Milan: le storie di Higuain

Fabio Conte

Se si perde 2-0 bisogna essere arrabbiati ha detto Gattuso dopo il classico tra Milan e Juventus.

Quella deve essere la mentalità che una grande squadra deve sempre avere anche quando ci si potrebbe appellare alla sfortuna di una rosa falcidiata dagli infortuni e nonostante questo si sia disputata una partita discreta contro una corazzata. I tifosi erano sicuramente più arrabbiati, o meglio delusi e abbacchiati, giovedì dopo il primo tempo di Siviglia quando il Betis ha preso a pallate i rossoneri segnando un gol con Lo Celso ma creando almeno altre 3 o 4 occasioni importanti. Nella ripresa però è cambiato l’atteggiamento del Milan e con qualche mossa tattica il mister è riuscito a trovare equilibrio e gol con Suso e alla fine ha meritato il pareggio. La squadra è uscita ancor più acciaccata dalla trasferta però e quindi si è presentata con la formazione praticamente obbligata alla sentita sfida coi bianconeri, ma con un importante recupero: Higuain. Ma evidentemente per il Pipita la fine della “storia” con la Juve era troppo fresca e faceva ancora male.

Amante corteggiato e fortemente (e riccamente) voluto, ha abbandonato un ambiente che lo adorava e lo coccolava sotto il Vesuvio per poi essere scaricato, a Torino, per qualcuno di più bello e affascinate. La vecchia signora evidentemente gli ha graffiato il cuore. Così, volendo dimostrare di star bene nella nuova relazione milanese è arrivato nervoso e teso all’incontro con la ex ma dopo aver mancato un “approccio” ha dato in escandescenze. Non è un reality o una soap opera ma la storia, in breve, della carriera di Higuain.

Per vivere la nuova avventura in rossonero Gonzalo deve cambiare atteggiamento e mentalità. A Milano è stato accolto con grande entusiasmo: da anni non arrivava tra le file rossonere un campione di livello mondiale, in particolare come centravanti. Un valore aggiunto che deve far lievitare tutti gli elementi di qualità della squadra: Donnarumma, Romagnoli, Kessie, Suso e Cutrone sono giocatori giovani che stanno crescendo col Milan. Con loro e per loro Higuain deve riuscire a creare quel feeling che fa diventare un insieme di giocatori un “gruppo” e che quindi possa diventare una squadra di livello. Lo deve fare con l’aiuto di Gattuso naturalmente, ma mettendoci molto del suo, mettendoci passione, mettendoci amore. Higuain è atteso dalla sfida più importante della sua carriera da latin lover calcistico. Non sarà il fascino del Real Madrid, o il calore del Napoli, né l’avvenenza della Juventus ma il Pipita deve immergersi in questa nuova avventura con la giovane squadra rossonera, talvolta bella ma incostante, ancora acerba forse, ma che vuole tornare tra le più desiderate d’Europa. Deve innamorarsi delle aspirazioni e dei sogni dei tifosi, aiutare a guarire delle incertezze e dall’inesperienza, allora sarà ricambiato in maniera inattesa. Oggi i milanisti si aspettano tanto da Higuain e sono pronti a dargli tanto ma il feeling giusto, l’amore incondizionato non è ancora scoccato. La reazione scomposta dell’altra sera non aiuta, e deve capire che al Milan non sarà mai tutelato come alla Juve o al Real. Mentre, anche se poi purtroppo lo ha sbagliato, assumersi la responsabilità del rigore è stata il giusto atteggiamento di chi vuole immergersi nella nuova realtà e provare comunque a vincere perché è vero che il traguardo massimo in campionato è il quarto posto ma la Coppa Italia e la Supercoppa sono trofei raggiungibili e l’Europa League ha premiato più di una volta delle sorprese. Dopo le due giornate di squalifica giustamente comminategli, bisognerà buttarsi tutto alle spalle e ricominciare a costruire la “storia” con il Milan: che sia fresca e comprensiva, ma anche appassionata e duratura. Da Milano potrà avere un amore diverso dai precedenti ma sorprendentemente passionale, come dimostrano tanti campioni passati in rossonero anche per una sola stagione, che son rimasti fortemente legati a questi colori: se lo ami, il Milan ti lascia dentro un fuoco infernale.

P.S. Nel frattempo il Betis Siviglia ha battuto 4-3 il Barcellona al Camp Nou. Vuoi vedere che non erano poi così male?

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