Milan: i sorrisi che verranno

Fabio Conte

Neanche i candidati – in ansia per i voti e per i futuri lauti guadagni – credo stiano attendendo con così tanta trepidazione le prossime elezioni come i tifosi rossoneri.

No, non la sto buttando sulla politica, ma sulla chiarezza che potrebbe palesarsi a giochi elettorali fatti. Dato assodato, ma anche luogo comune, che certe dichiarazioni presidenziali sfruttino il morboso interesse calcistico per amplificare il messaggio propagandistico. Né è storicamente provata la vox populi che vuole concomitanti i grandi acquisti con le elezioni anche perché spesso, come quest’anno, l’appuntamento elettorale precede il mercato. Quando sarà passato però lo spoglio nelle regioni interessate, forse si potranno chiarire alcuni dubbi e qualche domanda che il milanista inquieto si pone ad inizio mercato.

Intanto bisognerà vedere se ci sono, se si manifestano gli investitori stranieri. Che non fosse facile, né veloce trovare chi mettesse centinaia di milioni solo per partecipare ad una società, con un grande brand d’accordo, ma che possiede in questo momento solo il centro sportivo di Milanello, si poteva immaginare. L’unica  proposta appetibile agli investitori potrebbe essere quella di una partecipazione rilevante alla costruzione ed allo sfruttamento del futuro stadio. Ma  Fondazione Fiera, proprietaria dell’area, non ha ancora sciolto le riserve. Speriamo che, sotto traccia come ha fatto per il contratto con Emirates, Barbara Berlusconi stia lavorando per appianare le ultime problematiche. Sarebbe importante, vitale direi, per il futuro del Milan. La promessa del Presidente di fare una campagna acquisti che riporti la squadra a competere per le prime posizioni, può essere vista anche come ultimo sforzo personale per poter offrire una partecipazione ai futuri soci di qualcosa di più di una semplice nobile decaduta.

E qui arriviamo ai sorrisini di Galliani. Senza neppure che sia finito il campionato, con ancora Inzaghi allenatore, il buon Adriano è partito alla volta di Madrid per cercare di convincere Carlo Ancelotti a rinunciare all’anno sabatico, di studio e di cura che aveva programmato, per rituffarsi nel campionato italiano. Perché un allenatore tra i più pagati al mondo, vincente in ogni dove ed ambito dai più ricchi club europei, debba tornare a guidare una squadra di buoni giocatori e da ricostruire nella tecnica e nel morale, non è dato sapere. Ma l’amore per i colori, e le capacità di persuasione dell’ad rossonero potrebbero fare il miracolo. Ma si tratterebbe di miracolo? Non sarebbe meglio affidarsi ad un allenatore giovane ed ambizioso, che vuole di affermarsi o riscattarsi com’era Ancelotti quando arrivò al Milan? I nomi di Montella, Emery, Mihajlovic e Conte, con diversi stili e motivazioni potrebbero dare la sferzata che secondo me, necessita alla squadra, alla società ed all’ambiente. Certo che il nome di Ancelotti potrebbe favorire  l’arrivo di qualche stella europea, vista la grande scia di rispetto e stima che l’allenatore reggiano lascia in tutte le sue squadre, testimoniata anche in questi giorni dai giocatori del Real. Comunque i sorrisini che Galliani continua a dispensare da quando Berlusconi ha garantito di tornare ad reinvestire sul mercato, sembrano di buon auspicio. In fondo come ha dichiarato Giampiero Ventura, tecnico di sicura esperienza, dopo Milan Torino, dire che il Milan non abbia qualità di giocatori in assoluto, specialmente in ambito nazionale, è una stupidata. Che non siano stati ben guidati è evidente ma con alcuni acquisti azzeccati, si può pensare alla risalita. Per far tornare il sorriso anche i tifosi.

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