Milan: è il momento delle vittorie

Fabio Conte

Finito il mercato, accese le speranze, imbrigliati gli entusiasmi, e stirati i fazzolettini d’addio che si siano usati o meno, si rientra testa e cuore nel calcio giocato, col responso del campo a decidere gli umori.

Il turno di Coppa Italia ha regalato verdetti inattesi, su tutti la fine dell’egemonia juventina che dopo quattro anni non vincerà l’ennesima coppa nazionale. Il Milan ha battuto il Napoli ed è nel lotto delle semifinaliste dove affronterà la Lazio che ha evitato, vincendo con l’Inter ai rigori, il possibile doppio derby milanese che probabilmente avrebbe consumato energie mentali e nervose superiori a quelle che serviranno per la doppia sfida coi biancoazzurri. Non perché la squadra di Simone Inzaghi sia inferiore, anzi, ma perché una sfida cuginicida, per di più doppia, avrebbe avuto inevitabilmente un impatto emotivo diverso. Tra l’altro l’andata sarà alla fine del mese, mentre per il ritorno se ne parla ad aprile inoltrato. Quale sarà la forma delle squadre allora?  La strada è lunga ma non lunghissima.

È iniziata, infatti, la fase cruciale della stagione. Chi oggi gode di buona forma o è supportato dall’entusiasmo per buone prestazioni, non è detto che avrà la stessa freschezza tra un mese o due. Stanno per iniziare le coppe, Champions ed Europa League, in cui sono impegnate tutte le dirette concorrenti del Milan. L’unica assente, che risale la classifica con grande piglio ed entusiasmo, è l’Atalanta a cui i rossoneri faranno visita tra un paio di settimane. Ma proprio cercando di guardare il futuro e pensando di far previsioni plausibili ci si accorge quanto siano mutevoli i parametri, come ha insegnato anche l’ultima partita.

Sembrava che Gattuso avesse risolto tutti i problemi e che l’arrivo di Piatek e di Paquetà avessero trasformato i rossoneri in una macchina da guerra. Per contro i giallorossi venivano da una sconfitta clamorosa e disonorevole contro un’onesta Fiorentina, con strascichi polemici, accese discussioni e feroci sberleffi ingigantiti dal dibattito mediatico-radiofonico della capitale. Nello scontro di domenica invece si è vista una Roma compatta e vigorosa che non si è abbattuta dopo il bruciante gol di Piatek, mostrando anzi carattere e buona gamba, tanto che alla fine Donnarumma è stato il migliore in campo e solo la mancata concessione di un rigore a molti, me compreso, apparso solare lascia un po’ di amaro in bocca ai tifosi rossoneri. Due pareggi con due squadre forti come Napoli e Roma dovrebbero far sorridere.

C’è da chiedersi però, se squadra e tecnico non dovessero, e non debbano, osare di più. La partita di domenica ad esempio, incanalata bene dallo strappo di Paquetà e dal prorompente anticipo di Piatek, sembrava il preludio a una partita corsara, che poteva portare al colpo grosso. Poi, come detto, soprattutto per i meriti della Roma, così non è stato. La fase difensiva supportata dagli esterni d’attacco Calhanoglu e Suso appare più compatta e limita i gol subiti ma, comprensibilmente, entrambi i giocatori perdono mordente e lucidità quando si deve ribaltare l’azione. Cercare di vincere una partita sofferta avrebbe potuto far guadagnare due punti rischiando di perderne uno. Il rischio vale candela o l’equilibrio può alla lunga offrire maggiori garanzie?  Lo vedremo, come vedremo  prima o poi il tentativo di far coesistere le due punte. Ma la coperta è oggettivamente corta e si può allungare con cambi tattici o se chi è chiamato a fare sacrifici riuscirà a esprimere qualcosa di più in fase offensiva, alzando l’asticella. A mio parere Calhanoglu sta lentamente tornando alla forma della seconda parte dell’anno scorso pur rimanendo nei suoi limiti tecnici, non eccezionali per un trequartista. Mentre Suso sta soffrendo una delle sue cicliche pause d’estro, comuni in tanti fantasisti, ma restando uno dei pochi rossoneri in grado di saltare l’uomo. Se, come credo, Gattuso insisterà nella sua disposizione tattica, solo il ritorno in forma dei due esterni d’attacco potrà garantire miglioramenti.

È il momento clou della stagione. Si cercano punti decisivi e irrinunciabili per consolidare il quarto posto. C’è anche l’occasione di ritornare a giocarsi una finale di Coppa Italia senza gli invincibili mangia-trofei bianconeri. C’è spazio e tempo per rendere la stagione positiva, ma bisogna esserne convinti.

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