Milan: materializzando gli spettri del Bosforo

Paolo Vinci

Carissimi Tifosi Rossoneri,

scrivo questo “Editoriale” tutto d’un fiato, appena rientrato da Marassi, ove il Milan, nell’anticipo insolito di mezzogiorno contro il Genoa, era chiamato a dare prova di continuità ad una striscia positiva iniziata con la vittoria casalinga col Palermo e proseguita al Friuli, dopo un grande spavento nel corso dell’epilogo della gara ove si stavano materializzando gli spettri del Bosforo di triste memoria.

Proprio in considerazione del pessimo secondo tempo contro l’Udinese, ci si attendeva una risposta netta da parte della squadra, sia in termini di gioco, sia soprattutto di temperamento.

Così, purtroppo, non è stato!

Il Milan ha perso, di misura, iniziando la partita in modo “molle”, senza nerbo, senza un gioco di squadra coeso ed armonioso…in buona sostanza, sulla scia di quel pessimo secondo tempo di Udine.

Ed ha portato a casa la terza sconfitta in sei gare!

Una media da centro classifica, non in linea coi programmi societari e, soprattutto, con le ambizioni di una più che buona campagna acquisti estiva. E tutto questo sprigiona grandi rimpianti alla luce delle sconfitte, pesantissime, di Juve e Inter, rispettivamente con il Napoli ed in casa con la Fiorentina.

Come se non bastasse, si è messo di traverso anche l’arbitro, il “noto” sig. Tagliavento, che già al Milan sottrasse lo scudetto del 2012 e che non perde occasione per danneggiare la squadra Rossonera ogni qualvolta la incrocia – ed accade spesso – nel campionato Italico. Sinisa, richiesto in conferenza postpartita, sul punto non ha voluto commentare, ma resta grave l’imbarazzo nel considerare la gestione dei cartellini operata dal prefato arbitro. Che ha espulso Romagnoli per doppio giallo, condizionando e…decidendo la gara.

Paradossalmente il Milan ha giocato meglio in dieci, proprio allorquando è uscito De Jong, a mio modo di vedere, assolutamente inadeguato ed impresentabile fuori del suo ruolo naturale dinanzi alla difesa, ma non ha avuto la capacità ed anche un pizzico di sorte per rimediare allo sfortunato gol – il nono (sic!) – incassato per una deviazione sfortunata di Bonaventura sul tiro di Dzemaili in apertura dell’incontro.

Un Milan, in sostanza, da rivedere totalmente.

Specialmente nella zona nevralgica del campo, ove Montolivo ha annaspato – era alla quarta partita consecutiva in pochi giorni dopo l’infortunio e la lunga assenza dai campi di gioco – De Jong, come detto fuori ruolo, Bertolacci volitivo ma anche lui al rientro dopo l’infortunio e Bonaventura non sempre lucido come trequartista.

Soprattutto è mancato un gioco di squadra.

Questo particolare è sotto gli occhi di tutti: discontinuità nelle prestazioni anche all’interno di una stessa gara, mancanza di continuità di risultati, troppi gol incassati (tanto che la media è negativa -1), un centrocampo da rivedere nelle due fasi.

Pochissime luci. Forse eccetto un buon Balotelli, peraltro apparso più sereno, nulla o quasi.

Il Milan torna da Genova con una sberla che a questo punto pesa non poco proprio perché sommata alle due precedenti sconfitte rimediate a Firenze e nel derby.

Ragazzi, su le maniche e diamoci una mossa.

Al più presto.

Si incontra il Napoli in casa alla prossima e si va, dopo la pausa per le Nazionali, nella casa della vera grande sorpresa del campionato (insieme alla Fiorentina): il meraviglioso Toro di Mister Ventura, attualmente il miglior allenatore italiano.

Il tempo non è infinito!

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