Milan: La Dea bendata non l’hai corteggiata

Paolo Vinci

Carissimi Tifosi, Rossoneri e Non,

il Milan si lascia alle spalle un derby amaro, che non poteva permettersi di perdere e che, invece, ha perduto, sebbene in modo rocambolesco e, sotto certi aspetti, crudele.

Sgombriamo il campo subito da sterili disquisizioni meritocratiche o, peggio ancora, da ricorsi puerili alla “sfortuna”. Anche perché sappiamo bene, frequentando il “dio pallonaro” da mezzo secolo, che “ognuno è arbitro della propria fortuna”, come insegnavano i padri romani. E il Milan la “dea bendata” non solo non la ha corteggiata, ma addirittura non la ha cercata, non facendo nulla, specialmente nella prima frazione della gara, per accattivarsela. Dall’altro canto, i Nerazzurri, invece, quella fortuna non solo la cercano con intelligente pervicacia, ma, da quando è arrivato sulla loro panchina il bravo Spalletti, la hanno impressa nel loro DNA.

E così è accaduto che il derby, sostanzialmente sempre in bilico, ha preso inevitabilmente… la sponda nerazzurra del Naviglio. Un derby deciso da episodi che (quasi) tutti hanno sorriso all’Inter e penalizzato il Milan. Ma, per obiettività, dobbiamo dire che il Milan ha fatto ben poco per far incanalare la partita nel verso giusto. Un primo tempo in cui sostanzialmente non ha mai giocato, portando un solo pericolo, sebbene grave, alla porta Nerazzurra, in chiusura di frazione. Di converso, l’Inter, più strutturata e collaudata, è stata cinica, ben quadrata come tutte le squadre di Spalletti, pronta a “graffiare” in qualsiasi momento dell’incontro, dando l’impressione di poter colpire in ogni frangente, specialmente nei repentini rovesciamenti di fronte, che il Milan le ha permesso, perdendo spesso palla a centrocampo. L’Inter è una squadra che, diciamolo francamente, quest’anno non ha ancora iniziato a giocare e, nonostante ciò, è, in classifica, tremendamente in alto, ad un passo dalla capolista Napoli, che va, proprio sabato, nell’anticipo della nona giornata, ad insidiare a casa sua, a mio parere con buone speranze di riuscire nell’impresa. E’ una squadra che ha carattere (proprio quello che fino all’anno scorso mancava), ottimi giocatori ed un campione assoluto, Icardi, che fa la differenza. E proprio ad Icardi il Milan ha concesso tanto, troppo, permettendogli di firmare una doppietta su azione, arricchita poi dal rigore decisivo proprio al novantesimo. In effetti, è imbarazzante vedere schierata la difesa rossonera “a tre” con l’anello debole della stessa, Bonucci. E’ proprio l’ex Juventino il più debole ed impalpabile dei tre che la compongono. Oramai, purtroppo, Bonucci è divenuto un caso. Paradossalmente, doveva essere il punto fermo, il baluardo dal quale non passava il… nemico ed invece, fino ad oggi, ha aperto voragini impensabili solo due mesi fa. Mistero della vita… misteri del calcio. Certo, indebolendo la difesa della Juventus con la sua partenza, fin qui ha indebolito la già fragile retroguardia rossonera. Si spera veramente che presto trovi l’assestamento giusto e torni ad essere quello splendido giocatore che il mondo conosce. Siamo speranzosi.

I problemi dei Rossoneri, purtroppo, non si fermano alla difesa.

Questa Società, per tutto quello che di buono ci ha messo, non meritava la classifica mediocre di oggi e la stessa impalpabile indecisione tecnica in cui versa la squadra.

Vogliamo parlare del sistema di gioco? Non amo disquisire su schemi e numeri, ritenendo che il calcio di oggi abusa di formule e formulette che non portano poi a nulla, perché quando si dispone di campioni, la musica cambia e si vincono partite, campionati e trofei. Ma va evidenziato che tre mesi sono ampiamente sufficienti per trovare, ancorché con 11 giocatori nuovi in rosa, un equilibrio di schema e soprattutto di uomini. E’ vero che si gioca ogni tre giorni e che le soste per le Nazionali, invece di stemperare il problema, lo acuiscono a causa di viaggi transoceanici, infortuni e stress di ogni tipo, ma avere un undici titolare e soprattutto un definito schema di gioco (si è passati dal 4-3-3 al 3-5-1-1 o 3-5-2 che si voglia dire ed ora si parla di 3-4-3) mi sembra francamente il minimo. Altrimenti diventa un suicidio. Ricordo a me stesso che Capello o Ancelotti, nei frangenti che una squadra inevitabilmente incrocia nel corso di un anno, si rifugiavano dietro al collaudato 4-4-2. E tornando al derby, non dimentichiamo che il Milan ha cambiato impostazione di partita con l’entrata in campo di Cutrone, poi azzerata dai banali errori difensivi.

Orsù, quindi, caro Mister, prendiamo atto della sberla, che ci siamo cercati, e ripartiamo.

Facendo tesoro degli errori commessi e reiterati (il Milan tutte le volte che ha incrociato una squadra di livello, fin qui, ha sempre perso) e che non possono proprio ripetersi. Quattro sconfitte in otto partite di campionato sono inaccettabili!

Non lo merita la Società, per gli sforzi encomiabili profusi, non lo merita l’ambiente rossonero, non lo meritano i Tifosi. Quindi…

Buona settimana a Tutti.

RIPRODUZIONE RISERVATA

10,795 Visite totali, 1 visite odierne

Commenti

commenti