’affare. In queste ultime settimane, le vicende dell’Inter,  hanno provocato qualche sorriso, tra i tifosi rossoneri, ma sorrisi amari. Il cambio mediatico dell’allenatore, con la scelta finale di Pioli, oggettivamente logica, aggiunta alle frizioni interne alla società culminate con l’abbandono di Bolingbroke alla carica di a.d. a cui è subentrato il giovane, appena trentenne, Zhenyu Gong, vicepresidente della Suning, a coprire il delicato ruolo di gestore in vece del patron mister Zhang, hanno fatto vedere quanto sia difficile la conduzione di una società di calcio, da lontano, senza una gerarchia sicura sul campo. E questo, con una proprietà ricca e intraprendente, anche se magari un po’ inesperta. L’incertezza sugli investitori, che filtra ancora a pochi giorni del probabile closing, lascia perplessi e incerti sulla  futura organizzazione del Milan. A tutt’oggi, per me, le parole più autorevoli sull’affare vengono da Galliani che continua ad affermare che lascerà nel momento del closing la carica ricoperta per tanti anni: evidentemente sa come sta andando avanti l’affare ed è la persona più autorevole, nel Milan, che ne parla. Vedremo, manca sempre meno, pare.

Carlos Bacca non ha attizzato il cuore dei rossoneri quando è arrivato. Seconda scelta dopo Jackson Martinez, gravato comunque da un’importante clausola rescissoria, aveva qualche estimatore solo da chi seguiva anche il calcio europeo. Qualcuno però, snobbando immotivatamente l’Europa League, si lamentava che fosse un cannoniere di seconda fascia, come se il secondo torneo continentale fosse facile da conquistare, come non fosse di assoluto prestigio, e vinto dal Siviglia due volte di seguito anche per merito suo,  prima di approdare in rossonero. Poi pian piano, gol dopo gol, i tifosi hanno capito quale micidiale cecchino fosse, e come il suo calcio fosse fatto di finalizzazione. Però quando sbaglia qualche passaggio, quando non riesce a tenere palla, soprattutto in momenti topici, e anche quando esce sostituito, arrabbiandosi col mister, s’allontana un po’ dalle glorie dei tifosi.

Gianluca Lapadula invece, chissà perché, ha avuto subito  un gran feeling col tifo milanista. Sarà perché, aveva esaltato tutti con  splendidi gol in acrobazia nella fase finale dei play off col Pescara, squadra spesso vista con affetto sia per le conduzioni tecniche passate, spesso affini a quelle milaniste, sia perché guidata dall’ex Massimo Oddo. Fatto sta, che le sue entrate in campo, specie a San Siro, sono state accompagnate da applausi di credito e sostegno immediato. Lui ci ha messo del suo, intendiamoci, bruciando l’erba e dimostrando una voglia così spesso assente in alcuni protagonisti recenti. Tutti i tifosi del Milan quindi, aspettavano con ansia il primo gol che, sicuro, sarebbe arrivato a breve.  Ed ecco, nella rognosa e lontana trasferta di Palermo, quando la partita s’era complicata e il portiere avversario si stava esaltando, subentrando proprio a Bacca, al primo pallone toccato, ecco il gol. Ma non un gol normale: un colpo di tacco, spalle alla porta, su un tiro radente di Suso, necessario di acrobatico abbandono della gamba d’appoggio. Insomma un gol magico! Sarà l’assonanza, ma Lapadula con Magicabula sta proprio bene. E lui, che corre sotto la curva dei tifosi, così lontani e per questo così calorosi, ad esibire quella sua faccia grintosa e truce, alla Gattuso, ma non da Magna Grecia come Rino, ma con ‘sto baffetto da gangster anni trenta, come cantava il conterraneo Buscaglione, gangster però dal cuore tenero. Tanta voglia di affermarsi, lui che ha visto i campi della Lega pro fino a pochi anni fa, e oggi è arrivato in nazionale grazie al c.t. Ventura che cerca giovani, anche se lui giovanissimo non è, grazie anche al forfait del triste Gabbiadini. Speriamo che abbia la possibilità di esordire in azzurro, per esaltarsi e continuare il suo sogno, ma che si riservi qualche magia per la prossima a San Siro che sarà pieno e  vibrante. E lì, tra gl’interisti che ne deridevano l’acquisto, insinuando la pochezza tecnica, e facendo facili e trite ironie sulla provenienza cadetta, qualcosa dovrà dimostrare. Certo Bacca, il micidiale Bacca magari inizierà l’incontro, ma diteglielo, a Lapadula, che lo prendevano in giro, e poi fatelo entrare.  Chissà che non possa regalare quella faccia da “Chicago” alla curva sud, alla curva che già lo ama.

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