Milan: Sinisa ci ha messo del suo schierando due ex giocatori

Paolo Vinci

Cari Tifosi Rossoneri,

scrivo il consueto Editoriale al termine di una settimana cruciale per i Colori Rossoneri, iniziata sotto “il cielo di Milano tinto di Rossonero”, continuata, nel turno infrasettimanale, con la bella vittoria corsara alla Favorita, che faceva ben sperare nel raggiungimento della definitiva continuità, sia di risultati sia soprattutto di gioco, e finita col deludente, quanto meno per il risultato, pareggio casalingo con l’Udinese.

Se il Milan che non t’aspetti aveva asfaltato l’Inter nel derby, avvicinandola a soli 5 punti di distacco in classifica, confermandone poi la distanza con la vittoria di Palermo, ci si attendeva un ulteriore riavvicinamento in classifica, non fosse altro perché i cugini nerazzurri avevano, nell’anticipo domenicale di pranzo, pareggiato, peraltro fortunosamente, con il fanalino di coda Verona e la stessa Fiorentina, nell’anticipo di sabato, aveva pareggiato a Bologna.

Occorreva, quindi, vincere.

A tutti i costi!

Sia per la classifica, sia per poter finalmente parlare di “continuità”.

Questo “benedetto” sostantivo che Società, Tecnico e Squadra dovrebbero inculcarsi bene in mente, se si vuole arrivare al traguardo Europeo che compete al Milan.

Invece, dopo aver pareggiato con Atalanta, Verona e perso con il Bologna, si è pareggiato con l’Udinese. In casa, sono stati letteralmente buttati alle ortiche ben 9 punti, che, se messi in saccoccia, avrebbero portato ad un’altra classifica! Completamente diversa!

San Siro, per il Milan, sta diventando, negli incontri con le squadre di seconda fascia, un tabù!

Un passo indietro, una delusione enorme, che rattrappisce i cuori e le anime di Tutto il Popolo Rossonero.

Giustamente.

Come si può non entrare in campo, conoscendo già il risultato delle antagoniste, con il coltello tra i denti, con il furore agonistico che brucia nel petto, insomma con una determinazione assoluta che, sin dall’inizio, conduce su un solo binario l’incontro?

A San Siro, ieri, si è visto esattamente l’opposto.

Una squadra inizialmente molle che ha fatto il primo tiro nello specchio della porta al 44’ del primo tempo e che è andata meritatamente sotto da una Udinese ben messa in campo.

Si è avvertita la mancanza dell’unico giocatore in grado di fare la doppia fase e soprattutto in grado di dare vivacità alla squadra: Jack Bonaventura, il cui apporto è imprescindibile per questo Milan.

Sinisa, poi, ci a messo del suo, schierando due ex giocatori, come Balotelli e Prince, che non tornando mai a dare man forte alla difesa, hanno costretto uno stremato Honda a correre per tutto il campo anche per loro.

Senza parlare, infine, che questa volta è mancato anche  Bacca, peraltro sfortunatissimo nelle uniche occasioni che gli sono capitate.

Ma è soprattutto sotto il profilo psicologico che la squadra, per i primi 45 minuti, ha lasciato a desiderare.

E questo è grave. Anzi gravissimo, perché il contesto imponeva esattamente un comportamento contrario.

Le ragioni di questo deficit psicologico sono molteplici: carenza di personalità, incapacità dello stesso allenatore di saper inculcare ai giocatori il proprio “credo calcistico” e, dulcis in fundo, le voci sull’assetto societario che stanno diventando sempre più molteplici ed assordanti.

Tutti i giorni si leggono articoli, su quotidiani sportivi e politici, circa presunti acquirenti della Società poi smentiti da Fininvest.

L’unico che può, in queste circostanze, fare chiarezza è il Presidente, Silvio Berlusconi, forte dell’impareggiabile carisma che lo contraddistingue. Magari al termine di una conferenza stampa nella quale spieghi cosa intende fare per rilanciare il Milan. Facendo presente ai Tifosi che, a livello Europeo, non è più possibile competere con fondi di investimento Arabi o con Oligarchi Russi e meno che mai con squadre che hanno fatturati 10 volte superiori. Sono certo che, memori di un meraviglioso “Trentennato” Rossonero, i Tifosi accetterebbero di buon grado dal Loro Presidente, il Più Grande della Storia del Calcio, anche una programmazione volta a far crescere i  giovani e mettere in campo una squadra composta, per otto undicesimi, da giocatori Italiani. Con un obiettivo vincente a tre anni.

Vi immaginate l’aspetto dirompente e benefico di una simile azione?!

Buona settimana a Tutti, Rossoneri e Non.

RIPRODUZIONE RISERVATA

801 Visite totali, 1 visite odierne

Commenti

commenti