Milan: il bicchiere mezzo pieno

Fabio Conte

Bisogna brindare al quarto posto. Bisogna pensare che nonostante i risultati, nonostante gli infortuni, malgrado il gioco espresso, il piazzamento Champions dopo la trentesima giornata sia ancora “lo scudetto” del Milan come ha detto Gattuso.

Ovviamente se si fosse raggiunto oggi, veleggeremo sulle ali dell’entusiasmo, l’ottimismo pervaderebbe Milanello, si sognerebbe un futuro finalmente positivo. Così non è naturalmente, ma bisognerebbe brindare comunque all’attuale quarto posto.

I risultati delle altre, le inseguitrici, dimostra come sia difficile e complicato questo campionato, ucciso dalla Juventus per il primo posto, dove il Napoli di Ancelotti paga lo scotto di un cambio di gestione e di un mercato evitato accuratamente; l’Inter si è impegnato per complicarsi la vita, e grazie al cielo, c’è riuscito e forse non ha ancora finito, nonostante l’ultima vittoria e il ritorno di Icardi. Dietro invece, a parte la brillante Atalanta che ultimamente non vuole smettere di correre, c’è una ridda di concorrenti all’inseguimento dei primi posti o al piazzamento in Europa League che lottano tra loro o con le tante squadre impegnate a salvarsi grazie anche al Bologna di Mihajlovic che ha alzato l’asticella.

In mezzo un Milan aggrappato all’ultimo posto in paradiso, brindisi, che ha vinto cinque partite senza brillare (a parte a Bergamo) e si pensava: vabbè migliorerà. Ha perso il derby, l’ennesimo in campionato, e si diceva: che disdetta, ma il secondo tempo, a momenti.. A Genova contro la Samp è ha regalato subito un gol che non è riuscito a recuperare con 90 e passa minuti a disposizione, ma si sussurrava: ah, ci fosse la VAR.. Ha giocato con l’Udinese in casa, con nuovi schemi, con un diverso sistema ma, complici anche gli infortuni, è uscita con un pareggio che sa di sconfitta, 2 punti persi, e tutti ad affermare: basta, i giochi son finiti. E invece no: brindisi, siamo ancora quarti. Merito degli altri, però.

A furia di bere però la vista potrebbe anche essere annebbiata e magari sembra di vedere giocatori che fanno un po’ fatica fisicamente ma non aiutati dalla serenità. Un Milan arruffato e in confusione in certi momenti, non sorretto dalla condizione a favorire certe giocate. Una squadra ripetitiva e talvolta noiosa con un insistente giro palla che permette agli avversari di occupare gli spazi con più tranquillità. Una ricerca di nuovi schemi che sembra spinta più dagli eventi che da una reale convinzione tecnica. Ma soprattutto, tra i fumi di Bacco, sembra di vedere dei giocatori con dei limiti tecnici importanti, e in difficoltà quando gli si chiede di fare qualcosa di diverso dal ruolo che si sono ritagliati e che fin ora li aveva protetti.

Per contro un goccio in più a volte induce all’ottimismo, così i tentativi di recupero del risultato nelle due sconfitte testimoniano che ancora un po’ di gamba sembra esserci, che la frustrazione per queste “tre” sconfitte potrebbe, dovrebbe, far scattare l’amor proprio e l’orgoglio di una squadra che, punti alla mano, ha fatto meglio di altre fin ora nonostante una stagione non certa fortunata – eufemismo-a livello infortuni. Che la società, almeno a parole, sembra sostenere il progetto tecnico e, si sa, le parole a volte son macigni. Si son viste delle novità e, per esempio, le due punte sembrano dare maggior peso in attacco e quando rientrerà Paquetà potrà offrire due alternative tattiche come mezzala o trequartista. Piatek poi, non sembra aver smarrito l’eccezionale vena realizzativa di questa stagione e Cutrone appare vivace e sempre pericoloso anche se ha diminuito il suo minutaggio.

Il Milan è ancora quarto, brindiamo quindi e godiamoci l’oggi perché arrivano le sfide con la Juventus, in uno Stadium che ha visto i rossoneri sempre sconfitti e poi contro la Lazio a San Siro, in uno scontro diretto preludio, a breve, della semifinale di Coppa Italia. Beviamo e leviamo i calici all’oggi, che del domani non v’è certezza sia nei successi ma neppure, finché non si è giocato, nelle sconfitte e quindi l’inaspettato potrebbe essere più ancora più bello.. sperando però di non dover bere per dimenticare.

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