Milan: ricerca di alternative tattiche

Fabio-Conte

La discesa e finita e poi, si sa, ci sono le risalite. Se il gioco, le prestazioni e la stagione del Milan sembravano aver preso una china serena dove le prospettive erano tutte ottimistiche e Rino Gattuso sembrava essere diventato un guru assoluto oggi, dopo il pareggio complicato con la Lazio, pare essere ritornati ai tempi bui di dicembre.

Le aspettative prima dell’inizio della semifinale erano esattamente opposte, visto che la squadra di Inzaghi si presentava con qualche infortunato, uno squalificato, Radu e tanti acciaccati, come Ciro Immobile, che hanno stretto i denti. Così all’inizio della gara i biancazzurri sembravano intimoriti aspettandosi chissà quali mirabilie da parte del Milan che invece, trotterellando, li ha presto convinti che potevano osare e sperare di aggiudicarsi la gara. La domanda è se i rossoneri abbiano avuto un approccio supponente, basato sulle capacità realizzative di Piatek, che è bravo ma a cui devono essere dati almeno un paio di palloni, o se credono di essere diventati una squadra esperta che può dettare i ritmi del gioco. Così non è ma, se si può cogliere qualcosa di positivo nella partita di ieri, c’è stata la pronta virata a una gara difensiva, cosa che ha costretto però a cambiare passando dall’approccio apatico al rincorrere con affanno. Gattuso, che non sarà un guru ma che non è nemmeno l’ultimo arrivato, ha subito capito che la sua squadra andava incontro a una serata difficile forse anche per le sue scelte di turnover, complicata poi dall’infortunio a Kessié, e ha cambiato l’assetto spostando Paquetà, accentrando Bakayoko, inserendo Calhanoglu. Insomma, si esce da questo pareggio a reti inviolate, prezioso per l’andamento della gara ma insidioso per il ritorno, sapendo che si possono avere delle alternative a centrocampo, che quantomeno aiutano la difesa a reggere, anche se poi faticano a innescare l’attacco.

Attacco che oltre il cecchino Piatek, ieri per la prima volta a secco con la maglia rossonera, e l’attualmente poco utilizzato Cutrone, dovrebbe contare su Suso. Tutti nell’arco della stagione possono avere dei cali di forma, anzi è fisiologico che li abbiano. Ma lo spagnolo, che non segna da novembre , sta subendo una regressione di gioco costante e non riesce a incidere nemmeno nelle partite più semplici. Sembra anche involuta e indolente la sua partecipazione alla fase difensiva non sorretta da un grande forma fisica, si parla infatti di un problema di pubalgia. Proprio chi dovrebbe offrire il guizzo di classe, l’invenzione geniale, oggi dà l’impressione di essere sopportato dalla squadra, di lasciare un vuoto nella compattezza, di non offrire prestazioni sufficienti. Nella scorsa partita di campionato, e in tutte le presenze parziali, Castillejo ha regalato prestazioni molto più convincenti. Le possibili alternative tattiche poi, come lo spostamento di Paquetà a destra, che ha dimostrato grande duttilità tattica o la possibilità di garantire più minutaggio e più chance di gol a Cutrone, devono diventare il prossimo pressante obbiettivo del tecnico. Questo Milan non può permettersi di giocare questa fase cruciale della stagione con un uomo in meno e anche per Suso potrebbe essere utile approfittare di una pausa per ritrovare la forma, sia fisica che mentale, e per decidere se questa maglia dovrà e potrà essere ancora sua in futuro.

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