Milan: ritorna Maldini, ritorna l’orgoglio

Fabio Conte

Assistere alla conferenza di presentazione di Maldini è stata una contraddizione in termini. Maldini non si deve presentare, Maldini è il Milan, è stato il Milan, sarà il Milan.

Era strano piuttosto che Paolo Maldini non facesse parte della società già da molti anni, ma le dinamiche e i personaggi che hanno attraversato la storia rossonera nelle ultime stagioni non coincidevano con la visione limpida e schietta dell’ex, anzi del Capitano. Così la conferenza, che Leonardo come sempre è riuscito a indirizzare su un piano di leggerezza, ha sancito la benedizione maldiniana al nuovo corso rossonero sotto l’egida del Fondo Elliott. I programma di Elliott, ma anche l’amicizia con Leonardo e la complicità con Gattuso hanno aperto la via al suo ritorno col ruolo di Direttore dello sviluppo strategico dell’area sportiva, sigla dall’impossibile acronimo, che in realtà, almeno all’inizio farà dei due ex giocatori una sorta di coppia da telefilm alla Starsky e Hutch su tutto ciò che verterà la conduzione della società dal mercato alle giovanili, dal collegamento con la squadra alla gestione dello sviluppo economico che dovrà portare il Milan, seguendo i dettami del fair play finanziario, a poter aumentare gli incassi per poter crescere e spendere di più. E siamo sicuri che in ogni parte del Mondo, dall’America alla Cina con ambasciatori come Leo, Paolo, cui si potrebbe aggiungere a breve anche Kakà, il brand ACMilan non potrà che ritornare agli antichi fasti.

La squadra dovrà forse aspettare un po’ di più per diventare competitiva sui massimi traguardi, infatti i proclami son stati prudentemente evitati, ma la sensazione che ci sia grande fiducia sull’ossatura che ha fatto discretamente l’anno scorso che però peccava in fase realizzativa. Con l’innesto di Higuain, oltre alla spiccata personalità e la sete di vittoria, ci sarà un potenziale offensivo maggiore, e se arriverà un centrocampista di valore, magari non un top player ma un acquisto mirato e chirurgico, si potrà fare il primo step per i piani nobili che aspettano il Milan e i suoi tifosi. Non per niente, tra un ricordo e l’altro, tra il serio e il faceto la Champions è stata nominata un paio di volte, cosa normale tra l’altro nella sede dove se ne custodiscono sette di cui ben cinque alzate da Maldini. Ma calma, ci vuole un po’ di pazienza, un po’ di tempo.

A proposito di tempo solo un mese fa il Milan era fuori dall’Europa, si aspettavano 32 milioni non si sapeva da dove, non si sapeva da chi per poter sopravvivere. Le prospettive di mercato erano ferme a qualche parametro zero e non si conosceva quando e con quali risorse si sarebbe potuto tornare a far acquisti. Il futuro era cupo, sbeffeggiati dall’arrivo di Cristiano Ronaldo, preoccupati dai continui acquisti per Spalletti. Oggi i tifosi rossoneri possono risfoderare l’orgoglio per la maglia, sperare in un bel campionato felici per un grande campione arrivato ma, soprattutto, sono ritornati ad avere un motivo valido per tifare Milan. Un mese fa lo auspicavamo, oggi è così grazie a una società seria, al Milan dei milanisti, a un progetto valido e una proprietà solida e ci si è dimenticati in un amen di come fossimo caduti in basso. Credo vada dato grande merito a chi ha scelto queste due icone, credo vada data grande fiducia a questo Milan. Il cuore rossonero è tornato a battere assieme ai cuori dei tifosi. Leonardo è stato perdonato per il suo giretto sull’altra sponda del naviglio, Paolo Maldini è amato e rispettato da tutti i tifosi, credo anche dai pochi che non l’avevano applaudito. Lui non vuole ricordare, i ragazzi della curva, son sicuro, dopo le ultime stagioni e quello che si è visto, lo riaccoglieranno a braccia aperte. Altrimenti non sarebbero capiti ancor più che in quel pomeriggio di maggio del 2009.

Ad maiora, si va in vacanza per un po’, intanto al Milan lavorano Starsky- Leo e Hutch-Paolo: ci fidiamo.

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