Milan: mala tempora currunt!

Paolo Vinci

Cari Tifosi Rossoneri,

mala tempora currunt!

Gli antichi Romani usavano questa espressione per rappresentare una fase della loro esistenza in cui tutto andava male e l’Impero di Roma rischiava di essere annichilito dalle orde barbariche, sempre in agguato alle porte di Roma.

Senza cadere nella enfasi e molto più in piccolo, anche perché discettiamo di calcio, mutuo questa espressione perché ritengo che si attagli perfettamente al frangente rossonero, dopo le due “sberle” meritatamente incassate dal Palermo, ieri sera a San Siro, che seguono, rispettivamente a ritroso, il sofferto pareggio in quel di Cagliari nell’infrasettimanale di mercoledì e, prima ancora, il “brodino” di domenica scorsa nel pareggio casalingo con la Viola.

Due punti nelle ultime tre partite, due delle quali, peraltro, casalinghe e con squadre che non rappresentavano, vuoi per il loro stato di forma (Fiorentina), vuoi per la loro valenza tecnica, due ostacoli insormontabili.

Un risultato deludente, come deludente è stata la prestazione dell’intera squadra, che ha lasciato San Siro tra i fischi dei suoi affezionatissimi Tifosi, i quali, durante tutto l’arco dell’incontro, nonostante uno spettacolo imbarazzante, hanno continuato, imperterriti, a supportare i propri beniamini, dando l’ennesimo esempio di commovente, antica devozione.

Il sogno di arroccarsi in assoluta solitudine al terzo posto della classifica (l’ultimo posto buono per la Champions League, che nel 2016 annovera la finalissima proprio a San Siro!) è durato solo lo spazio di qualche settimana ed il rischio di essere risucchiati al centro classifica o, peggio ancora, nella parte destra della stessa, si materializza drammaticamente sempre più vicino, facendo correre i brividi alla schiena di chi già, come tutto il Popolo Rossonero, ha vissuto un’annata agghiacciante come quella appena decorsa.

E a poco giova rilevare che la situazione rossonera, melius il frangente rossonero (guai a parlare di “crisi”, ha tuonato, nel postpartita il positivo Pippo Inzaghi!), si incastoni in una più complessa “caduta milanese”, nella quale i dirimpettai nerazzurri sono altrettanto, se non peggio per altri aspetti, invischiati. In questo caso, il vecchio adagio “mal comune, mezzo gaudio”, non sussiste proprio; anzi, il solo pensarlo ricondurrebbe a situazioni stucchevoli e masochistiche. Certamente non gioverebbe alla causa.

Inzaghi, da buon capitano, si è assunto la responsabilità della sconfitta e del frangente, dichiarando di essere pronto a sceverare la situazione ed a ricercare un antidoto che possa invertire la rotta. Il suo positivismo è un valore aggiunto, ma rischia di essere inutile se non supportato da una squadra che abbia un equilibrio tecnico, strutturale, psicologico.

Quella di ieri sera – ed ancor prima quella di Cagliari – non è parsa avere queste necessarie “virtù” calcistiche. Si sono visti uomini stanchi, svuotati, soprattutto deconcentrati.

Occorre lavorare molto, sia sull’aspetto tecnico, sia tattico (è impensabile giocare con uno schema da grande squadra se poi si dispone di una rosa che consiglierebbe prudenza!), sia umano.

Molti uomini sono sembrati spaesati, distratti (Zapata) o macchinosamente involuti (Menez). Altri completamente fuori fase (Torres).

Il tutto poi dovrà essere condito da uno schema di gioco che porti ad intravedere un accettabile equilibrio tra i reparti, assolutamente non sinergicamente coesi.

In settimana avrà molto da lavorare il Buon Pippo!

E sabato si va a trovare, in quel di Marassi, la Sampdoria, nella sua tana, proprio nel suo momento più alto dell’ultimo decennio (è terza e, soprattutto, in forma scintillante!).

Sarà durissima se il Milan non si ritroverà.

Chi vivrà, vedrà.

Nonostante tutto, Forza Vecchio Cuore Rossonero!

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