Milan: Il conto alla rovescia è cominciato

MR_Bertone

Il conto alla rovescia è cominciato. Indipendentemente da come finirà questa stagione, nella prossima si ripartirà di nuovo da zero.

Nuovo allenatore, nuovi giocatori, forse nuovi dirigenti: sarà dunque rivoluzione. Ora non resta che capire a chi affidarla, possibilmente evitando gli errori commessi nel recente passato. Conte, Sarri, Montella, Mihajlovic, Spalletti: potrei continuare all’infinito elencando tutti i nomi accostati dalla stampa. La realtà è che, ad oggi, non è ancora stata presa nessuna decisione definitiva. Questione di soldi ma anche di equilibri da non toccare. Le prime scelte infatti sarebbero Conte e Montella, con l’attuale ct azzurro in netto vantaggio. Se Silvio Berlusconi avesse la bacchetta magica la punterebbe dritta dritta su di lui, con tanti saluti per gli altri candidati. Ma purtroppo non ce l’ha e deve così arrendersi alla dura realtà. Strappare un commissario tecnico alla Federazione nell’anno dell’Europeo sarebbe un affronto senza precedenti, un qualcosa che avvelenerebbe il clima del calcio italiano come non mai. E poi ci sarebbero tanti soldi da tirare fuori, sia per rompere il contratto precedente che per stipulare quello nuovo, senza poi dimenticare quelli necessari alla campagna acquisti. Il tutto con due allenatori (Inzaghi e Seedorf) a libro paga: non il massimo per chi, da diverso tempo, sta cercando di ridurre i costi di gestione. Leggermente più semplice la situazione Montella, la seconda scelta di casa Milan. Vincenzo piace da almeno tre anni: giovane, preparato, sufficientemente navigato e, soprattutto, amante del tiki-taca tanto caro a Via Aldo Rossi. Anche lui però è legato a un contratto e con la Fiorentina, si sa, i rapporti sono tutt’altro che idilliaci. Pagare moneta vedere cammello, direbbe Lotito, e immaginiamo che Della Valle farà più o meno lo stesso discorso. Dunque, se proprio si vuole Montella, bisogna pagare la clausola rescissoria di 5 milioni, oltre a tutte le altre spese già menzionate per Conte. E allora che si fa? Il Berlusconi di un tempo non ci avrebbe pensato due volte: mano al portafoglio e via. Quello attuale invece sta spingendo Galliani a cercare altre soluzioni. Che, guarda caso, vengono fatte filtrare alla stampa con la consueta maestria, nel tentativo di sondare gli umori di una piazza ormai esasperata. I “sondaggi” sembrano aver bocciato Sarri: “chi è costui?” si chiedono i tifosi nelle piazze e nei bar… Forse andrà meglio con Mihajlovic, il cui nome è decisamente più forte. Difficile però che il serbo, legatissimo all’Inter, possa scaldare il cuore del popolo rossonero. Insomma, si naviga a vista, un po’ come dalle parti di Milanello. Dove, per l’ennesima volta, si è vissuta una settimana all’insegna dell’ultima spiaggia. Se Inzaghi non batte il Cagliari salta, questa è praticamente una certezza. Al suo posto, nel caso, è pronto Brocchi, già vicinissimo al “salto” nell’immediato post partita col Verona. Personalmente spero che lo scenario non si verifichi, non per strani motivi di classifica (davvero c’è qualcuno che crede a una rimonta europea?!) quanto per affetto nei confronti di Inzaghi. Sarà anche stato un grandissimo flop ma Pippo resta comunque l’uomo di Atene, Montecarlo, Yokohama ecc… Non dimenticare le proprie origini è il primo passo per tornare grandi.

RIPRODUZIONE RISERVATA

532 Visite totali, 2 visite odierne

Commenti

commenti