Milan: la settimana della svolta!

MR_Bertone

La settimana della svolta. Per come la vedo io le prossime tre partite potrebbero davvero indirizzare la stagione dei rossoneri, in un senso o nell’altro.

Non è una questione matematica, per quella ci sono ancora troppi punti in palio, ma di testa e quella, certe volte, fa la differenza più di ogni altra cosa. Fiorentina, Cagliari e Palermo rappresentano un bel mix: un big match (seppur contro una Viola in grande difficoltà), una trasferta insidiosa su un campo di provincia (per giunta a metà settimana), una partita a San Siro contro una piccola. Insomma, tutto ciò che il nostro campionato può offrire, trappole comprese. Fin qui il Milan ha avuto un cammino soddisfacente ma anche altalenante. Alle belle vittorie su Lazio e Verona si sono contrapposti i pareggi con Empoli e Cesena, oltre al successo in chiaro scuro sul Parma e alla sconfitta contro la Juventus. L’attacco atomico sarebbe da scudetto (16 gol fatti, 2 in più di Juve e Roma), la difesa traballante (10 incassati, solo 6 squadre hanno fatto peggio) da medio-bassa classifica. Il bicchiere è chiaramente mezzo pieno anche perché, un paio di mesi fa, in pochi avrebbero ipotizzato un quarto posto alla fine di ottobre, ora però, se si vuole davvero puntare al terzo posto, bisogna dare un’ulteriore accelerata. Lo impone la classifica, che vede alcune rivali accreditate (Napoli, Inter e Fiorentina) piuttosto indietro, ma anche il gioco, fin qui all’altezza del podio. Bravo Pippo, capace di rivitalizzare atleticamente alcuni giocatori (su tutti Honda e Abate) e di salvaguardare il buono fatto da Seedorf. Già, anche se non lo dice nessuno (non sia mai sprecare una buona parola per Clarence!) questo Milan è nato qualche mese fa sotto la guida dell’olandese che anzi, nell’ultima parte di stagione, poteva vantare addirittura una fase difensiva più solida. Se oggi Honda e Rami offrono questo rendimento lo devono anche a lui, che li faceva giocare pure quando non erano al meglio al fine di integrarli al più presto nel calcio italiano. Inzaghi ha avuto il merito di non resettare tutto, unendo però a tutto questo una maggiore serenità e compattezza societaria, indispensabile per puntare in alto. Il risultato finora è piuttosto buono, adesso bisogna andare avanti così. Ultima postilla per Torres ed El Shaarawy, forse le note meno liete di quest’inizio di stagione. Dico forse perché, tutto sommato, il Niño e il Faraone non hanno fatto poi così male in rapporto alle partite giocate, però, in un reparto che va a meraviglia, stanno indubbiamente trovando più difficoltà degli altri. Guai a dargli per morti, tutti e due. Il calcio insegna che, a volte, chi fa fatica all’inizio si rivela decisivo poi, a patto di non bruciare nessuno con critiche eccessive e fuori luogo. Pippo, da grande attaccante, lo sa bene e siamo certi che, anche in questo caso, agirà con giudizio e intelligenza.

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