Milan: il caso Donnarumma

Fabio Conte 2

Non lo sapevamo. Non ci si rendeva conto. Credo che pochi abbiano veramente capito quanto fosse cresciuto e quali aspettative avesse l’amore dei tifosi rossoneri per Donnarumma.

Non se ne rendono conto gli appassionati rimasti basiti, e neppure gli avversari che fino a ieri ne sottolineavano i rari errori tecnici e oggi farebbero ponti d’oro. Non lo sapeva forse neppure lui, Gigio, non ne conosceva la profondità, la passione, la bramosia. E come può conoscere l’amore un ragazzo di diciotto anni? Dovrebbe essere aiutato e consigliato da chi gli è più vicino. La famiglia ad esempio, ma si sa, la famiglia protegge e prende spesso le tue difese a prescindere, fatica ad essere equilibrata. Allora ci vuole un amico, un amico magari con un po’ d’esperienza, uno sappia come va il mondo. Va beh, fa niente se l’amico lo fa per mestiere, se ci guadagna. L’importante è che dia il consiglio giusto, il suggerimento migliore, che faccia tacere quel dubbio in fondo al cuore. Sì, lo capisce anche il ragazzo che ‘sto amico è un po’ un bullo, che fa il gradasso, che si comporta in maniera strafottente quasi a sottolineare quell’atteggiamento insolente che ci si aspetta, codificato da qualche serie tv. Il modo di porsi, fuori dalle righe e con fare spiccio e grossolano, l’eleganza incerta nonostante l’arricchimento evidentemente inutile, consente comunque al marpione di promettere al giovane enormi guadagni, soprattutto se anche lui ne potrà avere una consistente fetta. Così però si perde di vista l’obbiettivo: capire quanto sia profondo il mare, come direbbe Lucio Dalla. Donnarumma è stato persuaso che il suo sarebbe stato un trasferimento come un altro, con qualche tifoso che rognava, qualche battuta su fb, ma poca roba. Lo hanno convinto che la società, dopo aver constatato il fatto, se ne sarebbe fatta una ragione e avrebbe accettato una ventina di milioni con un sorriso, di disappunto ma con un sorriso.

Ma invece credo ci si possa trovare di fronte ad un cambio epocale. Forse s’è tirato troppo la corda e la società invece che sorridere ha ribattuto con Yonghong Lì in persona che ha dichiarato di essere disposto a perdere soldi piuttosto che venderlo; i tifosi hanno cominciato a stufarsi di essere presi in giro da complotti immaginari e scuse improbabili e soprattutto da personaggi che sfruttano il calcio. I tifosi del Milan dopo anni di decadenza, hanno riversato speranze e fiducia nella nuova dirigenza, che li ha ripagati con un energico e trasparente inizio di mercato. Congelati i dubbi e le perplessità sull’architettura societaria, si stavano godendo l’attuale disponibilità che lascia spazio a sogni di rinascita. Per questo l’affaire Donnarumma stride ancor di più visto che proprio ad una seria crescita del livello tecnico della squadra erano legate le prime remore del suo agente. A questo punto, i tifosi organizzati, hanno cominciato a dar voce ad un diffuso fastidio e puntare il dito verso quelli che si ritengono i responsabili di guadagni facili ed immeritati, di trame opache. Per la prima volta si accetterebbe di perdere giocatori della propria squadra pur di vedere altrove e dar l’addio al loro procuratore. Per la prima volta il sistema calcio si rende conto che bisogna regolamentare un settore come quello dei procuratori, cresciuto in maniera enorme ed incontrollata. Per la prima volta si sottolinea come ci siano procuratori capaci e seri, ma anche cialtroni, e furbe volpi fameliche. Per la prima volta la FIFA guarda e indaga su passaggi che sembrano strani anche al più ingenuo degli appassionati. Per la prima volta, dopo anni, i tifosi del Milan e i suoi dirigenti viaggiano in sintonia, grazie alla chiarezza ed a una schiettezza difficili da intaccare con accuse velleitarie. Per la prima volta ci si rende conto quanto possano pesare, pressare e contare i social media e quanto siano difficili da gestire. Insomma potrebbe esserci uno spartiacque, un prima e un dopo “caso Donnarumma”, un momento che viviamo ma di cui ci ricorderemo. Non si risolverà tutto, non diventerà di colpo un calcio pulito od etico, ma potrebbero esserci sviluppi e cambiamenti nel mondo delle trattative a livello mondiale.

Infine anche se si ricucisse il rapporto e il portiere firmasse, o se l’anno prossimo dovesse giocare a parametro zero senza prendere un insulto (cosa difficile), Gigio Donnarumma avrà capito adesso dalle reazioni anche cattive a volte, quanto fosse profondo il mare di amore e di fiducia in cui poteva tuffarsi e che Lucignolo Raiola ha prosciugato. Troverà altri mari, altre piscine e nuoterà a lungo. Troverà la ricchezza ma non troverà più il primo amore.

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