Milan: serenità in campo e incertezze in società

Fabio Conte

La vittoria di sabato al Barbera di Palermo ha fatto passare una serena Pasqua ai tifosi milanisti. Certo, hanno aiutato anche risultati provenienti da altre piazze che oltre al buonumore, hanno riportato ad intravvedere la possibilità, seppur remota, di un accesso in Europa League.

Quello che ha positivamente colpito però, è stato  ritrovare quella tranquillità nella gestione della gara che era la prerogativa di fine anno. Se pensiamo all’andamento della stagione della squadra d’Inzaghi si ricorderà che dopo le prime altalenanti partite, le migliori prestazioni coincidevano con una conduzione di partita equilibrata. Proprio questo è mancato all’inizio di quest’anno: quando si passava in vantaggio non si riusciva a gestirlo, se si subiva un gol subentrava l’ansia. Ecco forse, la serenità arrivata con i punti della tranquillità di classifica e la rinuncia all’obbiettivo di qualificazione in coppa, hanno tolto quelle preoccupazioni che attanagliavano un gruppo evidentemente immaturo. Navigare a vista è quello che può fare questa squadra, non vorrei che il riaffacciarsi di traguardi per quanto improbabili desse nuove incertezze. Comunque scomparsi i timori riaffiora anche la spensieratezza nelle giocate, e – finalmente – nelle scelte spregiudicate, grazie anche la diminuzione degli infortuni.

 Curioso che la tranquillità e la sicurezza della squadra, vadano pari passo alle incertezze ed ai dubbi sulla vendita della società. Le voci si susseguono incontrollate come le cifre, ed i milioni sembrano noccioline. Ci si domanda, se fossero vere le offerte, quale potenza debbano avere gli investitori per poi immettere abbastanza denaro per far ritornare subito grande il Milan. Il fair play finanziario tra l’altro non lo permetterebbe, se non per gradi, e viste il numero di giocatori che se ne andranno, tra fine contratto, fine prestito e fine progetto, chi gestirà, con acume ed esperienza, la rifondazione? Curiosa sarebbe anche la posizione di Barbara Berlusconi che dopo aver speso energie e prestigio per dare una nuova casa, ed un vicino ed innovativo progetto di stadio, si troverebbe a regalare idee e sponsor ad una nuova gestione. Questo se arrivasse lo tsunami che qualcuno si augura, se si  chiudesse subito l’era di presidenza di Silvio Berlusconi. Permettetemi di andarci cauto, fatemi vedere se saranno confermate le voci. Anni ed anni di calciomercato rossonero mi hanno insegnato ad aspettare fino all’ultimo per capire quale fosse il vero gioco, le vere mire, della dirigenza milanista. E anche sta volta mi aspetto un coup de theatre, una sorpresa finale che cambi, o modifichi il destino e la destinazione della società che tutti oggi si aspettano.

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