Milan: Ora Montella deve fare delle scelte

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Dopo la seconda pesante sconfitta del Milan contro la Sampdoria di Marco Gianpaolo, sul banco degli imputati, è finito, inevitabilmente, anche il tecnico partenopeo Vincenzo Montella.

Tutti ad elogiare un’onerosa campagna acquisti estiva, tutti a sottolineare di come fosse difficile assemblare nove/dieci titolari e di come il buon Vincenzo fosse chiamato ad una piccola impresa. Come previsto, le difficoltà sono parecchie e tortuose, prima la scelta del modulo ed ora, la più difficile, quella degli uomini. Preso atto della difesa a tre che serve soprattutto per valorizzare l’acquisto principe Leonardo Bonucci, ora Montella è chiamato a compiere delle scelte coraggiose, cosa fare dei soldati Bonaventura e Suso? Se per il primo una collocazione tattica è più o meno trovabile, ruolo di trequartista centrale, per il secondo i problemi sono sempre più evidenti. Il buon Suso non è una seconda punta e nemmeno un trequartista, c’è chi lo avrebbe pensato come centrocampista esterno destro nel 3-5-2, ma francamente la soluzione appare folle, il fantasista spagnolo non è dotato né di corsa e né di fisico per reggere i ritmi di quel ruolo. Che piaccia o no, per giocare in quella posizione bisogna essere un terzino di spinta, o come si chiamava una volta un terzino fluidificante, per intenderci, amici rossoneri, il Serginho od il Cafù di qualche anno fa. Quindi l’ipotesi di esterno destro nel centrocampo a cinque è da ritenersi fallimentare sin da subito. Quindi cosa si potrebbe fare per far coesistere i vari giocatori a disposizione? La prima scelta potrebbe essere quella di passare ad un 3-4-3, dove gli esterni di attacco sarebbero il buon Jack Bonaventura a sinistra, mentre sulla fascia opposta Suso, poi la punta centrale potrebbe essere uno fra Kalinic e André Silva, ma in questo modo non si risolverebbe il problema atavico degli ultimi anni, un centravanti lasciato troppo solo, perché i due esterni sono troppo portatori di palla e non tagliano mai al centro area ed in più, verrebbe di fatto escluso l’acquisto Hakan Calhanoglu, che tanto piace per i colpi ad effetto.

Quindi la domanda sorge spontanea, ma un ritorno alla difesa a quattro è impensabile?

Visto che da quanto abbiamo appreso, il bravo Mateo Musacchio non regge le tre partite settimanali, Cristian Zapata si è dimostrato inadeguato, allora perché non provare un 4-2-3-1? Con questo schema il Milan verrebbe ridisegnato in questa maniera: Donnarumma, Abate – in attesa del ritorno di Andrea Conti – Musacchio o Romagnoli, Bonucci e Ricardo Rodriguez. A centrocampo Biglia e Kessie, sulla trequarti, da destra a sinistra, Suso, Calhanoglu e Bonaventura. In attacco uno fra Kalinic e André Silva. Ora la domanda sorge anche spontanea, ma Biglia e Kessie possono reggere quest’attacco? Probabilmente no, ma a questo punto è evidente come questa rosa sia ancora incompleta e quindi, salvo colpi di genio dell’ultimo istante da parte di Montella, perché non schierare la miglior qualità e puntare a far un gol in più? Tanto ora, cercando gli equilibri, il Milan ha già incassato – in campionato – 8 gol e ne ha realizzati 10, quindi la situazione si sposterebbe di poco probabilmente.

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