Milan: luci ed ombre in campo e fuori

Fabio Conte 3

Perdere una partita in questa settimana tragica, è veramente poca cosa. Perdere una partita fuori casa nello specifico, parlando di calcio, distraendoci dalle tragedie, è una cosa possibile, in particolare con un Napoli che la scorsa stagione s’era piegato solo alla Juventus schiacciasassi.

Perdere è un’eventualità quando si gioca, ma un’abitudine con cui il tifoso milanista ultimamente convive, con rassegnazione. Oddio, un moto di ribellione accompagna tanti alla vigilia di una gara, soprattutto ad inizio stagione quando l’ottimismo, le speranze e le illusioni hanno ancora voce in capitolo. Lungi da me lo spargere pessimismo, o criticare il gioco di Montella alla seconda di campionato, in pieno agosto e, nonostante ciò che si dice, a mercato ancora aperto. Però il fatalismo dei tifosi rossoneri, che fino a quattro anni fa si ribellavano a sedicenti superiorità di altre squadre, dai e dai, volenti o nolenti, batosta dopo batosta, li sta portando all’accettazione della realtà. Non volendo spegnere quindi i sogni per questa stagione, almeno a livello di gioco, vediamo quello di buono si è notato in queste partite, prima che la pausa delle nazionali restituisca il vero inizio di campionato. Luci e ombre ovviamente, visto che ci sono state una vittoria e una sconfitta. Vittoria contro un Torino che poi domenica s’è scatenato dandone 5 al Bologna, alzando così il valore della prima prestazione dei rossoneri. A Napoli, dopo un buon avvio, la forza di qualche campione della squadra di Sarri, in particolare Mertens, indirizzava la gara verso quella che sembrava una sonora batosta. Invece, Montella nella ripresa, ha presentato una squadra che ha saputo reagire, riportandosi in parità, tanto che le inopportune espulsioni, hanno fatto stizzire, perché c’era l’impressione che la partita si sarebbe potuta raddrizzare e giocarsela. Attenzione, non vincerla, magari sarebbe finita con lo stesso risultato, ma giocarsela, provarci. Personalmente poi, m’è rimasta la curiosità di cosa avrebbe potuto fare il frizzante Lapadula, se gli fosse arrivata almeno una palla nei pochi minuti a sua disposizione. A dir la verità, anche Bacca non è stato servito praticamente mai negli 80 minuti a sua disposizione. Ma non è certo questa la sola nota negativa per l’attacco e gli attaccanti, che a mio parere, aiutando poco in ripiegamento, fanno scalare i centrocampisti in affanno ad aiutare la difesa, già in confusione. La mancanza di equilibrio sarà il punto su cui si dovrà concentrare Montella, per invertire la tendenza dei troppi gol subiti. Obiettivamente però, la mentalità e la convinzione, sembrano essere ritornate a far capolino nella squadra, speriamo con continuità, prossimamente.

A fine gara, l’ironia di Montella a commentare la rosa e  i mancati arrivi, soprattutto a confronto dei botti di mercato dei diversamente milanesi dell’altro naviglio, a qualcuno son sembrati sfociare nel sarcasmo, ed è stato costretto a precisazioni e distinguo, consigliato dalla dirigenza, attuale e italiana, ammonito dallo sguardo torvo e lontano, della misteriosa futura dirigenza cinese, o facente capo ai cinesi. Non so se, quando ha scelto di accettare la corte del Milan, il tecnico campano sapesse che ci sarebbero state queste difficoltà di mercato. Chissà se le promesse erano prossime o futuribili, se ha dovuto accettare una scommessa, o se erano state date adeguate rassicurazioni, poi inevase. L’impressione è che con qualche battuta si possa far trasparire, spesso, la verità.  Lascia turbati la reazione di  una dirigenza occulta ed indeterminata, che si dimostra suscettibile e permalosa, quando sarebbe bastato invertire i termini dell’accordo preliminare e versare 85 milioni per il mercato e 14 – chissà perché non 15, poi, se cominciamo a guardar il milione… – come saldo della prima trance per evitar battute e far felice il tecnico, non far bollire di rabbia i tifosi, e non far girare a vuoto Galliani. Non si voleva far fare la squadra all’attuale a.d.? Si poteva per tempo sostituirlo o affiancargli una persona intraprendente, ambiziosa, e attiva, per indirizzare le scelte e sfruttare le referenze. La decisione su chi seguirà il mercato invece, amministratore delegato o direttore sportivo che sia, è stata posticipata sine die, con il miraggio del mercato di gennaio, che mica per niente

si chiama di riparazione, dove ci sono maggiori occasioni in saldo e minor soldi da investire. C’è tanto da lavorare, tanto da fare, tanto da chiarire non solo per Montella. Anzi…

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