Milan: un futuro possibile

Fabio Conte

Oltre ad aver riportato il successo sulla giusta sponda del naviglio, la vittoria nel 212° derby di Milano della squadra rossonera potrebbe aver aperto uno scenario inaspettato.

L’ammissione a fine gara di Clarence Seedorf, di aver terminato la partita col modulo gradito al presidente, potrebbe sancire una pax inaspettata tra la dirigenza, in primis col presidente, ed il tecnico olandese che sembra aver capito che non si può star in paradiso a dispetto dei santi. Ancora con toni decisi, un po’ tesi, in conferenza ha negato un suo ammorbidimento tattico di fronte ai media, ma e’ innegabile che la formazione che e’ andata a festeggiare sotto la curva sud, fosse in contrasto coi dogmi annunciati ad inizio del suo mandato. De Sciglio a sinistra, Abate nel suo ruolo, De Jong, (splendida la sua gara non solo per il gol) vertice arretrato del rombo con Montolivo dietro alle punte ed infine Pazzini e Balotelli prima e seconda punta, danno un equilibrio ed uno spessore non sempre dimostrato dalle formazioni scelte dal Professore. E’ vero che non ha iniziato così la gara, se non nel “rombo” o “diamante” dir si voglia, ma sicuramente deve aver ben interpretato i segnali (non gli ordini per carità, credo..) di scuderia. Questa squadra, uomo in più uomo in meno era, salvo infortuni, anche quella che schierava, o avrebbe potuto farlo, Massimiliano Allegri ma la vivacità e la ricerca di nuovi schemi in attacco fanno pendere la bilancia per il gioco della gestione Seedorf . I risultati positivi che portano fin qui al terzo posto relativo al girone di ritorno con 32 punti, vanno però correttamente valutati. L’anno scorso Allegri ne raccolse ben 42 nella seconda fase di campionato: un girone da scudetto. Ciò significa che fuori  dalle coppe, senza l’impegno infrasettimanale, la squadra, questa squadra, questi giocatori, ne hanno di più, possono esprimersi al meglio. Mi auguro quindi, una sventurata non ammissione  all’Europa League da parte del Milan, magari con i dirimpettai di Naviglio ultimi  nella qualificazione e obbligati ad afosi preliminari agostani (non esaltiamoci troppo per la vittoria di ieri, anzi rammarichiamoci ancor di più del il risultato dell’andata). Un anno senza coppe darebbe il giusto valore alle qualità della squadra: vedesi quest’anno il diverso rendimento di Inter e Roma tutte e due fuori dall’Europa. Mi auguro anche uno sfoltimento della rosa ma con i migliori e i più giovani che rimangono per porre le basi per il futuro. Spero in una dichiarazione della società che riqualifichi e riappacifichi  Clarence Seedorf  con i media e con la sua testardaggine. In fondo converrebbe a tutti: Clarence avrebbe la sua giusta chance per un campionato intero. La società non apparirebbe così indecisa e, se il tecnico non soddisfacesse sarebbe meno traumatico, per stile e pecunia l’esonero con un solo anno da retribuire.  Inzaghi e Donadoni crescerebbero nelle loro, molto diverse, esperienze e Spalletti esaurirebbe il suo ricco ingaggio dello Zenit, rientrando sul mercato a prezzi più consoni ai costi italiani. Tutti contenti, tutti con le proprie possibilità di rifare un grande Milan. Chi ci riuscirà ce lo dirà solo il futuro ma noi lo speriamo, lo vogliamo, ne abbiamo bisogno.

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