Milan: far buon viso ad incerto closing

Fabio Conte 2

Sant’Ambroeus, Sant’Ambrogio, patrono di Milano viene festeggiato oggi da tutti i milanesi, di nascita o d’adozione.

E’ sempre stata una festa amata e, con la consueta praticità meneghina, celebrandola vicino all’Immacolata, permette di unire qualche giorno, per un ponte da attraversare, spesso, in città. E a Milano s’accendono, anzi ormai sono già accese, le luci del Natale, e s’inizia a progettare o sognare qualche regalo, meglio se utile (il milanese è sempre prosaico). Su una sponda del naviglio di regali ne han ricevuti tanti quest’estate, sperano ne arrivino altri a breve e, per ricchezza e disponibilità, son destinati a riceverne anche in futuro. Forse han esagerato, i babbi natale cinesi, – quelli della Suning, quelli che si conoscono- nel portare un po’ troppi allenatori. Probabilmente si dovranno rivolgere a qualche personal shopper di grido per indirizzarli meglio, ma è divertente vederli, per ora, rabbrividire così lontani, quando son sicuri di non meritare questa classifica.

Sulla sponda giusta del naviglio, quella rossonera, si respira però un’altra aria. Il regalo ponderato di quest’estate, un nuovo allenatore, ha sortito i migliori effetti: in dote ha portato idee, tattica e anche un po’ di fortuna, merce rara negli ultimi anni. Da notare anche una discreta elasticità sui suoi principi tattici, tanto che la definizione “far buon viso a cattivo gioco” risulta precisa più che mai. Il buon viso ce l’ha lui, sempre garbato, ironico e sorridente. Un bel sorriso ce l’hanno in verità anche i milanisti, contenti dei risultati e della classifica.  Qualche esteta, un po’ esigente, dibatte sul “cattivo gioco”, con schemi ripetitivi e non brillanti, ma si sa, non tutti son disposti a barattare vittorie risicate e difficili, con qualche estetico pareggio, né tanto meno con sconfitte epiche. Dopo tante stagioni sofferenti poi. Gli ultimi anni hanno livellato i gusti dei tifosi, e le bollicine frizzanti dell’alta classifica, inebriano e mettono in secondo piano una manovra non propria ariosa. Ci sarebbe anche da valutare la qualità della rosa, ma questo passa il convento.

Questo ha passato di recente, e probabilmente, questo passerà ancora per un po’. Le date del closing – sarebbe chiusura ma fa più figo -,  vengono con una certa puntualità rimandate. Ora mi si continua a ripetere che “i cinesi ci sono”. Non ne ho dubbi: saran in un miliardo e mezzo. Il problema è sapere chi saranno quelli interessati al Milan, chi vorrà spendere per prenderlo, chi avrà i mezzi per renderlo di nuovo grande. Queste sono le tre domande basilari. Come mai, dopo mesi, non ci siano persone, gruppi, investitori dichiarati, palesati, fotografati, quando questo porterebbe pubblicità, fama, e interesse verso chi s’imbarcasse in questa impresa. Perché un gruppo, un investitore, una persona dovrebbe puntare sul Milan per far business quando ci sono campionati dove ci potrebbero essere maggior introiti, e dove si potrebbero trovare squadre con minor appeal, ma con maggior margine di crescita. Come possano degli investitori, persone o  gruppo, aver centinaia di  milioni da spendere nel mercato, quando fan fatica a pagare il pattuito.

Tante domande, poche o nessuna risposta, tante illazioni e voci su manovre di convenienza pro Berlusconi e del suo gruppo. Fatto sta che ci si ritrova contenti per una squadra che sta facendo meglio del previsto, ma perplessi per l’arrivo dell’ennesimo mercato che vedrà il Milan e chi lo rappresenta barcamenarsi tra prestiti, noleggi ed occasioni. Speriamo almeno ci sia un innamoramento del presidente, alla Lapadula, un affare, pro tempore, alla Pasalic, un’occasione alla Bonaventura. Insomma speriamo si rafforzi un po’ una squadra che con carattere, unghie, e sudore sta aggrappata su un podio insperato, ma fin ora meritato proprio perché fortemente voluto.

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