Milan: life on Mars?

Fabio Conte 2

Superare i limiti è una prova importante per ogni essere umano. Dal bambino che si alza e vuole camminare, all’esploratore che s’inoltra nelle foreste sconosciute.

Ci sono limiti nella nostra testa, a volte insuperabili, e i limiti della nostra atmosfera che ancora una volta sono stati elusi da un razzo per Marte che ci porta a fantasticare cose che noi umani possiamo solo sognare. I limiti del Milan di quest’anno non si conoscono ancora nel bene e nel male. Limiti non valutati o non sufficientemente considerati all’inizio, confusi nell’entusiasmo del nuovo corso. Sbagliate alcune scelte di Montella, certamente le scelte di preparazione. Sbagliata forse anche la scelta di puntare sul tecnico campano ma dettata dai risultati ottenuti, seppur con fatica, lo scorso anno. Ma non si conoscevano, da parte della società, i limiti del tecnico di assemblare, e della rosa di assemblarsi.

La scelta di affidarsi a Gattuso è apparsa a molti avventata e senza prospettiva. Si pensava che l’annata forse completamente perduta e s’immaginavano già nuovi scenari. Ma Rino ha sorpreso dimostrando conoscenze, oltre al buonsenso com’è nella sua indole. Buonsenso usato a riportare quanto prima l’intera squadra a livelli fisici decenti, anzi buoni e a schierare una formazione logica. Conoscenza nel ravvivare le soluzioni tattiche e schiettezza nell’approccio nello spogliatoio. E poi carisma, perché Gattuso ne ha da vendere.

Così oggi si vedono netti miglioramenti nell’approccio alle partite, nell’applicazione e nella convinzione che tutti, o quasi, stanno mettendo in campo. Le difficoltà in classifica però rimangono visto che il traguardo per l’Europina è vicino ma non raggiunto, e per l’Europona appare difficilmente colmabile.

E rimangono anche nella squadra. Trovare la quadratura era essenziale ma oggi si rischia di affidarsi sempre agli stessi dieci, proprio quando sta arrivando il periodo di massima concentrazione di gare nella stagione. Parlo di dieci perché l’unico turnover è per la punta centrale tra Cutrone il più incisivo, convinto e amato, il tattico Kalinic in anoressico digiuno di gol, e Andrè Silva evanescente promessa inespressa. Non tantissime le occasioni create per gli attaccanti durante le partite, ma mentre il buon Patrick fa spesso diventare oro quel che gli passa davanti, al croato sembra mancare quel briciolo di cattiveria necessaria per non essere solo un utile centravanti boa. Delude il portoghese, anche per l’enormità della valutazione assegnatali quest’estate. Le doti tecniche esaltate da tanti si riducono a qualche superfluo tocchetto senza mai riuscire a saltare l’avversario, men che meno tirare in porta. Solo buona volontà ma è troppo poco. Margini di crescita si spera ci siano anche per altri due nuovi acquisti che fin qui han deluso. Qualche leggero miglioramento nelle ultime settimane c’è stato ma sia Bonucci che Biglia sono lontani come la luna dal rendimento che si aspettavano i tifosi e dirigenti. Il centrale difensivo, appare spesso in ritardo sulle chiusure e impreciso e distratto quando deve uscire palla al piede, tanto che se si chiamasse Zappata si beccherebbe il dileggio che i tifosi erano abituati a dedicare spesso al colombiano. I fischi accompagnerebbero anche l’ennesimo passaggio banale di Biglia se indossasse la maglia di Montolivo. Arrivato per ravvivare il centrocampo rossonero l’argentino per ora si è limitato ad un banale lavoro di cucitura, spesso ridondante, senza riuscire a regalare lampi o giocate importanti. Dovranno entrambi dimenticare le passate glorie e cercare prestazioni più convincenti. Lo farà la forma crescente o forse un po’ di riposo visti gli impegni pressanti, ma sicuramente essendo parte della “spina centrale” della squadra devono trovare il modo di rendere molto di più.

Per portare la squadra a cercare il confine delle ambizioni a cui può aspirare tutti dovranno provare a superare i propri limiti, così si potrà capire se il Milan di Gattuso può compiere l’impresa di vincere un trofeo o arrivare in zona Champions: sarebbe quasi come arrivare su Marte.

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