Milan: sconfitta assoluta ed incontrovertibile

Paolo Vinci

Cari Tifosi Rossoneri,

è un esercizio veramente difficile cercare di analizzare la pessima prova odierna rossonera sul prato dell’Olimpico di Roma.

Al di là della meritatissima e clamorosa sconfitta subita.

Si potranno addurre tutte le giustificazioni e gli alibi del caso (squadra che non si conosce e che necessita fisiologicamente di un certo lasso di tempo per amalgamarsi, 16 giocatori prestati alle nazionali ecc.ecc.), ma resta una circostanza: assoluta ed incontrovertibile: la Lazio è stata largamente superiore.

Tecnicamente ed atleticamente in ogni reparto, individualmente in ogni giocatore, psicologicamente in ogni momento dell’incontro, ivi compreso quello iniziale quando ha lasciato il pallino ad uno sterile Milan per studiare il momento opportuno per colpirlo. Milan che si è, appunto psicologicamente, scardinato allorquando, in seguito ad un calcio d’angolo, è andato in ambasce rischiando di subire un gol, non realizzatosi solo grazie al fato.

Non è da Milan incassare in poco più di dieci minuti ben 4 reti! E tutto ciò inframmezzato dal riposo, nel corso del quale la squadra doveva essere spronata alla migliore reazione e l’allenatore doveva modellarla, innestando almeno due giocatori tra i tanti, uno più forte dell’altro, che sedevano, per sua (inopportuna?!) scelta iniziale, in panchina.

L’allenatore appunto…

Una Società meravigliosa, che in poco tempo ha rivoluzionato la rosa (e non solo) come un calzino, conducendo una campagna acquisti spettacolare e dando linfa a tutto il Mondo Milan, distruggendo le sacche conservatrici che si annidavano nella vecchia struttura, obiettivamente obsoleta, merita una risposta, sul campo, certamente migliore. Ed un allenatore che sia consapevole del suo ruolo.

Non per assiomi o principi, ma per un obiettivo “principio di realtà”.

Confidiamo nell’intelligenza, indubbia, di Vincenzo Montella e nella sua capacità di fare autocritica. Seria, serena e profonda.

Si chieda il perché, sciorinando i pensieri, ha ritenuto di lasciare in panchina giocatori del calibro di Bonaventura, Andrè Silva, Kalinic, Romagnoli.

Si chieda soprattutto perché ha abbandonato il povero Kessiè al suo destino, con accanto due giocatori-doppione come Biglia e Montolivo. Biglia sarà forse il miglior acquisto del Milan, ma va messo in condizione di esprimere la sua indubbia classe avendo accanto giocatori che sanno fare a memoria la doppia fase.

E poi perché insistere col solito, inadatto, schema del 4-3-3 allorquando la Grande Dirigenza gli ha messo a disposizione una squadra duttile e forte, ideata per il 3-5-2?

Mistero Montelliano.

Orsù, Caro Vincenzo, prendi atto degli errori macroscopici oggi commessi e rialzati.

Questo Milan non merita figuracce come quella odierna.

Soprattutto, questa Società merita, per gli enormi sforzi fatti, una sorte migliore!

Attendiamo speranzosi.

Un saluto affettuoso a Tutti

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