Milan: Il terzo posto? Sarà per un’altra volta!

Hellas Verona-Milan - Calcio Campionato di Serie A 2014/2015 -

Il terzo posto? Sarà per un’altra volta! Non è ancora il momento di guardare lassù, oltre le nuvole, per un Milan che, pur volando sulle ali dell’entusiasmo, va inesorabilmente a sbattere contro l’ostacolo-Fiorentina ancora troppo ostico per Abbiati e compagni.

Ma la vetrina Champions League è lì, a un passo… Chi se l’aspettava? Non c’erano certamente, ad inizio stagione, i prodromi per giungere in così breve tempo a respirare l’aria salubre, anche se un po’ troppo rarefatta, dell’alta classifica. Invece, è bastato un po’ di entusiasmo in più rispetto al recente passato per stropicciarsi gli occhi e battere le ciglia come una bella donna. Si è parlato nei giorni scorsi di “partita della svolta”, di quelle che fanno la differenza e che ti fanno sognare e guardare alla luna col nasino rivolto all’insù. Certo, sicuramente è così ma la gara con la Fiorentina non è per nulla da ricordare, anzi… Brutta quasi all’inverosimile – almeno nel primo tempo -, noiosa e senza emozioni sino all’eccesso se si eccettua il gol di testa (25′) di Nigel De Jong e qualche iniziativa, anche se sporadica, di un vivo e vivace Cuadrado.

Comincia bene il Milan ma sono i viola di Vincenzo Montella a prendere quasi subito (come promesso!) il comando delle operazioni. L’undici toscano s’insedia nella trequarti rossonera, sposta la palla velocemente da un lato all’altro del campo cercando di sorprendere Alex e soci ma senza successo. Il lavoro degli ospiti, con Cuadrado guardato a vista e regolarmente raddoppiato quando in possesso di palla, è certamente di spessore ma nel momento in cui i viola giungono al limitare dell’area avversaria difficilmente riescono a finalizzare il grande lavoro svolto. Così sono i rossoneri che, passata la buriana, escono dal guscio e provavo ad affacciarsi con maggiore grinta e determinazione nei sedici metri presidiati dal duo Savic-Rodriguez e da un sempre efficiente Neto. Ma ecco arrivare il momento topico, quello per cui San Siro vive e si infervora, il momento del gol rossonero. La Fiorentina non ci sta e torna a battere la trequarti milanista purtroppo ancora senza fortuna. Così si va al riposo col Milan in vantaggio.

Al ritorno in campo nulla cambia. I ragazzi di Pippo Inzaghi paiono però leggermente più intraprendenti e la partita diventa assai più “generosa” sul piano sia del gioco che delle opportunità. E’ comunque solo un fuoco di paglia e si torna a sonnecchiare ma sempre con un occhio vigile per non farsi beffare magari da una conclusione velenosa o da un tiro dalla distanza che non t’aspetti. E infatti eccolo la, il pareggio viola (20′) con una botta da fuori area di Ilicic (da poco subentrato a Kurtic) che manda la palla ad infilarsi nell’angolino basso alla sinistra di Abbiati vanamente proteso in tuffo. Tutto da rifare. Peccato! Entra Bonaventura per un affaticato Poli; Montella risponde spedendo in campo Vargas a rilevare Mati Fernandez. Il Milan prova qualche affondo, la Fiorentina risponde con contropiedi assai pericolosi affidati principalmente ai suoi rapidissimi ed efficienti incursori. 

Da una parte fuori Menez, dentro Torres; dall’altra Badelj per Babacar. Il Milan ci mette anima, cuore e anche un po’ di coraggio ma per portare a casa il risultato pieno serve altro soprattutto al cospetto di una squadra che appena tre giorni prima aveva giocato e lasciato qualche stilla di sudore in più in Europa League. Invece niente. Ci si è soltanto limitati a reggere il confronto senza rischiare oltre il lecito. E se fosse questo il limite del Milan attuale targato Inzaghi? Ai posteri l’ardua sentenza…!

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