Milan: quattro “C” contro l’emergenza

Fabio Conte

È stata più difficile del previsto la gara contro i lussemburghesi del Dudelange in Europa League giovedì tanto che, a un certo punto, è venuto in mente che potesse avere ragione Salvini.

Scherzi a parte e lontano dalla politica, prendo spunto dalla polemica domenicale per sorridere un po’ sullo sconcerto che si avvertiva in tribuna quando, all’inizio della ripresa, i rossoneri erano sotto grazie i due splendidi gol lussemburghesi, contro uno del puntuale Cutrone con l’aiuto però del portiere avversario. Il Milan ha iniziato bene ma trovata la rete ha rallentato per eccesso di sicurezza; a quel punto è uscito il Dudelange che segnava il secondo e il terzo gol della sua storia europea nella sacralità del mitico San Siro, anche se un po’ vuoto, con grande emozione di chi ci giocava per la prima volta. Per fortuna a quel punto l’atteggiamento dei rossoneri è cambiato, anche grazie ai cambi di Suso e Josè Mauri che hanno aggiunto energia e voglia a una squadra che comunque voleva reagire. Alla fine la vittoria è arrivata, anche ampia, ma l’impressione di un approccio sbagliato alla gara, o meglio di aver sottovalutato l’avversario è rimasta. Sono mancati soprattutto quei giocatori, come Bertolacci e Halilovic che dovevano dimostrare di poter offrire un’alternativa. Se il giovane croato ha qualche scusante per l’emozione di un esordio assoluto, per il centrocampista si tratta dell’ennesimo fallimento in maglia rossonera. Non è piaciuta nemmeno la gara di Higuain atteso dopo la nervosa prova coi bianconeri conclusa con una squalifica, a un pronto riscatto. La partita dell’argentino è sembrata troppo compassata specie paragonata al valore tecnico degli avversari. Ci dicono poi di un mal di schiena che l’abbia rallentato: speriamo sia stato quello il motivo e non un atteggiamento di sufficienza, e che non vada a incidere anche sul rendimento delle prossime gare, Parma a parte.

Il Pipita infatti non ci sarà con gli emiliani che verranno all’ora di pranzo a provare le loro ripartenze a San Siro. Squadra complicata per i rossoneri in emergenza, che sviluppa un buon calcio non solo in contropiede. Ma i ragazzi di Gattuso hanno dimostrato di riuscire a superare, o quantomeno controbattere, le difficoltà proprio nei momenti complicati. Con la Lazio solo pochi attimi li hanno divisi da un successo inaspettato. Domenica sarà ancora una gara con tanti assenti, così come le prossime, e speriamo il Milan si compatti ancora una volta, giocando con umiltà. I problemi, anche a rosa completa, nascono quando si pensa che la gara sia facile, scontata. Se i rossoneri riusciranno a sfruttare al meglio le partite che lo dividono dalla pausa invernale nonostante le assenze, sfruttando grinta e risorse morali, ci si potrebbe trovare a febbraio con un gruppo convinto, dove chi arriverà dal mercato potrà dare l’aiuto per inseguire un piazzamento da Champions e, chissà, una buona Europa League.

Ma tutto è in divenire e pensare al di là della prossima gara appare un azzardo, presunzione, e questo Milan non può peccare di nessuna presunzione. Stringere i denti e correre sono state le caratteristiche di Gattuso giocatore e così deve diventare la squadra rossonera in questo momento difficile: deve essere gattusiana. Come lo è stata a lunghi tratti con la Lazio, com’è diventata dopo il vantaggio del Dudelange. Come la vorremmo sempre vedere dall’inizio alla fine di ogni partita. Carica convinta concentrata cattiva. Le quattro C che possono cambiare la stagione.

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