Milan: Ieri, oggi e Donnarumma

Fabio Conte 3

Un grande film che vinse un Oscar nel ’65. Chissà se Donnarumma, Raiola o l’hacker di turno sapeva a quale monumento cinematografico stesse facendo riferimento in quello strano twitter.

E’ chiaro che il titolo, “Ieri oggi e domani”, prende spunto da un comune modo di dire ma quando diventa un’icona anche il quotidiano si rifà, riporta e rimbalza al ricordo dell’opera più che all’elenco temporale. La pellicola si divideva in tre episodi con protagonisti un affascinante Marcello Mastroianni e una sfavillante Sophia Loren, magistralmente diretti da Vittorio De Sica. Il primo si svolge a Napoli così vicina alle origini sia di Raiola che di Donnarumma; il secondo a Milano, luogo di lavoro di Donnarumma e spesso di Raiola. Ma il terzo episodio, tra i tetti di Roma, è quello che è rimasto nella memoria collettiva: la sfolgorante Sophia nei succinti panni di una squillo di lusso che ammicca, seduce, ma alla fine riconduce l’ingenuo seminarista suo vicino, a seguire la propria strada, mentre intrattiene, ammalia –con il suo celeberrimo spogliarello- e doma un esuberante Marcello Mastroianni in salsa cremonese. Il racconto si offre a innumerevoli interpretazioni se visto come allegoria delle vicende di mercato. Chi è affascinato da chi? Chi è il seduttore e chi l’ingenuo? Chi sarà domato? C’è una squillo, e chi alla fine seguirà la propria strada? Fa pensare come sia stata trovata, involontariamente crediamo, questa citazione così ricca di interpretazioni. Molte le chiavi di lettura con protagonista il portierone milanista che potrebbero essere abbinate all’episodio di quel film, sia da chi spera che milanista rimanga o in ottica diversa da chi, sentendosi tradito, preferirebbe se ne andasse. Sicuramente però in tutta questa vicenda manca la sottile ironia che traspariva dal racconto scritto da quel maestro di Zavattini.

Qualche ironia e diverse critiche accompagnano oggi la cocente sconfitta della nazionale under 21 agli Europei di categoria. Il 3-1 subito dalla Spagna apparsa superiore, ma non insuperabile, mettono sul banco degli imputati Donnarumma, più dello sconsiderato Gagliardini. Probabilmente per i riflettori che, volenti o nolenti, erano puntati sul numero uno azzurro e per le aspettative che le trattative di mercato avevano innescato. Da oggi, finalmente, non ci saranno più impegni oggettivi a far sì che si concluda la vicenda che, come sembra e come spero, si possa concludere in rossonero con buona pace di tutti. Il ragazzo è un talento, ma un talento che deve crescere e lo può far meglio in un ambiente che gli è affezionato, anche se forse non più incantato. Vedendolo, Gigio, ci si dimentica dell’età effettiva. Tanto per dire potrebbe partecipare ancora ai prossimi due Europei under 21 quindi, evidentemente, deve crescere in tecnica ed esperienza, soprattutto a livello internazionale. Proprio nella conferenza pre-semifinale, a cui ha partecipato anche per cercare di distrarre l’attenzione dal clamore innescato dalla involontaria citazione cinematografica di cui sopra, s’è rivelato il ragazzino che è, e di cui non ci si ricorda vedendolo urlante tra i pali o quando passa grosso, silenzioso e sorridente in mix zone. Davanti al microfono è apparso spaesato e titubante come uno studente non completamente preparato all’esame di maturità. Ecco, forse dovrebbe ricominciare la sua vita nuova, dopo il bailamme mediatico del mese di giugno, dando gli esami di maturità superiore che ha saltato per la nazionale. Seduto su quelle sedie troppo piccole, tornando al livello degli altri diciottenni, balbettando date e nomi storici anziché scuse sui social o ritornelli sulla gara, ritroverà l’equilibrio che il suo ruolo esige, ma vitale per l’uomo che vorrà diventare.

Intanto il Milan, aspettando il portiere, continua a muoversi, trattando e cercando. Tra colpi inaspettati (Borini) e voci seducenti (Calhanoglu) i tifosi rossoneri si compattano e sostengono la nuova dirigenza. Qualche affare (Conti) si dovrebbe sbloccare con la fine degli impegni della nazionale, qualche altro (Biglia) avrà bisogno di tempo per ammorbidire controparti coriacee. Tutti quelli che trattano col Milan però, hanno ben chiaro che se offre chiarezza nell’approccio la pretende anche, e se non va bene in un attimo si può cambiare obbiettivo. E questo credo sia stato capito e venga apprezzato da tanti operatori di mercato, cosa che potrebbe servire quando inizierà il mercato in uscita.

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