Milan: entusiasmo e determinazione

Fabio Conte 3

Vincenzo Montella è convinto che la sconfitta contro la Lazio sia stata salutare, addirittura quasi indispensabile per raggiungere la compattezza della squadra e togliersi gli orpelli dell’entusiasmo.

È naturale che la campagna acquisti elettrizzante condotta da Fassone e Mirabelli abbia riportato in tutto l’ambiente la fiducia che però, grazie anche alle prime partite abbordabili, è scivolata in qualche atteggiamento presuntuoso. La partita coi biancazzurri ha punito severamente l’approccio dei milanisti e mostrato come una squadra determinata, cinica e risoluta sappia tenere il campo. Sicuramente molte delle prerogative della squadra di Simone Inzaghi, le cerca anche il tecnico campano anche se persegue un calcio più propositivo e manovrato. Però ovviamente solo un atteggiamento deciso porta alle vittorie, qualsiasi sia il metodo di gioco. Più del cambio tattico quindi, i risultati contro i non irresistibili austriaci in coppa e con un’appena più ostica Udinese, sono figli di un miglior approccio dei rossoneri. Adesso arriva la Spal che manca dalla serie A da 49 anni e affronterà probabilmente la partita di San Siro con un misto di soggezione ed euforia. Il Milan però dovrà puntare all’intera posta, per differenza tecnica, per il fattore casa e visto cosa riserverà il calendario prossimamente: Sampdoria, Roma e poi l’atteso Derby diranno di quale pasta sia fatta questa squadra. Qualità tecniche con l’inserimento dei nuovi, soprattutto di chi affronta per la prima volta il calcio italiano, e soluzioni tattiche devono unirsi per ritrovare lo spirito dei migliori momenti dello scorso anno. L’entusiasmo deve accendere il motore ma la determinazione deve alimentarlo.

Le alternative in attacco sembrano veramente la nota più stimolante per i tifosi. Con la doppietta di domenica Kalinic ha confermato di essere quell’attaccante che il tecnico cercava, funzionale al suo progetto tattico, ma soprattutto capace di far gol. Con l’elegante André Silva, l’affamato Cutrone, l’intelligente croato offre a Mister Montella alternative tattiche stimolanti, anche perché possono essere supportati o affiancati da due giocatori tecnici come Suso e Calhanoglu che conoscono comunque la via del gol. Quello che però bisognerà migliorare è la fase difensiva, giacché per ora si regalano a ogni partita occasioni che gli avversari sfruttano. L’impressione che la squadra non abbia totale sicurezza quando deve subire può, in qualche caso, stimolare le velleità del contendente di turno. Credo sia questo il reparto, supportato dal lavoro dei centrocampisti naturalmente, che deve crescere di più. La differenza reti nei confronti delle dirette avversarie, complice la scoppola con la Lazio, penalizza il Milan. Ma se si può crescere sul piano realizzativo vista la qualità degli attaccanti, bisogna migliorare le statistiche limitando i gol subiti, segnale inequivocabile di successo finale.

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